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Rapina da Monticelli, il centro storico non è mai stato così brutto. Chiesto tavolo in Prefettura: “Pattuglie a piedi e censimento delle case, per cominciare”

L’associazione Confcommercio Molise ha chiesto una riunione urgente con Questore, Prefetta e Sindaca di Campobasso dopo la violenta rapina nel ristorante del borgo. Il tema della sicurezza è entrato anche nelle scuole: studenti riferiscono episodi di microcriminalità, abbandono di siringhe e anche molestie sessuali

La sicurezza al centro storico di Campobasso sarà una questione da discutere molto presto sul tavolo della Prefettura: l’associazione Confcommercio Moliseha chiesto un incontro urgente alle autorità dopo la rapina violenta al ristorante Monticelli avvenuta nella serata del 26 marzo e per la quale due fratelli campobassani, di 35 e 36 anni, sono stati prima rintracciati e arrestati dalla Polizia e poi rimessi in libertà per assenza di flagranza di reato.

Attestati di stima e solidarietà alla vittima Stefano De Castro sono arrivati da più parti, compresa l’amministrazione comunale che ha rivolto anche un plauso di riconoscimento alla Questura per il lavoro svolto.

Al momento i due indagati per rapina in concorso sono liberi, ma non è escluso che il reato ascritto in una fase iniziale dell’indagine possa cambiare: uno dei due fratelli, infatti, ha puntato delle forbici alla pancia del titolare di Monticelli minacciandolo per farsi consegnare il denaro. C’è stata una colluttazione che ha coinvolto il cuoco e un collaboratore del ristorante di via Sant’Antonio Abate, quest’ultimo finito in ospedale per lievi tagli. In più potrebbe esserci la premeditazione: circa tre ore prima di andare a cenare da Monticelli, i due fratelli si aggiravano già attorno al locale e hanno parlato col cuoco.

Il rilascio a piede libero dei due indagati ha pertanto generato rabbia e paura in città: la modalità della rapina è stata uno choc per i campobassani, in particolare per la categoria dei ristoratori che temono il ripetersi di episodi così volenti ai loro danni.

E’ stata Irene Tartaglia, direttrice regionale di Confcommercio, a inviare la richiesta di un incontro urgente alle autorità competenti, con la partecipazione della prefetta Michela Lattarulo, del questore di Campobasso Cristiano Tatarelli e della sindaca di Campobasso Marialuisa Forte, al fine di esaminare congiuntamente le criticità legate alla legalità e alla sicurezza del quartiere e dell’intero capoluogo.

“Siamo certi che – ha detto – con un’azione sinergica tra istituzioni, associazioni di categoria e forze dell’ordine, sia possibile invertire la rotta e restituire al centro storico di Campobasso il ruolo centrale che merita”.

Nella richiesta di incontro Tartaglia ha altresì evidenziato “la necessità di un adeguato censimento degli immobili esistenti, con verifica di regolarità contrattuali e destinazione d’uso” oltre a “un presidio costante delle forze dell’ordine, per garantire sicurezza ai cittadini e agli esercenti”.

Nel frattempo della rapina si continua a parlare anche nelle scuole: lo scrittore e insegnante del liceo scientifico Pierpaolo Giannubilo ha pubblicato un post qualche ora fa che ben restituisce il clima e la percezione dei suoi studenti su come è cambiato il borgo negli ultimi anni. Ecco alcuni passaggi: “Ieri parlavo con i miei studenti, che mi hanno tracciato un quadro davvero desolante della situazione in centro. Minacce, microcriminalità impunita, paura di essere avvicinati da soggetti con intenzioni bellicose, spaccio a gogo, parchetti cosparsi di siringhe (una piaga che ritenevo debellata negli anni ’80, in città), e molestie sessuali, la cosa che mi ha messo più in agitazione. Io sono caduto dal pero, perché avevo cominciato il discorso parlando loro di quanto fosse pacifico il nostro contesto rispetto ad aree più problematiche. Il che è sostanzialmente vero, eppure loro mi hanno guardato come si guarda un povero allocco che vive fuori dal mondo, e poi si sono sfogati. Le più arrabbiate sono state le ragazze, e sto parlando di persone appena quindicenni: “Lei non conosce molte cose, professore… L’ordine pubblico e la sicurezza – ha concluso il professore – non sono né di destra né di sinistra. Sono il presidio principale della nostra vita civile”.