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I dubbi sul bypass idrico tra Molise alla Puglia dopo le aperture del neo presidente di Molise Acque

La capogruppo del Pd interroga il governatore Roberti e il consigliere delegato al servizio idrico Sabusco dopo le parole del nuovo presidente di Molise Acque a Telenorba che si è mostrato possibilità sul progetto di una condotta che possa trasferire l’acqua in eccesso dal Liscione alla diga di Occhito. “Quanto affermato contrasta tutti gli indirizzi politici che ha dato il Consiglio regionale finora. L’ingegnere Napoli sulla base di quali decisioni fonda le proprie dichiarazioni?”

Le prime dichiarazioni rese dal nuovo presidente di Molise Acque, il 70enne ingegnere salernitano Vincenzo Napoli, hanno sollevato diversi interrogativi.

Secondo il numero uno dell’azienda speciale di via De Pretis, subentrato negli uffici regionali dopo le dimissioni di Stefano Sabatini, la diga del Liscione “ha una capacità enormemente superiore alle idroesigenze del Molise” e anche aggiunto che “le crisi idriche non hanno nulla a che fare con l’invaso perché quell’acqua non alimenta il potabile”.

Sono parole sue, pronunciate ai microfoni di Telenorba in un servizio di ieri mattina, in cui Napoli è stato interpellato sul progetto di una condotta che possa trasferire acqua dal lago artificiale di Guardialfiera fino alla diga di Occhito, in territorio pugliese, nell’area della Capitanata, ricca di campi e coltivazioni messe in ginocchio dalla siccità. Su questo punto Napoli è apparso molto possibilista, ci sarebbero più di 100 milioni di metri cubi di acqua in eccesso, “margini larghissimi” come ha detto lui, spiegando però che “le condizioni dovrà fissarle la politica” perché lui è un tecnico, seppur scelto direttamente dal governatore Francesco Roberti favorevole, anche lui, all’idea di un bypass idrico per le due regioni confinanti a patto che la diga molisana venga resa più sicura ed efficiente.

Insomma, a quanto pare c’è la volontà tecnica e politica di andare incontro alle richieste della Puglia e anche il momento per rilanciare l’idea è propizio: dal 12 marzo scorso e fino alla scorsa settimana, per tre settimane, dunque, le paratie della diga sono state aperte per far gradualmente scendere il livello dell’invaso che aveva raggiunto il limite massimo consentito fermo, per ora, a 121 metri.

A incidere su questa capienza sono, naturalmente, anche tutti i sedimenti presenti sul fondo del lago, tanto che lo stesso presidente Roberti aveva annunciato di aver chiesto fondi ministeriali per il dragaggio del lago artificiale.

I dettagli di tutte queste operazioni, dal mega progetto che, anche a detta del presidente di Molise Acque, potrebbe portare via tre anni, alle coperture finanziarie, non sono noti.

Fanelli

Tanto che ieri la capogruppo del Pd in Consiglio regionale Micaela Fanelli ha ricordato che “sono mesi, anni, che sollecitiamo la Regione ad occuparsi seriamente della questione idrica, che ha ormai assunto i contorni di una vera emergenza, legata non solo alla scarsità dell’acqua e alle reti colabrodo, ma anche ai ripetuti tentativi delle regioni limitrofe di attingere ai nostri bacini. Loro fanno, giustamente, i loro interessi, ma quelli dei molisani chi li tutela? A che titolo? In che modo? Con quali azioni e con quali risultati?”.

A scuotere la Fanelli sono state proprio le dichiarazioni di Vincenzo Napoli che si è materialmente seduto da pochissimi giorni alla scrivania di via De Pretis (fino alla scorsa settimana dal centralino confermavano di non averlo ancora mai visto in faccia, ndr).

Vincenzo Napoli

“Nella seduta del 1 aprile scorso – ha evidenziato la consigliera dem -, il Consiglio regionale della Puglia ha approvato, all’unanimità, una mozione che impegna il Presidente a dichiarare lo stato di emergenza idrica nella provincia di Foggia e ad intercedere presso il Governo nazionale per potenziare le infrastrutture già presenti e finanziare altri progetti, tra i quali l’ormai noto bypass Liscione Occhito già autorizzato da Roma, per il prelievo di circa 50.000.000 di metri cubi dalle nostre dighe. Tutto questo, senza che né il Consiglio, né la Giunta del Molise abbiamo detto o deliberato alcunché a riguardo”.

Ecco perché ieri la Fanelli ha inviato una richiesta di chiarimenti al presidente Roberti e al consigliere delegato Sabusco, “chiedendo innanzitutto se il neo presidente di Molise Acque abbia preso effettivo servizio, con quale tipologia di contratto e a che titolo rilascia dichiarazioni in merito alla gestione della risorsa idrica molisana. Perché quello che ha affermato, contrasta tutti gli indirizzi politici che ha dato il Consiglio regionale finora. Nella scorsa legislatura è stata approvata una mia mozione con l’impegno a non cedere acqua ad altre regioni, se prima non fosse stato compreso e assicurato il fabbisogno molisano e se prima non fossero stati onorati gli impegni ultradecennali per i ristori e le opere di compensazione. Nello scorso mese di febbraio, proprio sul progetto di bypass, ho presentato un’apposita interrogazione, che si aggiunge alle proposte di legge per la costituzione di una commissione speciale sull’acqua e quella sulle grandi derivazioni, oltre la mozione per la costituzione della Consulta idrica.

Se il Consiglio regionale è l’unico titolare della funzione di programmazione in tema idrico e gli indirizzi operativi possono essere dati solo con atti formali predisposti dai competenti organi regionali, l’ingegnere Napoli sulla base di quali decisioni fonda le proprie dichiarazioni?

E il presidente Roberti e il consigliere delegato Sabusco cosa hanno da dire al riguardo? Hanno partecipato a nome della Regione a qualche tavolo tecnico? Sono state assunte decisioni formali di cui il Consiglio non è a conoscenza? Qual è il dirigente incaricato della questione, quali sono i suoi margini di manovra e sulla base di quali atti di indirizzo?

Inoltre, resta sullo sfondo che la riprogrammazione comunitaria riguarda anche la resilienza idrica e che le regioni saranno chiamate a riprogrammare i fondi della coesione in funzione di questo obiettivo. Anche su questa importantissima possibilità, Roberti e Sabusco cosa pensano? Ne sono a conoscenza? Stanno valutando questo nuovo percorso?

Insomma, resta la domanda che poniamo da anni: in Molise qualcuno si sta occupando della questione acqua? Tutte le altre regioni stanno correndo e adottando i relativi atti. E in Molise? Non è dato saperlo. Quello che è certo, è che, almeno personalmente, da consigliere regionale, in assenza di una seria e vera programmazione, resto assolutamente contraria a qualsiasi bypass, a qualsiasi prelievo esterno e a qualsiasi fuga in avanti da parte di soggetti non competenti a parlare in nome e per conto dei Molise. E, ancora una volta, nella mia ultima missiva ho chiesto di attivare un tavolo in Consiglio regionale.

Resta un’unica, granitica certezza. Non è così che si gestisce una regione. Non è così che si fanno gli interessi dei molisani”.