150 attivisti in tenda contro Pizzone II, per difendere le aree interne e dire no alla speculazione energetica
Due giorni di dibattiti, escursioni e assemblee alle sorgenti del Volturno con attivisti da tutta Italia per dire no al progetto Enel “Pizzone II” e rilanciare la valorizzazione delle aree interne.
Sono arrivate alle sorgenti del Volturno 150 persone provenienti da tutta Italia per partecipare al Campeggio No-Pizzone II, due giornate di dibattiti, escursioni e proposte contro la marginalizzazione delle aree interne e i grandi progetti ritenuti dannosi per l’ambiente e le comunità locali. Le tende sono state montate nella suggestiva area messa a disposizione dal Comune di Rocchetta al Volturno.
Nella prima giornata i lavori si sono concentrati su due temi: “Marginalità come risorsa”, per ribaltare l’idea che le aree interne siano fragili o irrilevanti, e “Grandi progetti e difesa dei territori”, un confronto tra esperienze di resistenza, dalla Sicilia alla Val di Susa. Ad aprire gli interventi il professor Rossano Pazzagli, storico dell’Università del Molise, che ha invitato a leggere le cause storiche dello spopolamento e a “costruire una visione condivisa su come vogliamo i nostri territori tra 20 o 30 anni, prima ancora di elaborare strategie e progetti”.
Sono seguiti numerosi contributi dal pubblico, compresi cittadini dei paesi interessati dal progetto Enel “Pizzone II”. Domani i partecipanti affronteranno un’escursione dalle sorgenti del Volturno al lago di Castel San Vincenzo, toccando aree che sarebbero coinvolte dall’opera contestata, per poi riunirsi in un’assemblea conclusiva.
Tra le realtà presenti ci sono i movimenti No Snam Abruzzo, Confluenza (Piemonte), Ape Salerno, Ecologia Politica Network, Scatola di latta (Salento), Ex OPG di Napoli, Casa del Popolo La Conviviale di Vasto, Iskra – Assemblea popolare di Bagnoli e Campi Flegrei.


