Ritorno in Molise
|Città che si spopolano, gente che torna e borghi che si ripopolano: il fenomeno in una mostra fotografica
Domani a Bonefro inaugura una collettiva di fotografia, che resterà visibile a ingresso gratuito fino al 31 agosto, in cui sono state ritratte persone che dopo aver trascorso anni fuori dalla regione sono tornate. Ma anche la storia di chi ha preso casa in un piccolo borgo del Molise e di chi pratica uno stile di vita meno improntato al consumismo.
La macchina fotografica di Simone di Niro, Lello Muzio, Silvano Mastrolonardo, Massimo Palmieri, Gianna Piano, Giuseppe Terrigno, Mino Pasqualone, Zaira Stabile, Marinella Ciamarra, Mauro Grassi ed Eduardo De Vincenzi ha raccontato un fenomeno sociale, quello dello spopolamento. Ma lo ha fatto da una prospettiva inversa e per certi versi inedita e quasi paradossale: mostrando chi resta, chi resiste, chi è tornato e magari ha preferito la campagna, un piccolo borgo, alla città.
S’intitola Ritorno in Molise: storie di resistenzala mostra collettiva che sarà inaugurata domani pomeriggio, 3 agosto, nell’auditorium ex convento Santa Maria delle Grazie a Bonefro.
Per tutto il mese l’esposizione sarà visibile, a ingresso gratuito, ogni lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato e domenica (dalle 10:30 alle 12:30) e il mercoledì, giovedì, venerdì e sabato (dalle 17:30 alle 19:30. Per info ed aperture straordinarie: 3392385168).
A organizzarla sono state le associazioni fotografiche: Centro per la Fotografia Campobasso “Vivian Maier”, A.C.F. “Sei Torri – Tommaso Brasiliano” e Officine Cromatiche Isernia, dopo un laboratorio tenuto dall’associazione Tèkne nell’ambito del festival Molichrom..
La collettiva ritrae persone che hanno scelto di ritornare a vivere in Molise dopo un periodo trascorso altrove. La mostra include anche coloro che hanno fatto la consapevole scelta di stabilirsi e radicarsi in Molise, resistendo all’attrattiva dell’emigrazione che ha coinvolto molti, e quanti hanno deciso di stabilirsi nella regione beneficiando di varie iniziative promozionali incentrate sul ripopolamento dei piccoli borghi.
Negli ultimi 20 anni il Molise ha perso oltre 30mila residenti (più del 10% della popolazione) determinando lo spopolamento delle aree interne e montane, soprattutto negli oltre cento piccoli comuni con meno di 1000 abitanti. Nel 2002 gli abitanti erano 321.04, oggi la popolazione residente, al primo gennaio 2023, è pari a 289.840 unità.
Eppure, le crisi climatiche, le sfide nell’approvvigionamento, e lo stile di vita sempre più stressante delle città, stanno contribuendo al ripopolamento delle campagne e di luoghi abbandonati che si rivelano vere miniere di ricchezza e qualità di vita.
Numerose attività possono essere svolte in queste aree, riducendo notevolmente le spese, gli sprechi e i consumi inutili che rendono costosa la vita urbana. È possibile dedicarsi all’agricoltura biologica, praticare l’autosufficienza con la vendita degli eccedenti, creare filiere corte, produrre specialità locali, recuperare antiche coltivazioni autoctone e promuovere l’ecoturismo. Inoltre, si possono sfruttare le energie rinnovabili e ridurre in modo significativo i consumi energetici. Tutto ciò comporta una serie di risultati positivi: un aumento della qualità della vita, una diminuzione dei costi, una maggiore connessione con la natura, occupazioni significative e un minore inquinamento. Si tratta di un’opportunità straordinariamente interessante offerta dalla regione Molise, che, come il resto del Sud Italia, ha notevoli potenzialità da ogni punto di vista.
Ritorno in Molise prova a raccontarlo attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica.


