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La Puglia “pretende” acqua dal Molise. Roberti: “Se abbattiamo i costi energetici possiamo darla a tutti”

Il governatore molisano ospite di Telenorba ha ribadito che l’acqua è un bene comune ma che Molise Acque non riesce a coprire i costi per pomparla e darla alle altre regioni.

A inizio estate la Puglia dovrà fare i conti con una “riduzione di erogazione idrica molto seria”: sono le parole pronunciate ieri sera da Domenico Laforgia, il presidente di Acquedotto Pugliese, intervenuto nella trasmissione Il Graffio di Telenorba. La via d’uscita da una crisi annunciata dal mese di giugno è quella di “pretendere acqua dal Molise perché – queste sono ancora le sue parole – dobbiamo cercare di prelevare di più da chi ha più acqua in questo momento”.

Francesco Roberti Telenorba

Ospite del programma anche il governatore del Molise Francesco Roberti interpellato sul progetto di costruzione di una condotta da dieci chilometri che dall’invaso del Liscione dovrebbe trasferire acqua nella diga di Occhito (passando per il potabilizzatore di Finocchito, in provincia di Foggia): qui l’anno scorso – come è stato ricordato in trasmissione – c’erano 126 milioni di metri cubi di acqua a fronte di una capacità di 250 milioni. A febbraio del 2025, esattamente un anno dopo, c’è acqua per meno di un quinto, appena 42 milioni di metri cubi, col risultato che le vaste campagne della Capitanata sono assetate e l’agricoltura pugliese soffre.

Va ricordato che a fine di gennaio il governatore Michele Emiliano aveva inviato una lettera alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a diversi ministri competenti chiedendo di valutare la possibilità di prelevare l’acqua del Liscione (tra i 40 e 60 milioni di metri cubi l’anno) che, secondo lui, sarebbe inutilizzata e finirebbe in mare.

La Regione Puglia dovrebbe sostenere le spese di realizzazione del progetto e dare “adeguati ristori” al Molise. Ma il problema, come i molisani sanno benissimo, è che anche la nostra regione è alle prese con una crisi idrica pesante. E poco si fida delle rassicurazioni dei vicini pugliesi. Già negli anni Settanta, infatti, era stato siglato un protocollo d’intesa tra le due Regioni che prevedeva la cessione di 20 milioni di metri cubi d’acqua l’anno dal Molise alla Puglia in cambio di opere compensative. Opere che, secondo le autorità molisane, non sono mai state realizzate. 

Su questa inadempienza quarantennale si è sgolato anche l’ex consigliere regionale Salvatore Ciocca che all’epoca del governo Frattura era delegato a seguire le vicende di Molise Acque. Eppure ogni volta che la Puglia è in crisi tira fuori questo accordo di cui i molisani sanno poco o nulla. Il presidente Roberti dal canto suo ‘l’ha presa larga’ spiegando che il ristoro che il Molise ha dalla Campania a cui fornisce acqua non basta neppure a coprire la metà dei costi per la corrente che serve a pomparla. “Se domani abbatto i costi potremo dare acqua a tutti”.

Ma come Roberti sa benissimo, anche perché la questione delle bollette stratosferiche che Molise Acque paga per far funzionare le pompe di sollevamento è argomento ricorrente in casa sua, l’azienda speciale la corrente la paga anche più del necessario perché inadempiente a sua volta col gestore di energia elettrica costretto a ricorrere a delle ingiunzioni di pagamento per vedersi saldare i consumi fatturati.

In che modo, quindi, sia possibile abbattere i costi è qualcosa che nessuno, al momento, può dire.

Francesco Roberti