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Il sound molisano ‘suona forte’ all’Adrifest: tripudio di suoni della tradizione mediterranea (e locale) a Larino

Un quartetto strepitoso, inedito e tutto molisano ha dato il via all’Adrifest estivo 2025. A inaugurare quello che sarà un nuovo viaggio nella bellezza il violinista Luca Ciarla, il fisarmonicista Manuel Petti, il percussionista Marco Molino e il bassista-contrabbassista Lorenzo Mastrogiuseppe. Una formazione, denominata ‘Molisìa’, che ha stupito e ha messo in luce, ancora una volta, la caratura artistica dei singoli

Il Molise che viaggia, e che fa viaggiare. È uno strepitoso viaggio in musica quello che è andato in scena ieri sera, 25 luglio, al Palazzo Ducale per la prima (di quest’estate) dell’Adrifest. Ad esibirsi un quartetto molisano d’eccezione, capeggiato da Luca Ciarla, organizzatore di questo festival che unisce arte (non solo musica) e bellezza (materiale e fisica, e immateriale, come quella generata dalla musica) in alcuni luoghi fascinosi del Molise ma in generale dell’Adriatico. Il cortile del Palazzo Ducale della cittadina frentana è uno di questi ed è ormai un posto del cuore per l’Adrifest, come ricordato dal violinista ringraziando per l’ospitalità l’assessora alla Cultura Iolanda Giusti, che da parte sua ha espresso tutta la sua gratitudine per questa simbiosi, diventata ormai appuntamento fisso dell’Estate larinese.

Adrifest palazzo ducale Iolanda giusti

Il viaggio, si diceva. Un viaggio seducente, ammaliante e talvolta turbolento nel Mediterraneo, le cui influenze artistiche hanno sempre esercitato un grande ascendente sul musicista, nativo di Termoli, che ha portato il suo violino in giro per il mondo. Reduce – per l’appunto – da un tour in Asia che lo ha condotto infine all’Expo di Osaka, dove lui e il fisarmonicista Manuel Petti (altro talento molisano) hanno rappresentato con le loro note – e fieramente – il Molise.

Adrifest palazzo ducale Luca ciarla molisia

E Luca Ciarla, per il suo concerto denominato Molisìa, ha voluto con sé appunto il fisarmonicista di Casalciprano, il percussionista Marco Molino (di Montorio nei Frentani) e il bassista Lorenzo Mastrogiuseppe (l’artista ‘di casa’). 4 straordinari artisti che mai, tutti insieme, avevano suonato in ensemble. Lo hanno fatto per la prima volta ieri regalando ai presenti una performance indimenticabile. “Chissà, sogniamo di incidere un giorno questo sound molisano”.

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Sognante, come sempre, la cornice per il concerto, con i quattro che come quadri si sono stagliati davanti agli occhi degli astanti, travolti da un tripudio di strumenti e suoni grazie al violino, alla fisarmonica, alla batteria e al vibrafono, al basso e al contrabbasso. Grandiosi – oltre alla perfetta miscellanea – gli assoli per cui sono stati tributati sentiti applausi, e anche qualche standing ovation, ai singoli musicisti.

Un patchwork di colori, anche e in senso lato. L’inedito quartetto popolar-jazz ha ripercorso brani della tradizione anche italiana e locale, come per gli arrangiamenti – del tutto originali – di Rosabella del Molise ma anche di Bella Ciao o di Solo me ne vò per la città, quest’ultima cantata da Luca Ciarla che, come noto, non conosce confini nell’uso che fa dei suoi strumenti, voce compresa. Eseguiti anche brani – composti anni fa dal violinista – tratti dal disco ‘Il vento dei saraceni’ così come composizioni originali di Manuel Petti che, nonostante la giovane età, ha uno smisurato curriculum e all’attivo collaborazioni importanti.

L’Adrifest vedrà ancora altri 3 appuntamenti a Larino, a partire dal 3 agosto quando ci sarà la performance – “popolare e colta” – di Hiram Salsano e Marcello De Carolis. Il viaggio è appena iniziato.