Piano regolatore, sulla variante il Cantiere Civico diviso: l’assessore Colucci: “Era nel programma elettorale”, ma Ruta frena
L’assessore all’Urbanistica lavora a una variante di Piano regolatore, procedura dall’iter lungo ma prevista anche dal programma elettorale. Mentre il consigliere Pino Ruta – anche lui del Cantiere Civico – ha sottoposto una bozza agli ordini professionali e ai costruttori per mettere ordine nella pianificazione della città. Ma l’Ance ha già espresso contrarietà.
La bozza di delibera di Consiglio comunale sulla riorganizzazione urbanistica di Campobasso che porta la firma del consigliere Pino Ruta non piace all’Ance Molise. Per l’associazione dei costruttori edili le sue Linee guida interpretative della vigente normativa urbanistica ed edilizia da osservarsi ai fini della formazione e del rilascio e dell’attuazione dei titoli urbanistici ed edilizi sono solamente un modo per nascondere una variante al Piano regolatore. E per impedirgli di costruire ancora nel centro abitato.
La posizione di contrarietà è emersa nel pomeriggio del 24 febbraio quando l’Ance e diversi rappresentati degli ordini professionali sono stati invitati a partecipare ai lavori della Commissione Urbanistica presieduta dal consigliere Stefano Lombardi, anche lui del Cantiere Civico. Il presidente Corrado di Niro e il direttore Gino Di Renzo (entrambi Ance) sostengono che la bozza “prevede l’abolizione della monetizzazione” e anche che il provvedimento “è una variante celata al Piano regolatore”.

In realtà le cose non starebbero così: “Non vogliamo abolire affatto la monetizzazione – spiega oggi Lombardi – ma limitarne il ricorso a casi particolari. Del resto – ha ribadito il consigliere – si tratta già di uno strumento utilizzabile in casi eccezionali. Quello che abbiamo cercato di spiegare è che laddove non si possono cedere standard urbanistici (nelle aree già sature per capirsi, ndr) si ricorre alla monetizzazione, laddove si possono cedere, e pensiamo alle periferie o alle contrade, chi costruisce darà ‘in cambio’ servizi e opere pubbliche, realizzando spazi a vantaggio della collettività”.
Una variante al Piano regolatore non sarebbe neppure in discussione: “Servirebbero risorse troppo ingenti e poi l’iter sarebbe lunghissimo, servirebbero anni. Le nostre Linee guida, invece, che vogliamo tracciare col contributo dei principali attori della pianificazione urbanistica ed edilizia cittadina, mirano a riordinare l’attuale tessuto urbanistico attraverso il recupero e l’ampliamento delle aree destinate a standard e ad attrezzature pubbliche e collettive e, nel contempo, riequilibrare le aree oggetto di disordinata edificazione”.
A generare confusione potrebbe essere stato anche il distinguo dell’assessore all’Urbanistica Piero Colucci che sempre due giorni fa ha fatto sapere di aver sollecitato la commissione di Lombardi “a valutare una variante generale al Piano regolatore per progettare ed incentivare piani di recupero, ristrutturazioni, riqualificazioni e rigenerazioni, limitando il consumo di suolo a casi necessari o di particolare rilevanza come, per esempio, l’edilizia sociale”.
Ora, se sul piano pratico siamo di fronte a contributi diversi su uno stesso tema che potrebbero anche trovare una sintesi in una futura delibera, non sfuggirà, agli osservatori più attenti, la singolarità della situazione che si è creata nel Cantiere Civico dove sembra essersi creata una frattura interna tra l’assessore all’Urbanistica – più vicino alla maggioranza di Marialuisa Forte (è vicesindaco) – è il ‘capo Cantiere’ (civico) Pino Ruta che rivendica autonomia e libertà di azione. Anche rispetto a una maggioranza (di cui fino a prova contraria fa ancora parte) più fedele della sindaca Forte.


