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Don Marco e la Casa accoglienza: “A Rotello un luogo di ripartenza per le donne che soffrono”

Video intervista con il parroco locale e di Montelongo, presidente dell’associazione ‘Il muro invisibile’. Ieri sera, giovedì 28 agosto, l’inaugurazione della struttura: “La nostra missione punta al supporto non solo psicologico ma pure a quello per la formazione di un futuro possibile per chi ha sofferto una violenza o un disagio”. Sartoria, gestione di due B&B e Taverna sociale tra le attività previste. “Alle istituzioni chiediamo vicinanza e sostegno concreto”.

Non solo un rifugio per curare le ferite causate dalla violenza di genere, ma pure un punto di ripartenza per tornare a sentirsi attive e utili per la società. Don Marco Colonna sintetizza così la missione della Casa accoglienza di Rotello, inaugurata ieri sera in paese, alla presenza di autorità e cittadini.

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Il parroco locale e di Montelongo guida l’associazione ‘Il muro invisibile’ che ha voluto con forza la nuova ‘Casa’ per accogliere le donne vittime di violenza “ma anche quelle – precisa don Marco – che vivono un disagio diverso”. Lo stabile, molto ampio e accogliente, è stato donato da Anna e Arnaldo Pangia, cui è intitolato, e in continuità dai figli Amalia e Tiberio, che ieri hanno tagliato il nastro come forma di buon auspicio per l’opera in cantiere nella struttura, simboleggiando un nuovo inizio per le donne che ne saranno ospitate.

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“Il sostegno sarà concreto attraverso l’apporto di psicologi e psicoterapeuti, ma non guarderà solo la fase di sostegno umano per curare le ferite di chi è in difficoltà, ma anche per plasmare una forma di futuro possibile, ovvero l’idea che le donne accolte possano tornare a sentirsi parte integrante dell’ambiente, interpreti della loro vita” ha proseguito il giovane parroco che qui abbiamo video intervistato.

“L’obiettivo è fornire delle opportunità concrete di partecipare attivamente alla vita economica e culturale della comunità, rafforzando il tessuto sociale e generando reti di sostegno reciproco”. L’opera di reinserimento poggia su esperienze reali come la gestione di due B&B, la sartoria sociale e l’attività della Taverna sociale che sorgerà nel vecchio frantoio. Sarà un ambiente concepito come laboratorio di legalità, spazio di formazione su tematiche sociali e di mutuo aiuto, e centro di raccordo con le attività del territorio. “Dove – prosegue don Marco – l’innovazione sociale si intreccerà con la promozione dei prodotti a km 0 e delle eccellenze locali, offrendo alle donne accolte occasioni di ripartenza nella società”.

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Il sostegno legale, e non solo quello, sarà curato dall’AIAF Molise Associazione Italiana Centro Associati per la Famiglia e i Minori – Sezione di Campobasso e Termoli – presieduta dall’avvocato Erika Cieri, che ha accompagnato il percorso di realizzazione dell’opera. Erica Cieri che ieri sera, tra un riconoscimento e l’altro consegnati a chi ha avuto un ruolo centrale nel progetto (tra gli altri don Cosimo Schena, anche lui psicologo, e il dottor Riccardo Lemme, prezioso il suo contributo per ‘Il muro invisibile’) ha presentato le autorità che hanno voluto presenziare al ‘taglio del nastro’: dal senatore Costanzo Della Porta, al sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale Vincenzo Niro, al presidente della Provincia Puchetti, al sindaco di casa, ovviamente, Massimo Marmorini.

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“Alle istituzioni chiediamo ora di sostenerci con la vicinanza e con la concretezza di atti tesi a migliorare la struttura, dal supporto degli arredi al completamento della Taverna Sociale. C’è bisogno del contributo di tutti” conclude don Marco Colonna che, implicitamente, sottintende la grande missione sociale e di civiltà che la Casa di Accoglienza si appresta a realizzare, non in contrasto con i Centri Anti Violenza ma come un supporto per la formazione di un futuro possibile per chi soffre o ha sofferto la piaga atroce della violenza di genere o altri disagi.