GIUNTA LALLITTO
|La vicesindaca di Casacalenda si dimette, per la minoranza è un terremoto politico. Lei spiega: “Ci sarà chiarimento con la sindaca”
La giunta Lallitto perde un pezzo con le dimissioni della vicesindaca Ramaglia che potrebbe anche tornare sui sui passi dopo un chiarimento su questioni personali, organizzativi e di metodo più che politiche come invece sostiene la minoranza.
Un paio di giorni fa la vicesindaca di Casacalenda Iolanda Ramaglia – detta Iole – ha protocollato le sue dimissioni dalla giunta guidata da Sabrina Lallitto. A svelarlo non è stata la diretta interessata, tantomeno la prima cittadina, ma tre consiglieri di minoranza (Antonio Galasso, Federica Giancola e Marco Gagliardi) che in un comunicato stampa hanno riferito oggi di questo “terremoto politico”.
A detta dei tre la Ramaglia avrebbe “gettato la spugna” in seguito a “uno scatto d’orgoglio contro le continue sopraffazioni della sindaca” che l’avrebbe esasperata decidendo così di “abbandonare la nave pur rimanendo saldamente al suo posto in Consiglio comunale”.
La Ramaglia però, interpellata da primonumero, parla più di divergenze “e neppure abissali” sul piano del metodo tra lei e sindaca Lallitto. Quasi fosse più una questione personale, di attrito caratteriale diciamo così, più che di contrasti politici o di tipo amministrativo. Ci ha detto che “non eravamo in sintonia su alcune scelte” aggiungendo pure che in alcune occasioni il problema è stata “una questione di priorità” che avrebbe fatto venir meno lo spirito con cui la sua avventura politica al fianco della sindaca era cominciata.
Le dimissioni – a voler leggere tra le righe – potrebbero non essere irrevocabili tanto che le due dovrebbero incontrarsi per un chiarimento “nei prossimi giorni e lo avremmo già fatto se i miei impegni non me l’avessero impedito”.
Per ora l’ex assessore e vicesindaca Iole Ramaglia resta in Consiglio comunale, la giunta potrebbe andare verso un rimpasto o addirittura arrivare alla nomina di un assessore esterno. Le strade sono tutte percorribile. “Certo che se una minoranza ha bisogno di strumentalizzare un dibattito interno alla maggioranza vuol dire che non ha altri argomenti per attaccare l’Amministrazione in carica o forse significa che non vuole assumersi la responsabilità di farla cadere visto quello che è successo”.
Tre anni fa (ottobre 2021) – vale la pena ricordarlo – sono stati proclamati gli eletti dopo la vittoria della lista civica capeggiata da Sabrina Lallitto che a dicembre 2020 rimase senza numeri per governare con le dimissioni contemporanee della maggioranza dei suoi consiglieri comunali che erano stati eletti a giugno 2019. Con le dimissioni della Ramaglia la situazione attuale è questa: una giunta risicatissima (sindaco e assessore), assenza di vicesindaco e un Consiglio composto da sette esponenti di maggioranza “con quattro di loro in aperto contrasto con la sindaca che, però, non hanno il coraggio di battersi per far valere le loro idee e per riportare le legittime esigenze dei cittadini nei luoghi istituzionali della democrazia rimanendo, di fatto, complici del degrado amministrativo” questa la lettura e l’affondo del gruppo di minoranza contro chi appoggia Sabrina Lallitto. Repliche dei quattro ‘traditori’ per ora non sono arrivate.


