Riqualificazione piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce, società arrivata seconda fa ricorso: “Progetto dannoso”
La Scarnata Costruzioni, seconda classificata nella gara per la riqualificazione di Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce a Termoli, presenta ricorso al TAR: “Progetto dannoso, pieno di barriere e incoerente con la storia della città”
La Scarnata Costruzioni Srl, seconda classificata nella gara per la riqualificazione urbana di Piazza Sant’Antonio e dell’area di Pozzo Dolce a Termoli, ha presentato ricorso al TAR Molise contro l’aggiudicazione dei lavori alla Cogeco2025 Srl. La società, che ha partecipato alla procedura negoziata con un progetto elaborato insieme allo Studio Gammieri, contesta apertamente l’impostazione dell’intervento vincitore e rivendica una proposta alternativa, definita “più coerente, accessibile e rispettosa dell’identità storica della città”.
Nel dettaglio, l’impresa afferma: “Siamo stati invitati a partecipare alla gara per la riqualificazione urbana di una delle aree più centrali e identitarie di Termoli, orgogliosamente vi abbiamo preso parte con una proposta concreta e migliorativa, elaborata insieme allo Studio Gammieri, realtà locale con profonda conoscenza del territorio. Il progetto, firmato dallo stesso Studio per conto di Scarnata, nasce da una visione chiara e coerente: rigenerare senza snaturare, offrendo alla città uno spazio pubblico moderno, funzionale e profondamente rispettoso della sua identità storica”.

Tra le soluzioni migliorative presentate in gara, Scarnata rivendica: “Un parcheggio completamente interrato, quindi una piazza a raso, priva di sopraelevazioni, gradini o barriere, per garantire piena accessibilità, organizzare eventi, restituirla ai cittadini, attrarre nuovi turisti; lo spostamento dell’accesso al parcheggio sul lungomare nord, al fine di allontanare il traffico su via Roma, migliorare la vivibilità del centro; la realizzazione di una ponte ciclo‐pedonale, panoramico, in grado di ricollegare con le giuste pendenze Pozzo Dolce al centro ed al mare, restituendo dignità e centralità a un’area oggi marginalizzata; la realizzazione di servizi igienici pubblici sia sotto la nuova Piazza che a Pozzo Dolce, colmando una carenza storica molto sentita da cittadini, famiglie e visitatori”.
La società sottolinea di aver lavorato con “abnegazione, etica, responsabilità e profondo rispetto per i luoghi”, con l’intento di dare “un contributo costruttivo alla città”. In netto contrasto con questa impostazione, viene criticato il progetto presentato dalla società aggiudicataria Cogeco2025, che – secondo Scarnata – “oltre ad avere un costo più elevato rispetto a quello proposto dalla Scarnata Costruzioni S.r.l., presenta una impostazione progettuale diametralmente opposta”.

Nel dettaglio, si legge: “La sopraelevazione della piazza di circa due metri, incompatibile con i vincoli architettonici e paesaggistici esistenti; l’inserimento di rampe e scale, che generano nuove barriere fisiche, laddove oggi la superficie è completamente accessibile; l’evidente aumento delle interferenze tra traffico veicolare e pedonale, con il concreto rischio di rendere il parcheggio e la piazza stessa meno fruibili soprattutto in occasione di eventi pubblici”.
Il ricorso al TAR, concludono, “non è solo un atto giuridico, ma una chiara presa di posizione a tutela della città”.
“Termoli merita un progetto realizzabile, coerente e rispettoso della sua storia e del suo paesaggio urbano. Non un intervento disorganico e potenzialmente dannoso, destinato a snaturare nel tempo uno dei luoghi più preziosi e iconici della comunità”.

Il ricorso di Scarnata per la riqualificazione di Piazza Sant’Antonio e Pozzo Dolce si aggiunge a quello già avviato dalla De Francesco Costruzioni, ex affidataria del project financing sul cosiddetto “tunnel”, che ha contestato la legittimità della nuova gara indetta dal Comune prima della revoca formale del precedente affidamento. In quel caso, il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva per non compromettere l’assegnazione dei fondi PNRR, in attesa della discussione nel merito. Ora, con l’iniziativa legale della seconda classificata, si apre un nuovo fronte che potrebbe incidere sui tempi di avvio dei lavori, previsti per settembre.


