Pronti a sfiduciare la Forte (ma è meglio se si dimette lei): la moral suasion di Noi Moderati sulla sindaca
Dopo Fratelli d’Italia anche Noi Moderati chiede alla prima cittadina di mettere anticipatamente (e volontariamente) fine alla sua legislatura. Il coordinatore regionale Cofelice rivendica la non disponibilità dei tre consiglieri comunali di Campobasso a trattare. Ma non dice se sono arrivate offerte e da parte di chi. Giovedì Marialuisa Forte presenterà la nuova giunta
Dopo Fratelli d’Italia, anche Noi Moderati chiede alla sindaca di Campobasso di fare un passo indietro.
“Marialuisa Forte prenda atto che non ha più la maggioranza in Consiglio comunale e si dimetta facendo un atto di coerenza politica”, questo ha dichiarato il coordinatore regionale Fabio Cofelice dopo la riunione di ieri sera, 26 maggio, del Consiglio direttivo regionale.
Sfumata la possibilità delle dimissioni di massa, offerta su piatto d’argento al centrodestra dal Cantiere Civico, e capito che anche presentare una mozione di sfiducia non è un fatto poi così scontato, l’unica via per tornare anticipatamente alle urne (in attesa del pronunciamento del Tar Molise sui ricorsi elettorali) sembra essere questa sorta di moral suasion sulla Forte dagli effetti inesistenti. La sindaca di Campobasso, infatti, giovedì presenterà la nuova giunta dopo le dimissioni dei tre assessori del Cantiere Civico. E si susseguono anche le riunioni dei capigruppo per la ricomposizione delle Commissioni consiliari rimaste senza presidenti sempre perché i consiglieri civici hanno restituito gli incarichi.
Le difficoltà della crisi in atto ci sono, è innegabile. Ma non sarà certo la prima cittadina – e il concetto è stato ribadito chiaramente anche ieri nella lunga nota inviata alle redazioni – a fare il passo indietro richiesto dal centrodestra che – se fosse davvero compatto – potrebbe farla cadere domani mattina. Come ha intelligentemente evidenziato l’ex candidato sindaco Aldo De Benedittis (che infatti aspetta pazientemente il ricorso del Tar senza dire nulla). E come aveva detto pure il consigliere civico Pino Ruta dicendosi prontissimo a dimettersi col centrodestra, salvo apprendere anche lui che dalla riunione romana voluta dal senatore Claudio Lotito era giunto l’alt che ha congelato ogni iniziativa.
Ma c”è chi, come FdI, ha voluto comunque rivendicare una distanza: appena ieri Filoteo Di Sandro, in un estremo tentativo di salvaguardare la posizione del suo partito (e dopo aver ripiegato sulla decisione della coalizione di cui fa parte) ha voluto avvisare la maggioranza (e soprattutto i colleghi del centrodestra) che loro non sono disponibili a trattare e che resteranno saldamente all’opposizione.
Anche Noi Moderati – rappresentato in Consiglio comunale da Gianluca Maroncelli, Pietro Montanaro e Francesco Sanginario – oggi prova a marcare la distanza con i loro alleati. “Noi Moderati – ha detto Cofelice – ha condiviso la linea di attendere la sentenza del Tar prevista per il 16 luglio, ciò è stato fatto solo per avere il tempo di aprire un dialogo all’interno del partito. Una cosa è quindi certa: Noi Moderati dice no, opponendosi fermamente a ogni tipo di ‘inciucio’ da qualsiasi parte politica provenga, e nessuno mai potrà permettersi di tirarci forzatamente in una direzione diversa”.
Se in queste ore fossero arrivate delle ‘offerte’ Cofelice farebbe bene a dirlo chiaramente. Indicando anche nomi e cognomi della presunta trattativa. Ma non lo fa. Mentre dice: “Mi auguro che la sindaca Forte intenda dimettersi, visto che è senza maggioranza, diversamente, i consiglieri comunali di Noi Moderati sono pronti a sfiduciare la sindaca del capoluogo (si badi bene, non dice: pronti a presentare una mozione di sfiducia, perché anche presentarla non è un fatto ovvio, ndr), ponendo fine a questa amministrazione inoperosa e litigiosa, nonché a questo spettacolo indecoroso che i cittadini del capoluogo regionale non meritano”.
Insomma, il messaggio è: pronti a sfiduciarla (ammesso che qualcuno presenti una mozione in aula), ma se Forte se ne va di sua iniziativa è meglio per tutti. Soprattutto per questo pavido centrodestra che rivendica non si bene cosa senza voler davvero tornare anticipatamente alle urne. Coi dovuti distinguo, naturalmente.








