Campomarino-San Martino in Pensilis
|Nasce la CER Kemarincer, comunità energetica che finanzia sociale, ambiente e futuro
Nasce nel basso Molise la comunità energetica Kemarincer: un impianto fotovoltaico da quasi 1 megawatt fornirà energia a 500 famiglie, ma i proventi non saranno divisi tra i soci. Il 40% andrà all’ente religioso per iniziative comunitarie, il 60% a progetti ambientali come parchi, colonnine elettriche e aule didattiche. “Un modello collettivo e replicabile”, dice il presidente Fausto Di Stefano. L’impianto fotovoltaico è stato messo a disposizione da Comunità Energetiche S.p.A.
Un impianto fotovoltaico da quasi 1 megawatt entra al servizio di una comunità. Nasce così, con una forte impronta sociale e ambientale, la CER Kemarincer, nuova comunità energetica rinnovabile attiva nei comuni del basso Molise. Grazie all’accordo sottoscritto nei giorni scorsi con Comunità Energetiche S.p.A., la cooperativa presieduta da Fausto Di Stefano che vede altri 9 socoi fondatori di Campomarino, avvia un percorso di autonomia energetica e redistribuzione dei benefici derivanti dalla produzione di energia rinnovabile.
L’impianto da 997,2 kWp, situato nel territorio di San Martino in Pensilis, è stato messo a disposizione dalla società con sede a Terni, interamente controllata dal Fondo Italiano Efficienza Energetica (FIEE SGR), in qualità di produttore terzo e aggregatore. L’iniziativa è la terza nel suo genere avviata da Comunità Energetiche dopo esperienze simili in Umbria e Abruzzo.
Secondo le stime tecniche, l’impianto genererà 1,2 milioni di kWh l’anno, pari al fabbisogno di circa 500 famiglie, evitando l’immissione in atmosfera di 480 tonnellate di CO₂ e un consumo annuo di oltre 100 tonnellate equivalenti di petrolio (TEP).
la firma dell’accordo
Una comunità con finalità condivise: niente proventi ai singoli, ma investimenti per tutti
I soci fondatori della CER Kemarincer – tra cui figurano, oltre al presidente Fausto Di Stefano, anche la società E-Gestioni S.r.l., Arturo Anselmo Tafuro, Umberto Di Labbio, Gianfranco Nobile, Domenico Tigano, Stefano Marinucci, Gesualdo Crovella, Carmine De Vincentiis, Raffaele Di Stefano e Samuele Di Stefano – hanno scelto un modello inedito per la gestione degli incentivi. Nessuna divisione individuale dei proventi, che per un impianto di queste dimensioni potrebbero raggiungere fino a 100mila euro l’anno, ma un utilizzo interamente collettivo. Secondo quanto riferito a Primonumero da Fausto Di Stefano, il 40% degli introiti sarà destinato all’ente religioso locale per il finanziamento della festa patronale e di altre iniziative culturali; il restante 60% sarà investito in progetti a forte componente ambientale e sociale, come un parco giochi inclusivo, una colonnina per la ricarica elettrica o un’aula multimediale sulle energie rinnovabili. “È un modo per restituire valore al territorio in modo concreto, inclusivo e sostenibile – sottolinea Di Stefano –. Vogliamo che l’energia serva davvero la collettività”.
L’adesione sarà semplice e aperta: chi mette a disposizione il proprio contatore elettrico non dovrà sostenere alcun costo né modificare la propria bolletta. Tutto il lavoro tecnico e amministrativo sarà gestito dalla cooperativa. È inoltre in fase di avvio una campagna di sottoscrizione per l’ampliamento della base sociale.
“Questa iniziativa rappresenta una svolta – aggiunge Di Stefano –. Ci basiamo su un impianto già esistente, possiamo partire da subito e il nostro è un modello replicabile, aperto a tutti coloro che vogliono contribuire a un cambiamento concreto nel modo di produrre e usare l’energia”.
La cabina primaria di riferimento è la AC001E00406, che include anche i territori di Campomarino, Chieuti, Guglionesi, Larino, Portocannone, Serracapriola e Ururi. Tutti questi comuni, se entro il perimetro tecnico previsto, potranno beneficiare dei vantaggi della condivisione energetica e degli investimenti generati.
“È la dimostrazione che la transizione energetica non è solo una questione tecnologica, ma un’opportunità per cambiare il modo in cui viviamo e collaboriamo – aggiunge Di Stefano –. Vogliamo che questa comunità sia aperta, accessibile, in grado di attrarre anche giovani e imprese che credono nella sostenibilità”.
“Questa è la terza comunità supportata dalla nostra società – ha dichiarato Paolo Allegretti, amministratore delegato di Comunità Energetiche S.p.A. –. Continueremo a essere al fianco delle realtà locali per costruire modelli energetici resilienti, partecipati e in grado di restituire valore a chi vive i territori”.
La società ternana fornirà anche servizi di assistenza tecnica e strategica per accompagnare la CER nella sua evoluzione, come previsto dal ruolo di aggregatore, con l’obiettivo di coinvolgere progressivamente altri soggetti pubblici e privati nella configurazione.
Per il basso Molise si tratta del primo progetto CER già attivo su impianto esistente, un modello replicabile che potrebbe aprire la strada a nuove comunità energetiche, anche in contesti intercomunali. Intanto è stato avviato un percorso di autonomia energetica e redistribuzione dei benefici che derivano dalla produzione di energia rinnovabile, e non è una esperienza da poco.




