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Montemitro accoglie il primo nato dopo dieci anni: Libero Luigino Giorgetta salutato con le campane a festa

Nel piccolo borgo molisano di minoranza croata, dove la popolazione è ferma a 270 abitanti, la nascita di un bambino diventa un evento storico e simbolico. Un fatto raro che accende la speranza in una regione dove molti comuni continuano a perdere residenti, soprattutto tra le aree interne più fragili.

A Montemitro non si sentiva piangere un neonato da quasi dieci anni. Le ultime risate infantili risalgono al settembre del 2015, quando una bambina venne iscritta all’anagrafe del Comune. Da allora, silenzio. Fino a oggi. Perché nel borgo molisano adagiato sulle colline tra la valle del Trigno e l’Adriatico, è arrivato Libero Luigino Giorgetta. Nato questa mattina all’ospedale San Timoteo di Termoli, figlio di due genitori residenti in paese, entrambi quarantenni, il piccolo ha subito fatto notizia. A Montemitro – meno di 270 anime, minoranza linguistica croata, una delle più piccole comunità d’Italia – ogni nuovo nato è molto più di una nascita: è un segno di continuità, un fatto storico.

ospedale san timoteo

Le campane della chiesa madre di Santa Lucia, nel giorno dedicato alla Madonna di Fatima, hanno suonato a festa. E non solo per tradizione religiosa: nel mese della patrona, il loro suono è stato oggi come una risposta a quel senso di sconfitta silenziosa che accompagna da anni i borghi dell’entroterra molisano. Un modo, forse, per dire che no, non è ancora tutto finito.

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“È un dono, una benedizione”, commentano in paese, senza bisogno di grandi discorsi. Perché in un luogo dove le aule scolastiche si svuotano e le serrande si abbassano una dopo l’altra, l’arrivo di un bambino riempie il tempo, riaccende i discorsi, ridà senso alle attese.

La nascita di Libero Luigino cade in un contesto demografico critico per tutto il Molise. Secondo il Censimento permanente Istat (ultimo è quello del 2023), la regione registra un costante calo di popolazione, aggravato da un tasso di natalità tra i più bassi d’Italia e da un evidente invecchiamento nei comuni sotto i mille abitanti, dove l’età media supera i 51 anni. A Castelbottaccio, altro piccolo comune del cratere molisano, l’età media è arrivata per esempio a 60 anni.

I numeri raccontano una realtà complessa. Conca Casale ha perso in un anno il 9% dei suoi abitanti, mentre Castelverrino – con 93 residenti – è ufficialmente il comune più piccolo del Molise. I grandi centri non sorridono: Termoli ha perso oltre 400 residenti tra il 2022 e il 2024, e Isernia si mantiene stabile solo grazie agli scambi con l’hinterland. A crescere sono pochi comuni: Bojano, Ferrazzano, Campomarino, centri medio-piccoli collegati a poli produttivi o urbanamente più vivaci.

Nel frattempo, nei paesi come Montemitro, dove la storia si custodisce nelle pieghe della lingua (l’antico croato molisano ancora parlato dagli anziani) e nelle processioni religiose di maggio, il futuro sembrava diventato un tempo verbale da coniugare solo al passato. E invece, nel reparto maternità dell’ospedale di Termoli, qualcuno ha appena aperto una nuova pagina.

Libero, come si chiama il neonato, porta con sé un nome che evoca possibilità. E anche Luigino, secondo nome, è un ponte con la tradizione: magari il ricordo di un parente, o forse un omaggio a un’identità di famiglia. Ma senza forzature interpretative, basta questo: oggi a Montemitro è nato un bambino, e il paese ha risposto come sa fare. Con il suono delle campane, con la voce della comunità, con una gioia misurata ma sincera.

Non si tratta di statistiche o bilanci. È una piccola vita che comincia, e che da sola non cambierà i numeri dello spopolamento. Ma che intanto li sfida. E nel Molise dei borghi che si svuotano, ogni sfida al destino, per quanto minuscola, ha un valore immenso.

Secondo le rilevazioni Istat, a Montemitro risulterebbe una nascita anche nel gennaio 2022. Ma dall’ufficio anagrafe del Comune chiariscono che si è trattato di un errore di iscrizione: “Non era un neonato, ma una persona nata nel 1948 che ha richiesto e ottenuto la residenza nel nostro paese”. Nessun vagito, insomma, da allora. “La nascita di oggi è stata una festa proprio perché qui non nasceva un bambino da dieci anni, dal 2015”, spiegano dagli uffici comunali. “Ora aspettiamo che i genitori vengano a registrare il piccolo e sicuramente anche quella sarà una festa per il nostro municipio”.