Macchiagodena alza la bandiera della Palestina: “Un gesto simbolico per rompere il silenzio”
Con un gesto simbolico ma carico di significato, il Comune di Macchiagodena ha scelto di esprimere pubblicamente la propria solidarietà al popolo della Palestina, vittima di una tragedia umanitaria che continua a scuotere le coscienze. Nei giorni scorsi, il Consiglio Comunale ha approvato una mozione di sostegno e ha chiesto formalmente al Governo italiano di riconoscere lo Stato di Palestina come entità sovrana, seguendo l’esempio di altri Paesi europei.
“Da oggi, sulla facciata della nostra casa comunale, sventola alta la bandiera della Palestina – ha scritto il sindaco di Macchiagodena Felice Ciccone in un post pubblicato su Facebook –. È un piccolo gesto, ma dal forte valore simbolico. Con esso vogliamo rompere il silenzio istituzionale e dimostrare che non è più accettabile rimanere indifferenti di fronte agli orrori perpetrati contro i civili palestinesi, in particolare contro bambine e bambini costretti alla fame da assurde strategie di guerra”.
Il primo cittadino ha parlato di un contributo modesto ma sentito, che intende rappresentare l’intera comunità di Macchiagodena nel chiedere la cessazione immediata del conflitto e la nascita di due Stati sovrani e pacifici.
La posizione assunta da Macchiagodena si inserisce in un contesto più ampio di mobilitazione simbolica che sta coinvolgendo diversi enti locali molisani. Dopo Termoli e San Martino in Pensilis, anche i Consigli comunali di Mirabello Sannitico e San Giuliano di Puglia hanno approvato all’unanimità due mozioni di indirizzo che vanno nella stessa direzione.
A Mirabello, la proposta è stata presentata dal sindaco Angelo Miniello e sostenuta dall’intera maggioranza.
Un messaggio analogo arriva da San Giuliano di Puglia, dove il sindaco Antonello Nardelli ha ricordato la scuola intitolata agli “Angeli di San Giuliano”, realizzata nel 2009 a Tarshiha, in Galilea, come simbolo di fratellanza tra popoli.
Entrambe le mozioni ribadiscono che, pur non avendo competenze dirette in materia di politica estera, i Comuni non possono sottrarsi alla responsabilità civile e morale di esprimersi su quanto accade nel mondo.


