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Dazi USA, il Molise rischia grosso: l’export verso gli Stati Uniti vale 320 milioni, l’86,9% legato a dieci prodotti

L’allarme del consigliere pentastellato Gravina: ““Settori chiave a rischio, Regione intervenga subito. L’86,9% dell’economia molisana legata a pochi prodotti esportati, 320 milioni verso gli USA solo nel 2023”. Forte il rischio di un effetto domino su filiere e occupazione

La fragilità strutturale dell’economia molisana rischia di diventare un fattore esplosivo di fronte alla minaccia sempre più concreta dell’introduzione di nuovi dazi da parte degli Stati Uniti. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Roberto Gravina, che domani porterà in aula una mozione per chiedere alla Regione Molise l’attivazione urgente di un piano di difesa per le imprese più esposte.

I numeri, in effetti, parlano chiaro. Nel 2023 l’export molisano verso gli Stati Uniti ha superato i 320 milioni di euro, una quota significativa che interessa in particolare comparti come chimica, agroalimentare, vitivinicolo, lattiero-caseario e automotive. Settori che, da soli, rappresentano l’86,9% dell’intero valore delle esportazioni regionali e che rischiano oggi un contraccolpo durissimo in caso di escalation nei rapporti commerciali tra Europa e Stati Uniti.

“La contrazione delle esportazioni – avverte Gravina – è già in atto: il settore chimico, fortemente legato al mercato americano, ha registrato un calo del 9,7% nel 2024. Se non si interviene subito, l’effetto domino su filiere, occupazione e investimenti potrebbe essere devastante”.

Il sistema economico molisano, come evidenziano anche i più recenti rapporti di Bankitalia, presenta caratteristiche di forte concentrazione: oltre 1,3 miliardi di euro di ricavi aggregati fanno capo alle quattro società del gruppo DR Automobiles, seguito da marchi come La Molisana, Semolerie Ferro e Neuromed. Proprio questi grandi player, locomotiva dell’export regionale, sono tra i più esposti al rischio dazi.

Roberto Gravina

La mozione del M5S chiede l’attivazione immediata di un tavolo regionale di crisi per monitorare gli impatti delle barriere commerciali sulle imprese molisane, la redazione di un report entro sei mesi e un piano articolato di sostegno, con misure economico-finanziarie, accesso facilitato a fondi per innovazione e internazionalizzazione, e un confronto attivo con la Conferenza Stato-Regioni per ottenere risorse straordinarie a livello nazionale.

“Mentre il Governo temporeggia – denuncia Gravina – il Molise non può permettersi l’immobilismo. Il tessuto produttivo regionale è troppo fragile per reggere da solo una guerra commerciale. Serve una strategia immediata e mirata per evitare che l’onda lunga dei dazi travolga il poco che ancora resiste”.

Il consigliere pentastellato richiama infine l’attenzione sulla recente missione istituzionale della Regione all’Expo di Osaka, sottolineando come l’apertura a nuovi mercati sia fondamentale ma debba essere accompagnata da strumenti e continuità. “La diversificazione è l’unica strada percorribile, ma non può essere lasciata all’iniziativa dei singoli. La Regione ha il dovere di guidare questo processo con visione, metodo e risorse concrete. Il tempo, purtroppo, è già agli sgoccioli”.