Sull’esclusione di Sati dalla gara del Tlp parla l’ex sindaco Gravina: “Mio bando corretto, chi dice il contrario mente”
Il consigliere regionale del M5S, che ha indetto la gara vinta in prima battura da Sati spiega: “Non un errore nel bando, non un vizio procedurale. I problemi sono emersi non per difetti nella struttura della gara ma, semmai, per condotte imputabili a soggetti terzi, come oggi definitivamente chiarito dalle sentenze”. Adesso c’è da riaffidare il servizio alla seconda classificata, la società Trotta, la stessa dei trasporti di Roma a cui la municipalizzata Atac aveva subaffidato alcune linee di autobus facendo marcia indietro dopo poche settimane
Era il sindaco di Campobasso quando è stata indetta la gara per affidare il servizio di trasporto pubblico locale a un nuovo gestore. E oggi Roberto Gravina, consigliere regionale del M5S, spiega che quella procedura era assolutamente corretta.
Lo precisa a pochi giorni dalla sentenza del Consiglio di Stato con la quale l’affidataria provvisoria Sati – che da luglio dell’anno scorso si occupava dei pullman di città – è stata estromessa dal bando spalancando le porte alla seconda classificata, la Trotta Bus Service.
In attesa che il Comune riaffidi il servizio, previa verifica ulteriore sulla nuova società che è molto nota a Roma dove, per conto di Atac, gestiva diverse linee di autobus nella Capitale (l’affidamento è stato revocato dalla municipalizzata dopo poche settimane), l’ex primo cittadino ha detto che “il bando era corretto” aggiungendo pure che “l’esclusione della Sati riguarda condotte autonome e non la legittimità della gara. Serve più obiettività e meno qualunquismo politico”.
L’operazione chiarezza di Gravina ci aiuta anche a ricostruire la vicenda: “Il Consiglio di Stato ha respinto definitivamente il ricorso della Sati, confermando la sua esclusione dalla gara per l’affidamento del servizio TPL del Comune di Campobasso. Un’esclusione motivata dall’utilizzo, ritenuto illegittimo, di requisiti tecnici facenti capo a un’altra società, in violazione delle disposizioni previste dal bando.
Il pronunciamento, quindi, è chiaro e inequivocabile: la gara, predisposta dalla precedente Amministrazione comunale, è risultata pienamente conforme alle norme. Non un errore nel bando, non un vizio procedurale. I problemi sono emersi non per difetti nella struttura della gara ma, semmai, per condotte imputabili a soggetti terzi, come oggi definitivamente chiarito dalle sentenze.
Troppo spesso, però, si è preferito spostare il dibattito su un piano politico distorto, alimentando un qualunquismo imbarazzante che non rende giustizia né alla verità dei fatti né al lavoro svolto. Anche le responsabilità politiche vanno trattate con serietà, rigore e onestà intellettuale: servirebbe un minimo di oggettività.
Durante il mio mandato da sindaco, la volontà di bandire una gara pubblica dopo oltre vent’anni di affidamenti diretti non è stata solo un atto amministrativo, ma una scelta politica chiara: garantire concorrenza, legalità e un servizio migliore per la collettività. Un’operazione complessa, gestita con attenzione e competenza, che oggi trova pieno riscontro anche nelle decisioni della giustizia amministrativa. Uguale solerzia non l’abbiamo rilevata alle latitudini regionali, dove ancora si è al punto di partenza ovvero ad un trasporto in balia degli eventi e per il quale abbiamo sollecitato oltre un anno fa l’indizione delle procedure di gara, sperando che questa volta non si incorra in marchiani vizi.
Per quanto, invece, riguarda la gara per l’affidamento del Trasporto Pubblico Locale urbano di Campobasso è bene ribadirlo: la politica ha fatto il possibile, e lo ha fatto bene. Riconoscere questo, al di là delle appartenenze politiche, sarebbe segno di onestà intellettuale e di rispetto per l’istituzione e per i cittadini che meritano verità e non propaganda.”



