Rete ictus, diffida ai commissari per riorganizzarla “o andremo in Tribunale coi cittadini per una class action”
La nuova strategia del Cantiere Civico passa per un massiccio coinvolgimento dei cittadini. Se entro 90 giorni non sarà riorganizzata la rete delle malattie tempodipendenti partirà una class action e la battaglia si trasformerà da politico-istituzionale a civile. “E’ una lotta dalla parte dei diritti dei molisani contro l’inerzia e il patologico ritardo della struttura commissariale”
Due diffide, una della giunta comunale di Campobasso, l’altra del Cantiere Civico e una class action all’orizzonte: la nuova strategia di difesa dei diritti negati ai molisani passa per istituti giuridici e strumenti processuali “necessari quando all’attività istituzionale non seguono fatti e azioni concrete da parte di chi ha il potere di assumerli”.
Il consigliere regionale di minoranza Massimo Romano ne ha preso atto. L’esponente di Costruire Democrazia ha annunciato “il nuovo corso dei civici” illustrando in una conferenza stampa la diffida alla Regione e alla Struttura commissariale di 13 cittadini vicini al suo movimento già inoltrata dagli avvocati difensori Pino Ruta e Margherita Zezza.
Diffida con cui si danno 90 giorni di tempo “per adottare il provvedimento di riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete dell’emergenza e delle patologie tempo-dipendenti nella regione Molise, unitamente a tutti gli atti, accordi e protocolli ivi previsti, la cui scadenza è stata fissata dal medesimo РO 2023-2025 al 30/6/2024 ovvero al 30/9/2024 (cfr. DCA 79/2024, § 5.1.4.), termini ad oggi tutti inutilmente spirati”.
A riaccendere i riflettori sulle falle della rete della malattie tempo dipendenti è stato il caso del 45enne venafrano sballottato da un ospedale all’altro prima di essere operato d’urgenza al Neuromed di Pozzilli.
Alcuni giorni fa Romano ha depositato una mozione urgente sulle lacune della gestione di patologie come ictus o infarti evidenziando “carenze, inerzia e ritardi patologici della struttura commissariale che non ha ancora adottato i provvedimenti che disciplinano le malattie tempo dipendenti”
Va ricordato che al Dca 79/2024 (quello con cui è stato approvato il Programma operativo 2023/2025 con relativa riorganizzazione delle reti sanitarie tempodipendenti e con particolare attenzione alla rete ictus) c’è stato un successivo Dca (numero 92/2024 che disciplinava l’attuazione del Piano), revocato nel luglio 2024 senza essere sostituito da un nuovo atto operativo.
“A rendere ancora più incredibile la vicenda – ha spiegato Romano – il fatto che a invitare la struttura commissariale a revisionare la rete delle tempodipendenti è stato lo stesso Cdm fin dai temi in cui commissario era Giustini, era il 2018, abbiamo accumulato otto anni di ritardi e ancora oggi siamo qui per diffidare la struttura ad attuare misure come l’attivazione del servizio di radiologia interventistica all’ospedale Cardarelli; stipulare di accordi di confine con ospedali di regioni limitrofe, rinnovare un protocollo d’intesa con Neuromed per garantire trattamenti H24; potenziare il servizio di elisoccorso per garantire trasporti tempestivi, definire un PDTA per l’ictus per uniformare il percorso clinico e reintrodurre posti letto di neurochirurgia al Cardarelli per la gestione dei politraumi e delle emergenze neurologiche. Se non si adempirà a questa diffida non ci resterà che andare in Tribunale”.
L’iniziativa illustrata oggi segue anche la diffida della Giunta comunale di Campobasso sollecitata dall’assessore alla sanità Angelo Marcheggiani e accolta dalla maggioranza Forte sempre sulla questione delle malattie tempo dipendenti.
Chiunque volesse aderire alla class action può recarsi nella sede del Cantiere Civico di piazza Prefettura. (AD)




