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Cinghiali, il Comune fa da sé: ordinanza urgente per cattura e abbattimento

La sindaca di Campobasso sta per firmare una ordinanza urgente per la creazione di un gruppo di esperti capaci di individuare i nascondigli e abbattere gli ungulati in attesa che la Regione metta a disposizione dei Comuni il suo corpo di ‘polizia venatoria’ ancora in fase di formazione. Secondo il presidente di Legambiente il risultato di questa emergenza va ricercato nella mancata pianificazione da parte dell’ente regionale.

La sindaca di Campobasso sta per firmare una ordinanza urgente “che ordina il controllo/contenimento selettivo dei cinghiali  selvatici allo stato brado” diventanti una vera e propria emergenza cittadina. Marialuisa Forte non è la prima ad agire in questo modo: altri colleghi amministratori sono già corsi ai ripari quando non hanno ricevuto le risposte attese dalla Regione che, assieme all’Asrem, è l’unica ad avere competenza in materia.

I cinghiali, come ormai sanno anche i sassi, devastano le colture, causano incidenti stradali, sono portatori di infezioni e malattie come la peste suina. E non sono più solo nelle contrade di campagna, in periferia o nelle zone boschive: A Campobasso si aggirano indisturbati alla ricerca di cibo tra le rastrelliere condominiali, vicino alle scuole, un gruppo è stato avvistato pochi giorni fa in via Mazzini. E questa è stata, probabilmente, la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Dopo gli innumerevoli avvistamenti il 9 aprile scorso c’era stato un tavolo tecnico in Prefettura da cui sembrava essere emersa una possibile soluzione: la Regione avrebbe creato una sorta di polizia venatoria per interventi a chiamata dei sindaci e Asrem si sarebbe occupata della rimozione delle carcasse.

“Ma da allora – ha ricordato Marialuisa Forte stamattina durante una conferenza stampa – non è cambiato nulla e quindi mi vedo costretta a emanare una ordinanza per l’inerzia della Regione”.

Il dito è puntato contro l’ente regionale anche perché il personale reclutato attraverso il Formez per la caccia al cinghiali è ancora in fase formazione e poi andrà organizzato. “Prima del 20 maggio abbiamo saputo che non termineranno la formazione e non possiamo aspettare ancora, il fenomeno è preoccupante” ha detto ancora la prima cittadina motivando per questo ritardo la sua scelta di intervento diretto che prevede la creazione di un gruppo di esperti che, a spese del Comune, individuerà i punti di rimessa (i nascondigli, le tane dei cinghiali) per la cattura e la loro soppressione.

L’ordinanza sarà revocata quando la Regione potrà mettere a disposizione dei sindaci i ‘cacciatori a chiamata’ per arginare ulteriormente il dilagare della razza ungherese dell’ungulato che è stata introdotto in Italia, e anche in Molise, molti anni fa per il ripopolamento della specie.

In Municipio stamattina era presente anche il presidente di Legambiente Molise il quale, invitato a dire la sua dalla prima cittadina, ha ricordato che “dal 2018 come associazione denunciammo la mancanza di una corretta pianificazione che oggi ha portato a questo risultato” criticando insomma l’impostazione della gestione faunistica della Regione Molise che ha portato ai problemi odierni e costringe i Comuni ad attrezzarsi in maniera autonoma.

Accanto alla prima cittadina anche la consigliera dei Popolari per l’Italia Pina a Bozza che assieme alla collega di maggioranza Giovanna Viola (Pd) ha lavorato a un ordine del giorni sui cinghiali spiegando che “se sono qui è perché è interesse comune risolvere il problema e noi lavoriamo per il bene di tutti”.