Logo
Energia Pulita ferma, piazzale sommerso da rifiuti. Situazione fuori controllo, “almeno sei mesi per smaltire tutto”

Il piazzale della società Energia Pulita a Termoli è completamente sommerso da ecoballe e rifiuti ancora da selezionare. Dopo l’intimazione a mettersi in regola, l’impianto ha sospeso i conferimenti e i cancelli sono chiusi ai camion dei Comuni. Bloccata anche la raccolta degli ingombranti a Termoli, sebbene a ore si dovrebbe conoscere il nome del nuovo impianto terminale per ingombranti e rifiuti da spazzamento. L’operazione di ripristino potrebbe durare almeno sei mesi, ma il futuro della società finita nell’occhio del ciclone della DDA resta appeso a un filo.

Una distesa interminabile di rifiuti. Ecoballe accatastate l’una sull’altra, plastica, legno, indifferenziato da dividere e smaltire. È questa, oggi, l’immagine del piazzale della società Energia Pulita S.r.l., a Termoli, finita nell’occhio del ciclone per l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso. Uno scenario che parla da sé: il servizio di conferimento dei rifiuti speciali non pericolosi è stato sospeso da una settimana, e l’impianto resta chiuso ai camion provenienti dai comuni.

Da giorni, infatti, l’azienda è oggetto di controlli e verifiche ambientali. Secondo quanto trapela, la società ha ricevuto un’intimazione formale a mettersi in regola, segno che quanto realizzato finora non rispondeva appieno alle prescrizioni previste, nonostante le autorizzazioni ambientali rilasciate dalla Regione Molise. I responsabili non parlano, ma l’evidenza è nei fatti: l’operazione di separazione e smaltimento dei rifiuti è appena iniziata, e secondo fonti informali potrebbe richiedere almeno sei mesi.

Energia pulita nuove Energia pulita nuove Energia pulita nuove

Nel frattempo, gli effetti si fanno sentire anche in città. La raccolta degli ingombranti e dei rifiuti da spazzamento a Termoli è stata interrotta, perché Energia Pulita era il destinatario di questa tipologia di rifiuto. All’esterno dell’ecocentro comunale è comparso un cartello che informa i cittadini dell’impossibilità di conferire ingombranti, mentre la società Rieco, che gestisce il servizio, conferma il blocco temporaneo. Tuttavia, il disagio potrebbe essere limitato: già entro oggi, o al più tardi domani, il Comune dovrebbe comunicare l’affidamento del nuovo impianto a cui destinare questi materiali, dopo una gara d’urgenza.

L’aria che si respira nel piazzale di via Marco Biagi invece è cupa. I camion in ingresso sono solo quelli interni, nessun rifiuto da fuori. I lavoratori – una ventina, quasi tutti assunti a tempo indeterminato – continuano a operare tra cumuli di rifiuti e plastica compressa, senza sapere dove e quando le ecoballe potranno essere trasferite. Il piazzale, ampliato negli ultimi anni anche con l’assorbimento della ex SAM, è completamente invaso da materiali ancora da selezionare.

E la domanda sorge spontanea: da dove arriva tutta quella plastica? I comuni conferiscono normalmente presso i centri dedicati al riciclo. Possibile che quel materiale sia stato accumulato in eccesso, fuori dai flussi previsti? Di certo, non può restare lì indefinitamente. E proprio questo accumulo – non gestito come da prescrizioni – sembra aver fatto scattare i controlli che hanno imposto lo stop.

Intanto, il futuro della società è un rebus. Non ci sono segnali di una riapertura imminente. Al contrario, cresce il timore che lo stop possa durare a lungo, forse anche diventare definitivo. E con esso, si apre una questione più ampia sulla tenuta del sistema rifiuti nel Basso Molise, a poche settimane dalle prime scosse provocate dall’inchiesta dell’Antimafia.