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Governance Poll 2025, Roberti fanalino di coda tra i presidenti di Regione: il consenso crolla di oltre 13 punti

Il presidente del Molise Francesco Roberti perde 13,5 punti percentuali in un anno e si ritrova all’ultimo posto nel sondaggio sul gradimento dei governatori realizzato dal Sole 24 Ore. A pesare, secondo il quotidiano economico, le ripercussioni dell’indagine giudiziaria della Dda. In testa alla classifica Fedriga, Zaia e Cirio. Cresce Giani in Toscana, stabile Occhiuto in Calabria.

È un vero e proprio tonfo quello di Francesco Roberti, presidente della Regione Molise, che nella classifica 2025 del Governance Poll de Il Sole 24 Ore scivola all’ultimo posto per gradimento tra tutti i governatori italiani. Solo il 44% dei cittadini molisani si dice oggi disposto a rivotarlo: un crollo verticale di 13,5 punti percentuali rispetto all’anno scorso, quando il gradimento si attestava al 57,5%. Peggio di lui, nessuno. Solo Francesco Rocca nel Lazio ed Emiliano in Puglia lo affiancano in fondo alla classifica, ma senza una perdita così drammatica in termini di consenso.

Secondo quanto riportano Il Sole 24 Ore, a pesare sul giudizio degli elettori sarebbero state le ripercussioni dell’indagine giudiziaria della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso che ha coinvolto Roberti nel febbraio scorso. L’inchiesta, che riguarda presunti episodi di corruzione durante il suo passato da sindaco di Termoli e presidente della Provincia, è ancora in corso, e si attende – se mai ci sarà – una richiesta di rinvio a giudizio. Ma sul piano politico l’effetto è già deflagrato: il presidente che era stato eletto nella competizione del25 e 26 giugno 2023, ottenendo il 62,2% dei voti  e superando nettamente lo sfidante del centrosinistra Roberto Gravina, fermo al 36,2%, oggi si ritrova in una posizione di debolezza percepita, riflessa in modo netto dall’indagine demoscopica di Noto Sondaggi per Il Sole 24 Ore.

La classifica generale conferma invece al vertice una consolidata leadership del centrodestra del Nord. In testa c’è Massimiliano Fedriga, presidente del Friuli Venezia Giulia e anche della Conferenza delle Regioni, con un consenso del 66,5%, seguito a brevissima distanza dal veneto Luca Zaia (66%). Terzo gradino del podio per Alberto Cirio, presidente del Piemonte, con il 59%. Per tutti e tre i governatori del Nord, la percentuale di cittadini disposti a riconfermarli supera abbondantemente il dato elettorale delle regionali.

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Al quarto posto sorprende Eugenio Giani in Toscana, esponente del centrosinistra, che sale al 58,5% segnando un +6,5% rispetto al 2024 e addirittura +13,5% rispetto a due anni fa. Stabile e alta anche la fiducia nei confronti di Roberto Occhiuto in Calabria (56,5%) e Renato Schifani in Sicilia (54,5%), con quest’ultimo che guadagna diversi punti rispetto allo scorso anno. Appena sotto la soglia del 55% c’è Vincenzo De Luca in Campania, che però registra un segno negativo.

Nel gruppo di centro classifica si posizionano Michele de Pascale (Emilia-Romagna), Vito Bardi (Basilicata), Stefania Proietti (Umbria) e Attilio Fontana (Lombardia), con gradimenti oscillanti tra il 50% e il 53,5%. Sotto la metà della popolazione si dicono pronti a riconfermare Francesco Acquaroli (Marche), Marco Marsilio (Abruzzo) e Marco Bucci (Liguria), con valori compresi tra il 46% e il 50%.

In fondo alla classifica, insieme a Roberti, ci sono appunto Francesco Rocca nel Lazio e Michele Emiliano in Puglia, entrambi al 44%. La presidente della Sardegna Alessandra Todde parte dal 44,5%, ma con un piccolo trend positivo.

Secondo il sondaggista Antonio Noto, il Governance Poll “non misura l’efficacia dell’azione amministrativa, ma la percezione del cittadino”, e i presidenti di Regione sono spesso i primi a pagare “gli effetti di crisi locali, sanitarie o giudiziarie, anche se non direttamente colpevoli o coinvolti”.