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Chiusa dieci anni fa, sarà messa in sicurezza con 800mila euro. Svolta per la Chiesa Madre: “Fine lavori 2027”

Il Comune di Ripalimosani ha ottenuto un importante finanziamento dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per poter riaprire al culto Santa Maria Assunta, chiusa da aprile 2016 per ragioni di sicurezza. “Ma i tempi sono contingentati, i lavori devono terminare entro due anni”

E’ chiusa da aprile 2016 la chiesa madre di Ripalimosani. Dopo quasi dieci anni da allora arriva finalmente una buona notizia per la comunità di fedeli e tutti i ripesi: ci sono i soldi per poterla mettere in sicurezza.
E’ il numero di pratica 258 quello assegnato al Comune di Ripalimosani dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che ha ammesso al contributo di oltre 800 mila euro (811.346,81 euro per l’esattezza) l’intervento per la ristrutturazione, conservazione e restauro della chiesa parrocchiale Santa Maria Vergine Assunta in Cielo inserendola nella categoria Conservazione dei beni culturali anno 2023. 

A darne notizia è stato il sindaco Marco Giampaolo durante i festeggiamenti della Mascherata.

marco giampaolo sindaco ripalimosani

“Dopo aver ottenuto i fondi dell’8 x mille a gestione statale, e quindi a diretta gestione della Presidenza del Consiglio per mettere a nuovo il convento San P. Celestino – ha spiegato il primo cittadino -, in collaborazione con la parrocchia (che ne è proprietaria) nel 2023 abbiamo tentato di accedere agli stessi fondi per terminare i lavori alla chiesa madre. Un’operazione complessa, avviata con grande determinazione e con grandi speranze che oggi, possiamo dirlo, trovano piena realizzazione per la gioia dell’intera popolazione. Dopo un lungo iter che ha visto il parere di diversi uffici tecnici e non solo, è arrivata finalmente la buona notizia, per la gioia dell’intera popolazione e, ovviamente, della nostra amministrazione comunale. Ammonta a poco più di 811mila euro il finanziamento che ci permetterà di dare una svolta definitiva alla messa in sicurezza della nostra chiesa. Mai come oggi mi sento di dire, come spesso ripeto: viva Ripa e chi la ama!”.

Si tratta, dunque, di una fetta dell’8 per mille alla Chiesa Cattolica passata allo Stato quando la finalità è quella di finanziare il restauro di beni culturali danneggiati anche da eventi sismici, ma non solo. Per questa ragione sarà il Comune e non la Diocesi il committente di questo intervento così atterso

Smaltito l’entusiasmo iniziale, però, ora bisognerà rimboccarsi le maniche per la fase progettuale “che va rimodulata anche rispetto al quadro economico”, per indire la gara e affidare l’appalto da svariate centinaia di migliaia di euro.
“I tempi sono piuttosto contingentati – ha detto il sindaco a Primonumero – abbiamo circa due anni per concludere i lavori e rendere l’edificio sicuro da un punto di vista sismico”.