Due lupi in campo aperto vicino la strada, sempre più vicini alle aree urbanizzate – VIDEO
Due esemplari avvistati la mattina di Pasqua ai margini del bosco tra i due centri del Basso Molise. Era già accaduto nelle scorse settimane, così come a Termoli, a ridosso del porto. Gli esperti: “Fenomeno legato alla diffusione e adattabilità della specie”.
Due lupi alla soglia del bosco di San Giacomo degli Schiavoni, proprio al confine con Guglionesi. È l’incontro, decisamente inusuale ma sempre meno raro, che un giovane residente del posto ha fatto la mattina di Pasqua mentre percorreva in auto la strada che costeggia l’area boschiva. Un primo esemplare è apparso immobile sul prato, stagliandosi contro il verde delle colline, e l’automobilista si è fermato per filmare la scena. Pochi secondi dopo, un secondo lupo ha raggiunto il primo, completando un quadro quasi cinematografico.

QUA il video
Un avvistamento suggestivo, che in realtà non è il primo in zona. Nelle ultime settimane, tra San Giacomo e Guglionesi, sono stati segnalati altri avvistamenti di lupi, avvenuti però sempre nelle ore notturne e quindi con minore documentazione. Quella di domenica, invece, è una testimonianza in pieno giorno, chiara e significativa. Non a caso, appena pochi chilometri più in là, anche a Termoli la presenza del lupo è stata documentata: a marzo, un esemplare è stato avvistato nei pressi del porto, con tanto di video e discussioni che hanno animato i social e la comunità locale.
La presenza del lupo (Canis lupus italicus) in prossimità dei centri abitati non è più un’eccezione. Anzi, secondo l’ultimo monitoraggio ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), in Italia ci sono tra i 2.945 e i 3.608 esemplari, distribuiti su oltre 150 mila chilometri quadrati. Il lupo si è ormai reinsediato stabilmente su gran parte della dorsale appenninica e sta ampliando la sua presenza anche in territori collinari e di pianura, dove un tempo era del tutto assente.
Il fenomeno è spiegabile con diversi fattori. Da un lato, il successo delle politiche di conservazione ha permesso al lupo di recuperare terreno dopo il rischio estinzione negli anni ’70. Dall’altro, la specie ha dimostrato una sorprendente capacità di adattamento. La presenza di prede selvatiche come cinghiali e caprioli, anche in ambienti modificati dall’uomo, lo spinge a frequentare aree periurbane, sfruttando boschi frammentati, zone agricole e persino aree industriali o portuali poco frequentate.
“L’aumento degli avvistamenti non deve generare allarmismo – affermano esperti nazionali – ma va letto come un segnale dell’equilibrio ecologico che si sta ricostruendo. I lupi evitano attivamente il contatto con l’uomo e i casi di pericolo reale sono estremamente rari”.
Nonostante ciò, è utile ricordare alcune precauzioni: evitare di lasciare cibo o rifiuti all’aperto, proteggere gli animali domestici durante la notte, e soprattutto non tentare mai di avvicinarsi a un lupo. La convivenza è possibile, come dimostrano esperienze in tutta Europa, ma richiede attenzione, consapevolezza e un’informazione corretta.
Nel Basso Molise, quella che un tempo sarebbe sembrata una scena da documentario naturalistico è oggi cronaca reale. E forse rappresenta l’occasione per ripensare al nostro rapporto con l’ambiente che ci circonda, imparando a leggere i segni di una natura che torna a farsi vedere, anche a due passi da casa.






