Molise Acque senza presidente ha le mani legate: c’è un vuoto normativo nella legge sulle nomine negli enti pubblici
La legge che disciplina le nomine di competenza regionale non spiega cosa accade tra le dimissioni di Stefano Sabatini, che ha lasciato il vertice di Molise Acque, e l’individuazione del successore. Dagli stipendi alle scadenze fiscali a chi spetta firmare gli atti adesso?
Non era mai successo, nella storia di Molise Acque, che un presidente si dimettesse. Stefano Sabatini, ufficialmente da ieri non più alla guida dell’azienda speciale, era convinto – e lo aveva anche detto in questa intervista a Primonumero – di dover restare in sella, almeno per l’ordinario, fino all’arrivo del suo successore.
“Ma ho studiato virgola per virgola la legge regionale di riferimento (numero 16 del 2002) e dice solamente che entro 15 giorni va nominato un sostituto, quindi, per il momento, sono in attesa anche io di capire cosa fare”.
Sembra esserci un incredibile vuoto normativo in questa legge sulle Nuove disposizioni sulle nomine di competenza regionale. Il comma cinque dell’articolo 7 dice, testualmente, che Il Consiglio regionale provvede, entro quindici giorni dalla comunicazione della dichiarazione di decadenza o di sospensione da parte del legale rappresentante dell’organismo interessato, a sostituire o a surrogare temporaneamente i soggetti dichiarati decaduti o sospesi. Entro il medesimo termine il Consiglio regionale provvede alla sostituzione del soggetto dimissionario o che venga meno per qualsiasi altra ragione. In difetto provvede il Presidente del Consiglio regionale entro e non oltre i cinque giorni successivi.
Chi si occuperà delle scadenze fiscali? Chi firmerà i mandati di pagamento per gli stupendi e, cosa ancora più grave, chi darà disposizioni al posto di Sabatini nella sciagurata ipotesi che si verifichi qualunque tipo di emergenza nelle due settimane di vacatio successive alle dimissioni irrevocabili e giunte per ragioni personali e familiari? (AD)




