Consigliere di Fratelli d’Italia favorevole a legge su fine vita, il partito lo gela: “Se voti sì te ne assumi la responsabilità”
Il coordinatore regionale di FdI Di Sandro ha ribadito la netta contrarietà del partito al suicidio medicalmente assistito bocciando la ‘fuga in avanti’ del consigliere D’Egidio che ha sottoscritto la proposta di legge delle opposizioni con altri due esponenti di centrodestra. Tace la Lega che sui temi etici lascia libertà di coscienza specie dopo che Salvini, due mesi fa, ha scoperto da un sondaggio lanciato tra i suoi seguaci che la stragrande maggioranza degli italiani è a favore di una regolamentazione del fine vita. Intanto la onlus Pro Vita e Famiglia reputa “vergognoso” il comportamento dei consiglieri regionali di maggioranza
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Armandino D’Egidio rischia di rimanere orfano di partito.
Dopo aver sottoscritto la proposta di legge regionale sul fine vita, depositata dalla consigliera del Pd Alessandra Salvatore e firmata da tutte le opposizioni, oltre che da tre rappresentanti del centrodestra molisano (Stefania Passarelli del Molise che vogliamo, Massimo Sabusco della Lega e, per l’appunto, D’Egidio), il coordinatore regionale di FdI Filoteo Di Sandro ha voluto fare una dichiarazione.
“La posizione di Fratelli d’Italia è molto chiara da sempre, sia a livello nazionale che regionale, siamo contro tale proposta di legge e voteremo no. Se poi ci sono dei consiglieri con posizioni singole che non corrispondono a quelle ufficiali del partito se ne assumono la responsabilità nei confronti della propria coscienza, del partito e degli elettori”.

L’ex capogruppo D’Egidio non viene menzionato, ma il riferimento è chiarissimo anche perché né Michele Iorio, né Salvatore Micone, né Quintino Pallante hanno sottoscritto la proposta illustrata ieri mattina e che ora ora dovrà essere portata prima in Commissione per un parere e poi sottoposta all’aula di Palazzo D’Aimmo per la votazione.
Insomma, l’approvazione – che non è scontata – non è neppure imminente, ma l’ordine di scuderia di Fratelli d’Italia è già partito: bisogna votare no “altrimenti ci si assume le responsabilità” che in politica equivale a dire più o meno che o D’Egidio ritira la firma, o è fuori da FdI.
Il diretto interessato per ora ha preferito non intervenire, sicuramente un passo indietro su quella che è una questione di etica e coscienza personale non gioverebbe alla sua credibilità istituzionale e politica. Ma nel partito di Giorgia Meloni la linea di pensiero è, o almeno così sembra, unica.
Discorso diverso nella Lega dove pure troviamo il consigliere regionale Massimo Sabusco (capogruppo) tra i firmatari della pdl che, è bene ribadirlo, non crea un diritto ma solo la possibilità di esercitarlo. Chiedere, consapevolmente, un farmaco in autosomministrazione per il suicidio medicalmente assistito quando la patologia di cui si soffre è irreversibile e causa di profonde sofferenze fisiche in Italia è già possibile. Ci sono ben due sentenze della Corte Costituzionale a favore. Tempi, modi e procedure, però, non sono definiti perché manca una normativa nazionale che le Regioni stanno colmando con proprie leggi (lo ha già fatto la Toscana) che verrebbero meno se il Parlamento legiferasse sul fine vita.
Si è mostrato più aperto e possibilista il vicepremier Matteo Salvini: il leader della Lega, infatti, a metà febbraio, ha lanciato un sondaggio sui social con questa domanda: “Sarebbe giusto, secondo te, che il Parlamento approvasse una legge sul fine vita, per stabilire criteri, modi e tempi per permettere ai malati terminali di decidere, in piena coscienza, di porre fine alla propria esistenza?”.
La maggioranza si è dichiarata favorevole a una regolamentazione del fine vita tanto che Salvini ha ribadito in quella occasione che “sui temi etici la linea della Lega è quella della libertà di coscienza”.

E sempre ieri, in occasione della presentazione della discussa proposta di legge regionale, è intervenuto AntonioBrandi, presidente di Pro Vita & Famiglia onlus, definendo “vergognoso che il consigliere di Fratelli d’Italia Armandino D’Egidio e il consigliere della Lega Guido Massimo Sabusco, esponenti di spicco della maggioranza di centrodestra in Regione Molise, abbiano firmato una proposta di legge sul suicidio assistito ispirata alle istanze radicali dell’associazione Luca Coscioni. Il centrodestra locale tradisce la fiducia dei suoi stessi elettori, che avevano votato per una difesa chiara della vita umana. Chiediamo ai leader nazionali del centrodestra di chiarire se questa illegale fuga in avanti a livello locale sia mai stata concordata nel partito e di bloccarla immediatamente”.
A detta di Brandi le pdl regionali violerebbero la Costituzione “perché la competenza in materia potrebbe essere solo del Parlamento”. In realtà “le Regioni – come si legge nella proposta – hanno la competenza concorrente a tutelare la salute dei cittadini e dunque, sulla base dei livelli minimi individuati sul piano nazionale, possono intervenire, anche in una logica di cedevolezza invertita, (principio in base al quale sarebbe possibile per le Regioni intervenire a colmare una lacuna legislativa statale) a disciplinare procedure e tempi di applicazione dei diritti già individuati. La Corte costituzionale ha depenalizzato l’aiuto al suicidio, ma la difficoltà applicativa è un dato di fatto, in parte imputabile all’assenza di una norma nazionale, ma in parte superabile dall’attivazione di strumenti legislativi idonei come, appunto, le leggi regionali in un ambito che prevede uno spazio normativo riconosciuto proprio alle regioni in virtù dell’articolo 117 della Costituzione. Le Regioni, in ossequio alla competenza concorrente in materia di tutela della salute, hanno pienamente uno spazio legittimo per legiferare”.




