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Da Acquaviva per il Papa, il viaggio organizzato per incontrarlo diventa un saluto: “Emozioni forti, è stato un grande Pastore”

Un pullman di 50 persone partito da Acquaviva per Roma: l’intento era quello di attraversare la Porta Santa e incontrare il Papa, ma si è trasformato nel saluto al Pontefice scomparso lunedì 21 aprile alle 7.35

Organizzato da mesi, mercoledì 23 aprile a Roma, per incontrare il Papa, partecipare agli impegni in piazza San Pietro al Vaticano e portare la tradizione al Pontefice. Poi, nei mesi, il malore di Francesco, il ricovero al decimo piano del Gemelli di Roma e il ritorno a Casa Santa Marta, il saluto al mondo a Pasqua e infine l’annuncio della morte lunedì mattina 21 aprile, nel giorno del Lunedì dell’Angelo.

Papa Francesco

Era nato come un incontro, per ascoltare le sue parole e vederlo e si è trasformato nel saluto al Papa, il cui corpo è stato esposto nella Basilica di San Pietro per il saluto di migliaia di persone, fedeli arrivati da tutto il mondo per vederlo dal vivo, che invece si sono ritrovati nel bel mezzo dei giorni di lutto prima del funerale di sabato mattina 26 aprile.

Papa Francesco

Il gruppo di Acquaviva Collecroce aveva organizzato il viaggio per Roma a Natale scorso, per partecipare all’udienza generale del mercoledì in piazza San Pietro e poi incontrare Bergoglio con il gruppo di Sant’Antonio Abate che avrebbe dovuto esibirsi con i canti popolari tradizionali con un omaggio del sindaco a Francesco. In programma anche il passaggio attraverso la Porta Santa. Ma il programma negli ultimi giorni è cambiato.

Il gruppo di 50 persone, tra cui anche tanti giovani, è partito da Acquaviva prestissimo per raggiungere la capitale e mettersi in fila per rendere omaggio al corpo di Francesco traslato nella Basilica di San Pietro da Casa Santa Marta proprio nella mattinata di ieri.

“Siamo arrivati presto – raccontano – abbiamo assistito alla traslazione del feretro, poi ci siamo accodati alla fila e in meno di tre ore siamo riusciti ad entrare e rendere omaggio al Papa”.

“Le emozioni che si provano in questi momenti sono profondamente personali, ma è naturale sentire tristezza, gratitudine e riflessione sul vero insegnamento datoci da questo grande Pastore. C’è tanto dispiacere nell’animo di tutti perché Francesco è stato vicino a tutti, soprattutto i malati, carcerati, poveri e abbandonati ed ha insegnato la vera umiltà del cuore che ogni cristiano dovrebbe avere nella propria vita“, hanno concluso raccontando la giornata.

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