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Rete ictus, i commissari spiegano come saranno curati i molisani quando ci sarà l’accordo col Neuromed

Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo illustrano la procedura che diventerà operativa dopo la firma di un protocollo con la clinica privata di Pozzilli. Allo studio la riorganizzazione di altre due reti tempo dipendenti, quella per l’infarto “ma ci sono criticità” e quella per il trauma “dove non siamo attrezzati in regione”. La struttura commissariale rivela che il Tavolo tecnico ha già dato l’ok alla loro proposta, ma non si sa ancora come saranno rimborsate le prestazioni ai privati.

Tre reti ospedaliere tempo-dipendenti saranno riorganizzate sulla scorta della proposta fatta dalla struttura commissariale del Molise al tavolo tecnico interministeriale: quella per l’infarto, quella dell’ictus e quella del trauma.

Tutte a tre si concretizzeranno con accordi fatti con strutture private della regione (e fuori regione), mentre è ancora da definire la parte dei rimborsi per le prestazioni: non si sa ancora se saranno ricomprese nei budget riconosciuti ai privati accreditati o pagate extra budget. Il che, per una regione in regime di commissariamento proprio a causa del disavanzo sanitario, è sicuramente un aspetto dirimente dell’intera faccenda.

Di tutto questo e molto altro hanno parlato questa mattina a Palazzo Vitale il commissario ad acta Marco Bonamico e il sub commissario Ulisse Di Giacomo. Il loro ultimo decreto (il Dca numero 100 del 11 giugno scorso) non è passato sottotraccia, anzi, ha sollevato molte perplessità convincendoli che fossero maturi i tempi per un chiarimento e per spiegare esattamente cosa avverrà quando un molisano sarà colpito da un ictus.

Specie dopo episodi di cronaca molto recente con pazienti trasferiti da una parte all’altra nell’incertezza di una struttura che potesse accoglierli e curarli.

La premessa è toccata farla a Bonamico il quale ha detto che “l’ok a partire sulla riorganizzazione delle reti lo abbiamo avuto dal Tavolo tecnico durante la riunione sul Dm 70 (il decreto Balduzzi) dell’8 maggio”.

C’è un parere che i due commissari menzionano e che invita la struttura commissariale, Di Giacomo ne legge uno stralcio, “ad adottare il medesimo approccio per le tre reti tempo dipendenti”.Dunque, ricorso al privato accreditato per compensare le carenze del pubblico, in linea di massima l’orientamento è questo. Ma già per la rete infarto, di cui ha parlato il governatore Francesco Roberti nei giorni scorsi, sono emersi “una serie di problemi e criticità ancora da risolvere relativamente ai laboratori di Emodinamica. Per il Tavolo il Molise deve chiuderne almeno uno, ma noi non siamo d’accordo e abbiamo avanzato una proposta diversa”.

Approccio simile anche per la rete del trauma per il quale il sub commissario dice: “Non siamo attrezzati adeguatamente in regione per le situazioni più gravi, pensavamo a un accordo col Neuromed per i traumi cranici e magari anche con ospedali di fuori regione”.

Maggiori dettagli saranno nel prossimo Dca, intanto c’è quello sulla rete ictus e tocca a Di Giacomo illustrarli: “Il 118 prenderà in carico il paziente per accompagnarlo nel Pronto soccorso più vicino tra Campobasso, Termoli e Isernia. Se l’ambulanza è demedicalizzata (cioè non c’è medico a bordo) verrà fatto un triage tramite centrale operativa. Una volta giunti in ospedale si procede a una tac che ha bisogno di cinque minuti per capire se è ictus ischemico o emorragico. Nel primo caso il trombo può essere sciolto con un farmaco da somministrare in loco, nel secondo caso il 118 accompagnerà al Neuromed il paziente senza perdere tempo ad allertare altre struttura o fare ricorso all’eliambulanza. La riorganizzazione va nella direzione di mettere un freno ai viaggi della speranza dando a tutti i molisani la possibilità di curarsi entro i confini regionali”.

Nel caso in cui, è può succedere, il farmaco non si rivelasse efficace, “bisognerà ricorrere alla radiologia interventistica. Al Cardarelli non c’è per ora, mentre il Neuromed ha già questa struttura”.

La Riorganizzazione dei commissari, ad oggi, è puramente sulla carta: non c’è ancora il protocollo col Neuromed, “quando lo firmeremo entro 30 giorni la rete ictus potrà partire e resterà valida fino a dicembre 2027” ha spiegato ancora Di Giacomo aggiungendo pure che l’istituto di Pozzilli avrà anche un pronto soccorso dedicato h 24 e 7 giorni su 7 e che nel momento in cui il Cardarelli dovesse avere i ‘suoi’ radiologi interventisti (c’è anche un concorso Asrem in itinere) non ci sarà più necessità del protocollo col privato. Non togliamo nulla alla Neurologia del Cardarelli, la Stroke unit continuerà a far quello che sta facendo”.

Infine, sul rimborso delle prestazioni (nel budget o extra budget?) il sub commissario ha spiegato che “è da capire coi ministeri”.

La sensazione alla fine della conferenza è che la struttura commissariale abbia un ristrettissimo margine di manovra per evitare le chiusure di reparti. Del resto proprio pochi giorni fa lo stesso governatore Roberti in Consiglio regionale ha detto che “i commissari prendono batoste ogni volta che vanno al tavolo”. Ribadire che “questa è la rete che ci hanno approvato i ministeri” è il loro modo per dire che le convenzioni col privato – Responsible per la Cardiologia e Neuromed per la Neurochirurgia in testa a tutti – siano l’unica strada percorribile quando non si investe adeguatamente nelle strutture pubbliche per decenni. E anche quando, come sta facendo il governo di Giorgia Meloni, si parla di “stanziamenti record per la sanità” bisognerebbe ricordarsi che la spesa sanitaria si calcola sul Pil e non come una cifra assoluta.