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Le vacanze libere, boom dei camper lungo la costa molisana. Petacciato è la regina dell’estate en plein air

Dal Covid al pienone: +40% di presenze, strutture esaurite nei weekend. Il Molise piace ai turisti “liberi”, ma manca ancora una regia per trasformare un potenziale in strategia. “Il boom è cominciato dopo la pandemia e da allora non si è più fermato”, racconta Luca, gestore dell’area camper Le Marinelle di Petacciato.

Un colpo d’occhio vale più di qualsiasi statistica. Nei grandi piazzali ordinati a ridosso della pineta, a pochi passi dalla sabbia dorata di Petacciato Marina, i camper parcheggiati in fila sembrano le vele di una flotta in rada. Sventolano bandiere tedesche, piacentine, toscane, qualche molisana. Tutti occupati, tutti vivi. Dentro quei mezzi c’è un mondo intero: famiglie, giovani, pensionati, nomadi digitali. Tutti in cerca di una vacanza diversa, più libera, più vera. E l’hanno trovata qui.

camper petacciato camper petacciato

Petacciato è diventata in pochi anni una delle capitali molisane del turismo all’aria aperta. Qui, dove il verde incontra l’azzurro e il cemento è bandito, le aree camper sono un modello di accoglienza sostenibile. Le Marinelle, attiva da anni, offre 30 postazioni con acqua potabile, scarico, bagni, docce e bar tutto in legno: “Rispettiamo l’ambiente e diamo servizi veri”, racconta Luca, uno dei gestori della struttura. “Dal Covid in poi, abbiamo visto una crescita costante. Oggi siamo al 40% in più rispetto al 2019. Nei weekend è sempre pieno, e ad agosto abbiamo esaurito le prenotazioni”.

A fianco sono nate due nuove aree: quella dell’Uliveto e quella della Torre.  Perché il Molise, oggi, è uno snodo strategico: tappa ideale per chi dal Nord scende verso la Puglia, o per chi cerca una vacanza più autentica rispetto alle mete inflazionate. “Molti si fermano una o due notti, poi ripartono. Ma tanti tornano ogni anno. E crescono anche i soggiorni lunghi, soprattutto tra gli italiani e i molisani che scoprono o riscoprono casa propria con occhi diversi”.

Una scoperta che ha il sapore della libertà. “Non c’è orario, non sei legato a nessuno, puoi cambiare destinazione in un attimo”, raccontano due camperisti del Piemonte, affezionati habitué del litorale. “E sei sempre a contatto con la natura. Qui ci sentiamo a casa”. Con loro anche i ristoratori e i commercianti della zona, che beneficiano della spesa diffusa dei camperisti, spesso propensi a cenare fuori o fare rifornimenti nei supermercati locali.

camper petacciato

Non solo italiani. I turisti stranieri – in particolare tedeschi – hanno colonizzato giugno e settembre: mesi in cui gli italiani ancora o già lavorano. “I tedeschi sono letteralmente innamorati della zona – conferma Luca – e prenotano per tempo. Alcuni li vediamo da molti anni, abbiamo aperto 15 anni fa”.

Eppure, nonostante l’entusiasmo e i numeri in crescita, il Molise non ha ancora costruito una vera rete per questo segmento. “Manca coordinamento – riferiscono i titolari di alcune aree – e questo penalizza sia noi gestori che i turisti”. L’esempio è la chiusura dell’area camper di Rio Vivo a Termoli: “Molti ci hanno chiamati uno per uno, non sapevano dove andare, non trovavano informazioni. Alcuni poi sono venuti da noi, ma non è così che si gestisce un flusso”.

Lido la torre spiaggia erosione camper Lido la torre spiaggia erosione camper

Il boom dei camperisti non è una novità improvvisa. Secondo le stime delle associazioni di categoria, in Europa dopo il 2020 il settore è cresciuto del 30% in modo costante. Anche il Molise, con ritardo, lo ha capito: partecipa da qualche anno al Salone del Camper di Parma, promuove le sue aree e i suoi “sapori”, anche se sul territorio resta tutto un po’ frammentato. La costa offre buoni esempi, ma servirebbe un disegno organico che colleghi mare, laghi e montagna. Le distanze sono minime, le potenzialità enormi. Basta mettere ordine alla mappa.

Il tempo c’è, ma bisogna cominciare. Perché se c’è un tratto che i camperisti non sopportano, è l’improvvisazione. E quando trovano accoglienza vera, difficilmente dimenticano.