Postamat esploso, ufficio ancora chiuso: dal 24 giugno al via i lavori per lo sportello mobile
A un mese dal postamat esploso a Petacciato, in via Tremiti, l’ufficio postale del centro adriatico molisano è ancora chiuso e i lavori di ripristino non sono ancora iniziati. La situazione continua a creare disagi per i residenti, privati dell’unico sportello per prelievi e operazioni postali in paese.
La novità arriva da una comunicazione ufficiale del vicesindaco Giampiero Lascelandà apparsa su Facebook in queste ore: a partire da martedì 24 giugno inizieranno le operazioni per l’installazione di una postazione mobile nel piazzale antistante l’ufficio danneggiato. La struttura temporanea sarà dotata anche di uno sportello automatico per l’erogazione di denaro contante e verrà messa a disposizione della cittadinanza non appena pronta.
Nel frattempo, come già disposto da Poste Italiane, i servizi sono garantiti nella sede temporanea di San Giacomo degli Schiavoni, in Corso Umberto I, dove è attiva una postazione dedicata agli utenti di Petacciato. Restano invariati gli orari: dal lunedì al venerdì dalle 8.20 alle 13.45, il sabato fino alle 12.45. Per chi necessita di servizi anche nel pomeriggio, è disponibile la sede “Termoli 1” in via Madonna delle Grazie.

L’attacco allo sportello, avvenuto nella notte tra il 20 e il 21 maggio, è stato compiuto con la tecnica della “marmotta”, già tristemente nota in numerosi comuni molisani. Il bottino – stimato in poche migliaia di euro – è stato sottratto forzando due cassetti del postamat. Oltre allo sportello, anche i locali interni hanno subito danni rilevanti. Le indagini sono affidate ai Carabinieri della Compagnia di Termoli.
L’avvio dei lavori per la postazione mobile rappresenta un primo passo concreto verso il ritorno alla normalità, anche se i tempi per la riapertura dell’ufficio rimangono incerti.
La vicenda del postamat esploso a Petacciato riaccende il dibattito sulla sicurezza nei piccoli centri e sulla necessità di tutelare l’accesso ai servizi essenziali anche nelle aree interne, troppo spesso penalizzate.


