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|L’imprenditore Lino Del Cioppo, esempio di ‘tornanza’, chiude il Festival del Sarà. “Molise può essere terra da scegliere. Ma serve competenza, basta scorciatoie”
Dopo l’intervista esclusiva a Milena Gabanelli e i contributi di Stefano Cappellini, del rettore Paolo Boccardelli, di Antonio Perdichizzi, dell’avvocata Selina Zipponi e di Luce Visco che ha lanciato il primo Pride di Termoli, a chiudere la tre giorni l’intervista di Antonello Barone all’imprenditore del digitale, Ceo di Key Partner, Del Cioppo che ha fornito una testimonianza autentica che ha commosso la platea. “Sono andato via a 19 anni facendomi una promessa, quella di tornare con una mia azienda. Credo si debba restituire al territorio”
Controcorrente. Divenuto un simbolo, sì, ma un simbolo dotato di estrema concretezza. E le scelte che ha fatto l’imprenditore molisano, anzi termolese, Lino Del Cioppo non solo non sono state rimpiante ma si sono arricchite di solide speranze, anzi certezze. Con l’intervista a lui, Ceo di Key Partner (azienda nel campo del digitale da lui creata, prima a Milano e Roma e poi a Termoli), Antonello Barone ha salutato il pubblico – mai così numeroso come in questa edizione del Festival del Sarà – di piazza Duomo.
Ed è facendo alla platea un regalo che si è concluso il X Festival del Sarà perché la testimonianza di Del Cioppo ha riempito di emozione l’uditorio e ha restituito tanto. Proprio sul concetto di ‘give back’ si innesta la sua storia, una storia di ‘tornanza’. Partito da Termoli a 19 anni, ha proseguito il suo percorso professionale, laurea e anche familiare fuori dal Molise. Poi è arrivato il Covid e con esso la decisione che ha ricambiato le carte: tornare e costruire qui. “Sono andato via facendomi una promessa, quella che un giorno sarei tornato con una mia impresa”. E così è stato. Non certo una costrizione, tantomeno una scelta di comodo anche se “ora, a distanza di 4 anni, so che non potevamo decidere cosa migliore. È stato un ritorno consapevole – e marca il tono della voce su questo aggettivo, ndr -. Non è stato un ripiego”.

A un certo punto della sua vita Lino Del Cioppo – e lo ha raccontato oltre che ieri ad Antonello Barone nel libro ‘Molise a due voci. Tra denuncia e speranza’ – si è detto: “Perché non in Molise?” Ha parlato, toccando corde profonde nel pubblico, di terra meravigliosa, fatta di territori con una qualità della vita altissima, costi sostenibili, comunità vive. Una contronarrazione di cui – ha detto – c’è bisogno più che mai. “Il Molise non deve essere visto come una terra da salvare, ma come una terra da scegliere”. Parole non vuote e a effetto ma ‘vivificate’ dalla sua scelta di vita.
Ma c’è un però, e Del Cioppo lo scandisce a chiare lettere. “Serve un ecosistema che unisca competenza, visione e coraggio”. In Molise è possibile? Sì e lui lo ha dimostrato credendo che questa terra possa diventare laboratorio avanzato, anche nei campi più innovativi come quelli del digitale, finanche nella cybersicurezza su cui lui ha puntato, perché no, ma a patto che “la smettiamo di cercare scorciatoie e iniziamo a costruire valore partendo dalle competenze”. Parole come pietre, queste ultime: un monito rivolto in particolare alle amministrazioni pubbliche, più che alle imprese.
Qui le storie di successo non mancano “ma perché – la irrituale domanda di Del Cioppo al suo intervistatore – hai scelto proprio me?
Significativa la risposta di Barone, che nel libro esemplifica il portatore di una visione di cruda denuncia. “Ho scelto te come gli chef scelgono un ingrediente inaspettato. La tua storia – inattesa – è paradigmatica ma anche di ispirazione. Perché senza aiuti di sorta hai scalato le classifiche di grandi aziende, passando dall’essere dipendente a manager e poi creando una tua realtà imprenditoriale. Ma all’apice di questo successo hai sentito il richiamo… e sei tornato portando anche benessere, occupazione e una visione di contemporaneità (innovazione tecnologica) in questo territorio difficile. Ebbene, io penso che il Molise fra qualche tempo non esisterà più, la tua storia però può darmi torto”.
Responsabilità è un altro lemma spesse volte utilizzato da Del Cioppo. “Sì, è stato un atto di responsabilità. Anche essere qui, su questo palco per me che odio la sovraesposizione e la ribalta, lo è. Tu mi hai convinto a metterci la faccia, appunto non per vanità ma come atto responsabile per il bene della mia amata regione”.
Un racconto autentico – fatto anche di tanti aneddoti personali – di inusitata umiltà e che ha sinceramente colpito gli ascoltatori. “Perché leggere questo libro? Intanto perché è la storia di una persona comune, semplicissima, non un supereroe né un genio. Questo è un racconto di un percorso fatto di scelte imperfette, errori e cadute, e di tantissimi sacrifici. Credo che leggerla possa essere utile a chi sente di voler fare la differenza senza dover per forza andarsene. In un tempo in cui spesso si raccontano solo i successi perfetti, io offro una narrazione fatta di concretezza, visione e – spero – di ispirazione reale”.
Si è conclusa così, non senza i meritati e sinceri applausi, la X edizione della tre giorni del Festival del Sarà a Termoli. Una serata, quella del 20 luglio, che ha visto come protagonisti il vicedirettore de La Repubblica Stefano Cappellini (videocollegato), Antonio Perdichizzi della Fondazione Marea che ha portato la testimonianza di un’altra storia di ‘restanza’ ma made in Sicilia, l’avvocata esperta di privacy e intelligenza artificiale – una frontiera dirimente – Selina Zipponi, e sempre in video sono arrivati i saluti del rettore della Luiss Paolo Boccardelli e della presidente di Arcigay Molise Luce Visco che ha lanciato con ‘cuore’ l’imminente Pride che sarà di scena a Termoli – per la prima volta – il 26 luglio.
Ma la serata conclusiva si è arricchita anche dell’importante intervista fatta a Bologna da Barone alla giornalista di inchiesta Milena Gabanelli. Protagonista – tra le altre cose – di un dibattito scontro a distanza con il Governatore del Molise proprio sul tema della sostenibilità della regione, il volto del DataRoom ha ribadito il suo favore all’idea di macroregioni. Un’altra domanda infine è stata relativa alla circostanza che Termoli forse ha perso il ‘treno’ della Gigafactory. “Penso che sia una perdita per tutta l’Europa, l’ambiente andrà avanti e ci farà male”.










