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Postamat esploso nel paese guidato dal senatore FdI. Romano: “Ora si passi da parole a fatti”

“Se c’è un terreno sul quale è indispensabile che si muova compatta la filiera istituzionale è proprio quello del contrasto alla penetrazione della criminalità sul nostro territorio”, così il consigliere regionale di Costruire Democrazia che chiede un impegno politico e finanziario concreto, immediato ed esemplare, di implementazione dei presidi territoriali di sicurezza e sorveglianza, di concerto con le Forze dell’Ordine, con investimenti specifici in risorse umane, logistiche e strategiche per preservare il Molise. “L’episodio di San Giacomo degli Schiavoni deve essere l’ultimo e, paradossalmente, non potrebbe esserci vetrina migliore”

È l’ennesimo atto criminale che si consuma in Basso Molise, “ironia della sorte proprio nel comune di cui è sindaco il senatore Della Porta, componente della commissione parlamentare Antimafia ed esponente di spicco di Fratelli d’Italia, partito di destra che storicamente pone al centro il tema della sicurezza”. Così Massimo Romano, consigliere regionale di Costruire Democrazia che interviene sul caso della deflagrazione – titolando Se il centrodestra fallisce sulla sicurezza -che ha interessato il postamat dell’ufficio di Corso Umberto I a San Giacomo degli Schiavoni intorno alle 4 della mattina di oggi 7 luglio.

Ironia – sempre per modo di dire – della sorte, quello era l’unico del paese e quello sul quale confluivano anche gli abitanti di Petacciato, rimasti da alcuni mesi senza lo sportello perché reso inagibile da un analogo colpo avvenuto il 21 maggio.

È lo stesso primo cittadino – che quando sono esplosi i due colpi, che hanno risvegliato non solo gli abitanti di San Giacomo ma anche quelli di alcuni quartieri di Termoli, si è recato immediatamente sul posto – a confermarci che nulla di simile era mai avvenuto in paese, dove ricordiamo il postamat è stato installato nell’ottobre 2020, dunque poco meno di 5 anni fa.

“Conosco personalmente Costanzo e, al netto delle divergenze anche assai profonde su temi dirimenti (come l’autonomia differenziata), riconosco e apprezzo il suo impegno politico e istituzionale, ed esprimo a lui e a tutta la comunità di San Giacomo la mia piena ed incondizionata solidarietà”, le parole di Massimo Romano. Dunque la sua riflessione: “Il Molise è ormai nel mirino della criminalità organizzata, che si manifesta sia in forme di infiltrazione ‘silenziosa’ nei settori economici sensibili sia in veri e propri atti di guerriglia, come gli assalti ai bancomat e portavalori. Se c’è un terreno sul quale è indispensabile che si muova compatta la filiera istituzionale è proprio quello del contrasto alla penetrazione della criminalità sul nostro territorio: mai come oggi, le congiunture politiche sono assolutamente favorevoli per porre il tema della ‘tutela dei confini’ regionali, con specifico riferimento al basso Molise, che si dovrà misurare su un impegno politico e finanziario concreto, immediato ed esemplare, di implementazione dei presidi territoriali di sicurezza e sorveglianza, di concerto con le Forze dell’Ordine, con investimenti specifici in risorse umane, logistiche e strategiche per preservare il Molise. Comune, Regione e Stato devono parlare con una sola voce e rispondere a questo attacco senza perdere un solo istante”.

Il territorio bassomolisano sta facendo drammaticamente l’abitudine a questo tipo di eventi criminosi. Eventi che hanno come effetto concreto anche l’enorme disagio dei cittadini che si trovano senza uno sportello Atm da un giorno all’altro. Disagio che si fa sentire soprattutto in quei centri – e sono tanti, sempre più – che non hanno neanche più una banca. San Martino in Pensilis, Portocannone, Petacciato, Santa Croce di Magliano, solo per citarne alcuni. A questa lista ora si aggiunge anche San Giacomo.

“L’episodio di San Giacomo degli Schiavoni – conclude Romano – deve essere l’ultimo e, paradossalmente, non potrebbe esserci vetrina migliore, per chi ricopre responsabilità istituzionali ai più alti livelli del Paese e in Regione, per dimostrare che passare dalle parole ai fatti è ancora possibile”.