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Nasce il Parco Nazionale del Matese: 87mila ettari di biodiversità tra la Campania e il Molise. Firmato il decreto al Mase

È il 25° Parco nazionale italiano, coinvolge 52 comuni su quattro province. Con il decreto firmato dal ministro Pichetto, l’area protetta diventa realtà. In Molise interessati 22 comuni, con Roccamandolfi tra i protagonisti. “Una visione chiara di sviluppo e tutela”

Il Matese entra ufficialmente nell’elenco dei parchi nazionali d’Italia. Con il decreto firmato oggi, Giornata mondiale della Terra, dal ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto, nasce il Parco Nazionale del Matese, 25esima area protetta del Paese. Si estende su 87.897 ettari tra Molise e Campania, abbracciando territori di straordinaria valenza naturalistica, ambientale e culturale. Una conquista attesa da anni, frutto di un lungo percorso di concertazione e di una recente pronuncia del TAR del Lazio che ha imposto la definizione della perimetrazione e delle norme di salvaguardia.

L’istituzione del Parco Nazionale del Matese affonda le radici in un emendamento alla Legge di Bilancio 2017 presentato (nel 2016) dal senatore molisano Roberto Ruta. La proposta intendeva dare piena tutela a un’area di grande valore ambientale e culturale, superando i limiti del Parco Regionale mai decollato. Oggi quel percorso si completa con il decreto ministeriale che rende operativo il Parco. Le potenzialità in termini di turismo e attrattività sono significative e rappresentano una possibilità concreta per far crescere il territorio puntando sulla bellezza e sulle risorse naturali.

Nel decreto si stabilisce la zonizzazione dell’area, che comprende 52 comuni, 4 province (Campobasso, Isernia, Benevento e Caserta) e 2 Regioni, ed è stato redatto con il supporto dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), che ha anche chiarito che la perimetrazione attuale, seppur definita provvisoria, non potrà subire stravolgimenti.

Nel versante molisano del parco rientrano 22 comuni: Bojano, Castelpizzuto, Longano, Monteroduni, Roccamandolfi, Guardiaregia, Sant’Agapito, San Massimo, Macchia d’Isernia, Campochiaro, Sepino, San Polo Matese, Pettoranello del Molise, Cantalupo nel Sannio, Castelpetroso, Colli a Volturno, Santa Maria del Molise, Montaquila, Fornelli, Pozzilli, Isernia e Venafro. Alcuni di questi – Longano, Castelpizzuto, Monteroduni e soprattutto Roccamandolfi – rientrano quasi completamente nella nuova area protetta.

Roccamandolfi, con 5340 ettari, è il secondo comune per estensione del Parco, dopo San Gregorio Matese in Campania, e spicca anche per la presenza di oltre 2.000 ettari in “zona 1”, cioè l’area a più alto grado di protezione, dove l’impatto antropico è minimo e il valore naturalistico è massimo.

Sul fronte campano, tra i comuni coinvolti ci sono Letino, Cusano Mutri, San Gregorio Matese, Valle Agricola, Pietraroja, Gallo Matese, Sassinoro, Castello del Matese, Capriati a Volturno, Piedimonte Matese, Cerreto Sannita, San Potito Sannitico, San Lupo, Prata Sannita, Fontegreca, Raviscanina, Pontelandolfo, San Lorenzello, Faicchio, Sant’Angelo d’Alife, Gioia Sannitica, Morcone, Ailano, San Salvatore Telesino e Guardia Sanframondi.

“La firma di oggi – ha dichiarato il ministro Pichetto – afferma in concreto il valore della biodiversità del nostro Paese: il Matese è uno scrigno di natura e cultura, che entra formalmente nella lista dei Parchi nazionali, aprendosi a una visione di sviluppo nuova che vogliamo costruire con la forte condivisione di istituzioni e comunità locali”.

Soddisfatto anche il sottosegretario Claudio Barbaro, delegato alle aree protette: “Da oggi il territorio acquisirà una visibilità nazionale e il trasferimento di notevoli risorse, al fine di rendere il Parco anche un’occasione di rilancio turistico. Il Mase, con questo governo, ha avviato un piano coerente: Capospartivento, Orbetello, ora il Matese. Segno che c’è una visione chiara e strategica sul futuro delle aree da tutelare”.

Con il Matese, che divide geograficamente il Molise dalla Campania, si completa così un lungo iter che da anni prevedeva la trasformazione del Parco Regionale del Matese (istituito nel 2002 ma mai pienamente operativo) in Parco nazionale. La sentenza del TAR dell’ottobre scorso ha segnato un punto di svolta: il 22 aprile scadevano infatti i 180 giorni imposti per completare le procedure e rendere operativo il Parco Nazionale.

Il massiccio del Matese, con i suoi paesaggi carsici, le faggete secolari, le praterie montane e la fauna protetta, diventa così patrimonio collettivo. Una nuova tappa per la tutela dell’ambiente e l’occasione per valorizzare comunità che da sempre vivono in equilibrio con il territorio. Il Parco, oggi, è realtà.