Il Molise vuole una legge regionale per il fine vita, la proposta è bipartisan: “Occasione irripetibile per sanare vuoto normativo”
Le minoranze e tre consiglieri regionali di centrodestra hanno sottoscritto la proposta di legge per l’applicazione delle sentenze-scuola della Corte Costituzionale sul suicidio medicalmente assistito: “Aiutiamo chi soffre ad esercitare un suo diritto” ha detto la prima firmataria Salvatore auspicando una approvazione veloce col consenso dell’aula il più ampio possibile. Dopo la Toscana, che ha già la sua legge, il Molise è pronto a pronunciarsi su una materia di competenza statale che accende il dibattito su etica, diritti e libertà. Anche Umbria e Trentino stanno per depositare le loro pdl: il vuoto normativo a livello nazionale colmato in una logica di ‘cedevolezza invertita’
Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024 della Corte costituzionale: è questo il titolo completo della prima proposta di legge regionale sul fine vita illustrata questa mattina, 14 aprile, nella biblioteca del Consiglio regionale.
Depositata dalla prima firmataria Alessandra Salvatore (Pd), è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli, Angelo Primiani, Roberto Gravina, Andrea Greco, Massimo Romano e, per la maggioranza, da Armandino D’Egidio, Stefania Passarelli e Massimo Sabusco.
Una iniziativa bipartisan, dunque, che tutti i proponenti sperano possa ottenere il più ampio consenso possibile dell’assemblea legislativa molisana quando arriverà in aula per essere approvata e dunque diventare legge di riferimento come già avvenuto, per esempio, in Toscana dove una proposta del tutto simile a questa è in vigore da pochissimi giorni.
Determinante nella stesura della pdl la collaborazione con l’associazione Luca Coscioni di cui stamattina c’erano diversi rappresentanti locali di Cellula Molise e, in videoconferenza, anche la segretaria nazionale Filomena Gallo.
E’ toccato a lei illustrare il percorso che anche in Molise cercherà di offrire, a chi decide in maniera consapevole di interrompere le proprie sofferenze fisiche, tempi e procedure certi per una fine dignitosa. “Il diritto a poterlo fare, del resto – questo aveva detto Alessandra Salvatore – c’è già anche se è difficile esercitarlo”.
Manca, infatti, una legge nazionale “che se e quando interverrà farà fare un passo indietro alle leggi regionali” come ha spiegato la Gallo anticipando pure che “sta per essere depositata una proposta anche in Umbria e Trentino” e che la sua associazione ha chiesto alla Coferenza Stato-Regioni di invitare le regioni a emanare atti vincolanti”. E’ evidente che l’elenco delle Regioni che sanano il vuoto normativo su quello che è un tema etico legato alle libertà individuali è destinato ad allungarsi.
Significative sono alcune delle storie riportate nell’allegato alla pdl molisana in cui si racconta il percorso giuridico di chi ha dovuto combattere per questa libertà di scelta: sono state molte le Asl condannate dai tribunali per non aver valutato nei tempi giusti i casi dei malati che chiedevano un farmaco da autosomministrarsi per morire senza dolore: 30 giorni, è questo il tempo entro cui bisognerebbe fornire un parere alla persona che richiede il suicidio assistito “e che può cambiare idea fino all’ultimo istante”.
Tra i sottoscrittori della pdl anche il M5S che per bocca di Angelo Primiani ha parlato di “occasione irripetibile per il Consiglio regionale che può tornare a mostrarsi sensibile sui temi etici un po’ come avvenuto con la mia mozione sull’omotransfobia passata coi voti di tutta l’aula”. A sollecitare il centrodestra a fare la sua parte anche Vittorino Facciolla che ha parlato di “norma di straordinaria civiltà” ricordando pure che questo particolare aspetto dei diritto alla salute può rientrare nei Lea.
“Nessun contrasto col Piano di rientro – ha rimarcato Massimo Romano – anzi è una iniziativa perfettamente coerente anche in una regione commissariata come la nostra”. Concordi Greco, Gravina e Fanelli i quali sperano che non ci sarà un approccio ideologico al dibattito “che non farebbe il bene del Molise” e riconosciuto come spesso “comunità di cittadini come quelli che animano la Coscioni si dimostrano più avanti della politica”.




