Il caso di Energia Pulita
|Termoli, la ditta rifiuti sotto inchiesta DDA continua a lavorare col Comune. Il caso sta per approdare in Consiglio
Ancora nessuna novità per quanto riguarda la mozione presentata congiuntamente dalle opposizioni comunali che chiedevano alla maggioranza Balice di sospendere in autotutela il contratto con la ditta Energia Pulita srl, coinvolta nella maxi inchiesta della Dda di Campobasso. Intanto i 5 della minoranza valutano le prossime mosse ma il presidente dell’assise Ciarniello anticipa che presumibilmente verrà iscritta all’odg nel prossimo Consiglio Comunale, che però non dovrebbe essere convocato prima di aprile
Energia Pulita srl è una delle due società con sede a Termoli finite nella maxi inchiesta della DDA di Campobasso per vicende legate allo smaltimento illegale di rifiuti e alla corruzione. Episodi che stanno emergendo e scuotendo in particolare il Basso Molise. Energia Pulita continua però a lavorare con il Comune di Termoli essendo affidataria – con un contratto – del servizio di smaltimento degli ingombranti e dei residui da spazzamento. La ditta che si trova nel nucleo industriale della cittadina adriatica sarebbe protagonista, secondo gli inquirenti, di episodi di smaltimento abusivo, carichi non concordati, e gestita da indagati con ruoli di spicco nei faldoni dell’indagine.
È per questo che, a pochi giorni dall’esplosione della bomba giudiziaria, la minoranza del Comune di Termoli aveva chiesto di interrompere quel contratto fintanto che la posizione dell’azienda non venisse chiarita. Ma finora la maggioranza ha risposto col silenzio.
Ricordiamo che, facendo un sunto della ricostruzione dei magistrati della DDA di Campobasso, Energia Pulita S.r.l. aveva il compito di gestire il trattamento e lo smaltimento di rifiuti nel Basso Molise, ma avrebbe aggirato le normative ambientali per incrementare i profitti smaltendo rifiuti anche pericolosi e procedendo a ristrutturazioni abusive per moltiplicare i guadagni. Il tutto grazie a un presunto sistema illecito di gestione dei rifiuti basato sulla manipolazione della classificazione dei materiali trattati, sulla falsificazione dei documenti di smaltimento e sull’utilizzo di discariche compiacenti. In questo contesto, il ruolo di Francesco Roberti (allora sindaco di Termoli e presidente della Provincia, oltre che membro del Consorzio industriale) sarebbe stato quello di facilitare l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie affinché l’azienda potesse operare senza ostacoli, in cambio – secondo gli inquirenti – di favori e vantaggi personali.
L’inchiesta della DDA di Campobasso – che vede indagate 45 persone e due aziende del Nucleo industriale di Termoli – si arricchisce man mano di nuovi particolari ma, con poche eccezioni, si continua a non parlarne. Il 4 marzo scorso la minoranza del Consiglio comunale di Termoli aveva perlappunto rotto gli indugi e, presentando una mozione, aveva chiesto lumi sul contratto che il Comune ha in essere con la ditta Energia Pulita srl (dal 2018) per lo smaltimento di determinate tipologie di rifiuti. Di più: i consiglieri Stumpo (Rete della Sinistra), Orlando e Mileti (Voglia di Termoli), Vigilante e Scurti (Pd) avevano chiesto nella stessa la sospensione in autotutela del contratto con la ditta coinvolta nelle indagini fintanto che non verrà chiarita la sua posizione. E, in seconda battuta, avevano chiesto l’istituzione di una Commissione consiliare speciale anche perchè “riteniamo che temi come ambiente e salute debbano essere in cima alle priorità di una corretta amministrazione”.
Cosa è successo da allora? Nulla. In particolare in questi giorni l’opposizione sta sollecitando la convocazione del Consiglio comunale (passaggio necessario per discutere la mozione, che ovviamente va iscritta nell’odg) ma ad oggi non si è mossa foglia. “Ci avevano assicurato che l’assise si sarebbe riunita a metà marzo, poi è slittato tutto teoricamente a fine mese. Ma ad oggi siamo al 20 e tutto tace”, commentano vari consiglieri di minoranza interpellati. È stato il presidente del Consiglio comunale, Annibale Ciarniello, ad anticiparci che presumibilmente l’assise civica sarà convocata per i primi di aprile. “Non ci sono abbastanza argomenti da discutere, dunque lo slittamento è per questo”. E sulla mozione protocollata a inizio mese dalle minoranze, Ciarniello chiarisce che “sì, da regolamento dovrò iscriverla all’ordine del giorno e, sì, probabilmente sarà fatto per il prossimo consiglio”. A meno che – la precisazione – non sia considerata inammissibile: “non ho ancora fatto tutti i controlli, ma non mi sembra questo il caso”. E conclude: “Sto valutando quando fissare la data, sempre nell’interesse collettivo e tenendo fede al mio ruolo superpartes”.
Frattanto i 5 consiglieri di opposizione valutano il da farsi. Le ipotesi sul piatto sono: o chiedere un consiglio monotematico oppure – ma i tempi si dilaterebbero perché la maggioranza avrebbe 20 giorni di tempo poi per decidere la convocazione – chiedere l’autoconvocazione del Consiglio, facoltà che 5 consiglieri comunali avrebbero.
L’aspetto su cui l’opposizione alla maggioranza Balice si focalizza – “fermo restando che non spetta a noi chiedere le dimissioni del Governatore”, così Mario Orlando, ma essendo comunque persuasi che “al di là della responsabilità giudiziaria che sarà accertata dai magistrati qui c’è una chiara responsabilità di natura politica, morale ed etica”, così Manuela Vigilante – è l’opportunità di continuare nel rapporto contrattuale con la società Energia Pulita, operante nel settore dello smaltimento e trattamento dei rifiuti e che per il Comune di Termoli è affidataria del servizio di recupero delle frazioni di rifiuti (spazzamento e ingombranti).
Probabile dunque che ad aprile la mozione approderà e verrà discussa e votata in Consiglio, e in quella occasione la maggioranza – finora silente sul tema salvo qualche individuale commento garantista pro-Roberti – dirà la sua. Fonti interne però fanno capire che – in assenza di una condanna – difficilmente ci si orienterà per votare per la sospensione del contratto, anche perché – se alla condanna non si dovesse arrivare per la ditta in questione – si aprirebbe per il Comune un eventuale rischio di essere assoggettato a un’azione risarcitoria.




