Acqua dal Molise alla Puglia, sottosegretario La Pietra: “Progetto definitivo entro ottobre”. Rebus sulle risorse e Gravina insiste: “Noi spettatori”
Le dichiarazioni del sottosegretario all’agricoltura Patrizio La Pietra hanno aggiunto nuovi tasselli all’opera di interconnessione Liscione-Occhito: il senatore di Fratelli d’Italia ha parlato di progettazione definitiva entro l’autunno e della necessità di ulteriori 20 milioni di euro che il Governo Meloni dovrebbe trovare. Dalla Puglia tuona il consigliere Tutolo: “Solo annunci, i soldi non ci sono”, mentre in Molise alza la voce Gravina: “Noi restiamo fuori dalle scelte, ci trattano come un serbatoio idrico, è inaccettabile”
Le dichiarazioni rese ieri dal sottosegretario all’agricoltura Patrizio La Pietra hanno riacceso il dibattito sull’acqua che il Molise dovrebbe cedere alla Puglia.
Le parole del senatore di Fratelli d’Italia hanno spinto il consigliere regionale del M5S Roberto Gravina a denunciare, ancora una volta, l’esclusione da ogni scelta dell’assise molisana “dove Roberti e la sua Giunta non hanno mai portato alla nostra attenzione uno studio di fattibilità che, evidentemente, esiste già”.
E anche a far infuriare il consigliere pugliese Tutolo che ha detto: “I soldi non ci sono”.
Ma andiamo con ordine.
Ieri il sottosegretario di Stato al ministero dell’Agricoltura ha celebrato la determinazione del Governo Meloni parlando di “decisivi passi in avanti per la soluzione idrica della Capitanata”.
La Pietra ha riferito che “durante la seduta della Cabina di Regia per la crisi idrica tenutasi lo scorso 8 agosto, il Commissario straordinario Nicola Dell’Acqua ha presentato una dettagliata relazione sull’intervento di interconnessione idrica tra la diga molisana di Ponte Liscione e la traversa di Finocchito, in Puglia. L’opera – queste sono state le sue parole – è stata riconosciuta come strategica per il rafforzamento della resilienza idrica del Mezzogiorno e per garantire una gestione più efficiente delle risorse idriche tra le due regioni. La relazione del Commissario ha evidenziato il quadro attuale dei finanziamenti disponibili e ha segnalato un ulteriore fabbisogno finanziario pari a circa 20 milioni di euro. Il Governo è già al lavoro per individuare le fonti di finanziamento necessarie a coprire tale fabbisogno, consapevole dell’urgenza e della rilevanza dell’intervento”.
Per sintetizzare: c’è una relazione sul cosiddetto ‘tubone’, c’è l’interesse strategico nazionale, ci sono finanziamenti e anche l’intenzione di trovare altre risorse.

Quale partita stia giocando il Molise è ciò che chiede di sapere il consigliere Gravina consapevole che una progettazione così imminente dev’essere come minimo preceduta da uno studio di fattibilità che, almeno nelle opposizioni, nessuno ha ancora esaminato.
“Le parole del Sottosegretario La Pietra confermano ciò che denunciamo da mesi: sulla gestione della risorsa idrica il Molise non è protagonista, ma semplice spettatore di decisioni prese altrove. Mentre a Roma e a Bari si pianifica, in Molise non c’è stata alcuna trasparenza né coinvolgimento. Le nostre richieste avanzate in Consiglio regionale, fin da dicembre 2024, puntavano a garantire che eventuali intese con altre regioni fossero fondate su dati aggiornati e certificati, non su accordi generici. L’idea che la Regione Molise possa essere trattata come mero serbatoio idrico resta inaccettabile.”
Sull’ipotizzato dragaggio del fondo della diga di Guardialfiera l’esponente pentastellato dice ancora: “Il Governo annuncia interventi per recuperare la capacità originaria dell’invaso, ma il vero problema è che l’acqua in ingresso non basta già oggi a riempirlo. Parlare di questo intervento senza affrontare la reale disponibilità di risorsa rischia di produrre un risultato solo parziale e non risolutivo. Da parte nostra ribadiamo il concetto che nessun minimo garantito deve essere sottoscritto: qualsiasi prelievo dalle dighe deve basarsi esclusivamente sui surplus effettivi certificati, senza impegni vincolanti a prescindere dalla reale disponibilità.”
Infine, l’esponente M5S richiama le responsabilità della politica regionale: “Ancora una volta il Molise scopre da altri rappresentanti istituzionali notizie che avrebbero dovuto essere condivise con il nostro territorio. Questo conferma l’assenza di un ruolo attivo e di una tutela concreta da parte della Giunta regionale.
Se davvero si vuole parlare di tutela idrica e di gestione sostenibile della risorsa – conclude Gravina – occorre partire da un principio chiaro: nessuna intesa che imponga al Molise un minimo garantito da cedere alla Puglia, nemmeno a titolo oneroso, per evitare che in periodi di magra ci si ritrovi a dover cedere risorsa.”



