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Il giorno dopo i pini abbattuti, Campomarino non si rassegna: “Uno scempio, pronti al ricorso”

Dopo l’abbattimento dei primi sei pini nel Parco dell’Unità, oggi la motosega non è entrata in funzione ma lo stop non è stato ufficializzato. Cresce intanto la mobilitazione pubblica: presidi sul posto, commenti indignati e annuncio di ricorsi alla giustizia amministrativa se non verrà fermato il taglio dei pini secolari.

Il rumore delle motoseghe, che ieri ha spezzato il silenzio d’agosto al Parco dell’Unità di Campomarino, oggi si è fermato. Martedì 5 agosto nessun albero è stato tagliato, nessuna pianta abbattuta. Ma il silenzio che aleggia sul cantiere non rassicura affatto chi da due giorni presidia la zona per tentare di salvare i pini secolari che da oltre un secolo definiscono il profilo collinare del borgo.

Non è chiaro se lo stop sia una sospensione definitiva o solo una pausa temporanea. Nessuna comunicazione ufficiale è arrivata dal Comune, e l’incertezza alimenta ulteriormente la tensione tra chi – cittadini, ambientalisti, semplici residenti – considera questa vicenda un “disastro ambientale” che rischia di cancellare un patrimonio storico, paesaggistico e culturale.

Ieri, lunedì 4 agosto, sono stati abbattuti i primi 4 pini. Gli altri sono ancora in piedi, sotto la minaccia di una determina comunale che ne prevede l’eliminazione per motivi di “pericolosità” e nell’ambito di un più ampio progetto di riqualificazione. Ma la narrazione amministrativa non convince. E in molti promettono battaglia, anche nelle sedi giudiziarie. “Non sono un’esperta – scrive una cittadina sui social – ma chiedo una valutazione seria sulla reale pericolosità degli alberi. Fermate l’abbattimento!”.

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Altri messaggi sono ancora più duri: “Che crimine contro la natura. Abbattere alberi per far spazio a un parcheggio è inaccettabile”. E ancora: “Dovranno rendere conto, carte e autorizzazioni alla mano, di ciò che stanno facendo”.
Molti si interrogano: “Possibile che non si trovino soluzioni meno drastiche, magari usando fondi per la tutela del verde?” e c’è chi sottolinea il valore simbolico degli alberi: “Quei pini non sono solo piante: sono identità, storia e bellezza del nostro territorio”. “Alberi che da sempre fanno parte del nostro paesaggio e che custodiscono la memoria di generazioni”.

E mentre sul terreno del Parco dell’Unità la protesta cresce, anche la mobilitazione digitale si estende. La petizione online ha superato le 500 firme nelle prime 24 ore, ma continuano ad arrivare adesioni e commenti. Alcuni, intervistati anche dalla Rai della Tgr che oggi è stata sul posto,  annunciano apertamente la volontà di ricorrere al Tar, nel caso in cui i lavori non vengano sospesi. Per ora, il destino dei pini sopravvissuti alla motosega è sospeso. Ma una Campomarino non si è arresa. E se ieri erano in pochi a presidiare il parco, oggi c’erano molte più persone, volti nuovi, famiglie, anziani. Segno che questa vicenda non riguarda solo un lotto di alberi, ma un’intera comunità che chiede rispetto per il proprio paesaggio, la propria storia e il proprio futuro.