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Mistero nel Municipio di Campomarino: spariscono 8 sacchi di asfalto, riappaiono dopo la denuncia

A Campomarino otto sacchi di asfalto a freddo scompaiono dal magazzino comunale e il responsabile del servizio denuncia il furto ai carabinieri. Il giorno successivo i materiali vengono misteriosamente riconsegnati. Mentre si infittisce il mistero su chi abbia compiuto il gesto, le opposizioni chiedono trasparenza e annunciano accessi agli atti per chiarire l’accaduto.

Un furto con ritorno, un caso risolto senza indagini (almeno all’apparenza) e una comunità che, tra una battuta e una mezza verità, si interroga ancora: chi ha preso gli 8 sacchi di cemento – anzi, di asfalto a freddo – dal magazzino del Municipio?

Siamo a Campomarino, nella centralissima via Marconi, dove ha sede il magazzino comunale che custodisce materiali utili alla manutenzione delle strade e del territorio. Lì, accatastati su bancali, erano conservati anche 8 sacchi di asfalto a freddo, acquistati il 19 febbraio scorso. Un piccolo tesoretto da 50 euro, non esattamente un bottino da colpo grosso, ma abbastanza per scatenare una storia surreale.

Il 17 marzo, durante un controllo di routine, un operaio manutentore si accorge dell’ammanco. I sacchi non ci sono più. Il responsabile del servizio Lavori Pubblici, Ambiente e Manutenzione non perde tempo e presenta denuncia per furto aggravato presso la locale stazione dei carabinieri. Da quel momento, la notizia corre veloce. In paese si mormora, si commenta, si azzardano ipotesi.

Ma il colpo di scena arriva il giorno dopo: il 18 marzo i carabinieri si ripresentano in Municipio con in mano – o meglio, nel bagagliaio – 8 sacchi di asfalto a freddo. Identici, o almeno molto simili a quelli scomparsi. Li riconsegnano al dirigente che aveva denunciato il furto. E fine. Caso chiuso? Non proprio.

Resta infatti il dettaglio più succoso: chi li ha riportati? E soprattutto: perché? L’ipotesi più accreditata è che chi li aveva presi, venuto a sapere della denuncia, abbia deciso di restituire tutto in fretta, magari sperando di cavarsela con un gesto riparatore. Uno scivolone, insomma. Magari un “prestito non autorizzato”, una leggerezza. Ma la legge non conosce il ‘dammi il tempo che te li riporto’.

In paese, manco a dirlo, il cerchio del gossip si stringe su una persona molto vicina all’amministrazione, qualcuno che aveva accesso libero e senza troppi sospetti al magazzino. Nessuna accusa ufficiale, nessun nome – ovviamente – ma più di qualche sopracciglio sollevato. E intanto le minoranze in Consiglio comunale si stanno muovendo per fare luce, pronte a depositare richieste di accesso agli atti. Vogliono capire chi abbia preso quei sacchi, in pieno giorno, senza che nessuno dicesse nulla.

Perché se è vero che non è una questione dirimente, è altrettanto vero che anche un piccolo furto – soprattutto se parte e si conclude dentro le mura del Municipio – dice molto sul senso delle istituzioni, sulla fiducia, e sul confine (a volte sottile) tra interesse pubblico e interessi personali. Resta il mistero. Gli 8 sacchi sono tornati al loro posto. Ma manca il finale della storia, e a quanto pare anche su questo stanno lavorando i carabinieri.