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Cinghiale abbattuto con arma da fuoco in via Montegrappa: da 20 giorni si aggirava tra le case, i residenti avevano chiesto aiuto al Comune
Il cinghiale morto coperto da un cartone (foto fb)

Ieri pomeriggio a Campobasso è stata uccisa una mamma cinghiale davanti ai cuccioli a due passi dalle abitazioni: i residenti avevano segnalato la sua presenza da settimane, purtroppo i metodi di contenimento ecologico della specie non hanno funzionato perché il giaciglio del branco era proprio nella zona. Chiudendo la strada e con l’intervento di un cacciatore addetto al controllo selettivo l’esemplare è stato ucciso generando apprensione e polemica sui social. E’ il primo caso in città

Nel primo pomeriggio di ieri in via Montegrappa, a Campobasso, un cinghiale è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco.

Da circa venti giorni questo esemplare di femmina con i suoi cuccioli si aggirava per le strade del quartiere alla ricerca di cibo. Numerose erano state le segnalazioni e i tentavi di scacciarla con metodi di contenimento ecologico: purtroppo il suo giaciglio era proprio in zona, quindi l’ungulato continuava a ritornare generando preoccupazione tra i residenti.

Tutto fino a ieri quando, dopo le ennesime segnalazioni al numero attivato allo scopo dal Comune di Campobasso (351 2691222), i cacciatori addetti al controllo selettivo, assieme agli agenti della Municipale, si sono recati sul posto bloccando la strada e sopprimendo l’animale con un regolare fucile da caccia (che fa un rumore inferiore a quello di un petardo).

Nelle immediate vicinanze del cinghiale al momento dello sparo non c’era nessuno (si chiama raggio di sicurezza la distanza minima da rispettare in casi come questo) ed è quello di ieri l’unico animale ucciso con questa modalità. In altri numerosi casi i metodi di contenimento della specie meno brutali hanno funzionato.

L’episodio ha scatenato un vivace e comprensibile dibattito sui social: c’è chi si è scandalizzato per il sistema adottato, chi ha parlato di battuta di caccia tra le case. Sicuramente per chi ha assistito alla scena, magari da un balcone o dietro una finestra, l’agonia dell’animale dev’essere stata spiacevole. I cuccioli sono scappati e ora potrebbero morire di fame. Ma di gran lunga più spiacevole sarebbe fare un incidente stradale grave con l’auto a causa di un cinghiale che attraversa la strada o essere aggrediti,  peggio ancora se parliamo di bambini, vicino ai mastelli della differenziata che attirano gli animali (cani e topi compresi) dove spesso cittadini incivili e  irrispettosi delle regole buttano sacchetti di plastica fuori dal contenitore.

L’attività di ieri è stata possibile in virtù di una ordinanza sindacale di fine aprile (valida per un mese) che consente ai campobassani di segnalare la presenza di branchi e al Comune di inviare sul posto una squadra di esperti per allontanarlo o, nei casi potenzialmente più pericolosi, di sterminarlo.

Come è noto i cinghiali proliferano in maniera incontrollata (anche grazie alla Regione Molise che li ha introdotti anni fa nell’ambiente per fare un favore ai cacciatori) mettendo seriamente a rischio la sicurezza pubblica e la circolazione stradale. E’ atteso un intervento da parte della Regione Molise (competente sulla materia assieme all’Asrem) “che – come disse Marialuisa Forte alla viglia della firma sull’ordinanza – non hanno adottato soluzioni concrete”.

Quando lo farà la sua ordinanza potrà essere revocata.