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Surplus idrico del Liscione, Sabusco: “Diamolo pure alla Puglia, ma prima ai molisani”

Il consigliere regionale delegato al servizio idrico illustra la linea della Regione sull’ipotesi di cessione dell’acqua dell’invaso molisano alla Capitanata. Vanno acquisiti i dati e capire la reale stima di questo surplus, ma l’infrastruttura dovrà toccare prima i territori molisani a vocazione agricola e poi quelli pugliesi”. Evidenziata anche la necessità di un preciso quadro conoscitivo della situazione prima di decidere da affidare all’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale

Dopo aver registrato gli interventi di Antonio Tutolo, consigliere regionale della Puglia che ha rilanciato l’alleanza col Molise per il surplus idrico dell’invaso del Liscione, e ascoltato anche la capogruppo del Pd in Regione Micalela Fanelli che ha contestato l’esclusione nel dibattito del Consiglio regionale molisano nel progetto di potenziamento del sistema di captazione delle acque dall’invaso del Liscione verso la Capitanata, la parola passa a Massimo Sabusco.

L’avvocato campobassano, delegato dal governatore Francesco Roberti al Servizio idrico e grande mediatore nella trattativa tra Grim e Molise Acque per la rateizzazione del debito milionario che il gestore deve all’azienda speciale (dopo averlo ereditato per lo più dai Comuni-soci che ne fanno parte)  ha voluto fare chiarezza dopo l’incontro che c’è stato proprio nella sede del Consiglio regionale della Puglia tra rappresentanti istituzionali pugliesi e una delegazione da lui stesso guidata.

Massimo Sabusco

“La riunione di lunedì a Bari – ha detto Sabusco – si inquadra nel più ampio contesto dei trasferimenti interregionali di risorsa idrica ed è stata convocata in virtù di quella collaborazione istituzionale che deve contraddistinguere ogni amministrazione pubblica.
La regione Puglia ed in particolare la provincia di Foggia, territorio notoriamente a vocazione agricola, detto anche il granaio d’Italia, sta vivendo una delle crisi idriche più devastanti degli ultimi anni con ricadute negative sull’intera economia della Capitanata. Per il 2025 si stimano perdite economiche a causa della carenza idrica di circa 1,4 miliardi di euro su un fatturato totale di circa 7 miliardi di euro.
Alla luce di tale situazione, la V Commissione consiliare della Regione Puglia ha convocato una serie di soggetti istituzionali tra cui la Regione Molise per prospettare una qualche soluzione possibile”.

E fin qui nulla di nuovo, che la Puglia stia vivendo una pesante crisi ed è preoccupatissima per larrivo della bella stagione è un fatot noto da tempo.

“La proposta avanzata dai consiglieri regionali pugliesi, rispecchiando quella del Governatore Emiliano, è stata quella di richiedere al Governo nazionale un finanziamento per la realizzazione di tutte quelle infrastrutture necessarie per l’utilizzo della parte di risorsa idrica invasata nella Diga del Liscione che, in alcuni periodi dell’anno, viene fatta defluire verso il mare a causa del raggiungimento dell’altezza massima di invaso della stessa diga. La Regione Molise certo non può opporsi aprioristicamente rispetto alla proposta di utilizzo di un surplus di risorsa, che contrariamente andrebbe persa nel mare”.

Anche poche settimana fa le paratie del Liscione sono rimaste aperte per giorni per far scendere sotto il livello di guardia il limite che era quasi raggiunto oltre che per le piogge abbondantissime di marzo, anche per il substrato di detriti sul fondo mai rimossi che riempiono parzialmente l’invaso.

Sulla linea espressa dalla Regione Molise il consigliere Sabusco dice ancora che “tale eventualità non può prescindere, da un lato, dall’acquisizione di dati tecnici utili alla comprensione della reale possibilità di utilizzo di un surplus di risorsa e, dall’altro, dalla necessità di realizzare una infrastruttura che prima di arrivare in territorio pugliese permetta in via prioritaria di utilizzare tale surplus per i territori molisani a vocazione agricola. Si stima che una tale infrastruttura possa consentire un incremento della superficie irrigata molisana di circa 6000 ettari.
Sul primo punto, è evidente che, un eventuale intervento di trasferimento di risorsa dal Molise verso la Puglia necessita di approfondimenti in merito alle disponibilità idriche per il trasferimento, tenuto conto dei fabbisogni idrici delle aree già servite, la qualità delle risorse idriche da utilizzare e le eventuali soluzioni progettuali da adottare; a tale scopo, si rende necessario condurre una serie di attività e analisi, anche attraverso campagne di monitoraggio in campo, che attengono al rafforzamento del quadro conoscitivo e alla conseguente valutazione tecnica, economica e gestionale. Peraltro, tale attività è già in corso di affidamento da parte dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Meridionale. Solo con dati certi ed attendibili sarà possibile effettuare la migliore scelta per dotare prioritariamente il territorio molisano di quelle infrastrutture necessarie ad uno sviluppo concreto del comparto agricolo e, a valle, di offrire ai territori confinanti pugliesi la resilienza necessaria ad affrontare periodi di crisi sempre più frequenti a causa dei cambiamenti climatici in corso.
La Regione Molise è pienamente consapevole della importanza di una risorsa essenziale allo sviluppo del territorio ma proprio per questo è determinata a costituire quelle indispensabili sinergie e forme solidaristiche con i territori confinanti a beneficio dell’intera collettività regionale”.