Logo
Il caso delle fermate fuorilegge sulla Bifernina finisce in Parlamento: Pd presenta interrogazione a Salvini

Su impulso del Pd molisano e dopo svariati articoli di stampa il deputato Casu ha presentato una interrogazione al ministro dei Trasporti sulle fermate non a norma del Tpl: “Salvini dica cosa vuole fare per evitare che si presentino situazioni che mettono a serio rischio la sicurezza stradale danneggiando i pendolari e gli autisti”. La consigliera Salvatore chiede di sapere cosa sta facendo la Regione che sulla messa in sicurezza aveva preso impegni: “Non sappiamo se è stato garantito il ripristino di tutte le fermate previste nel Pea”

Il deputato del Partito Democratico, Andrea Casu, è il primo firmatario di un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministro Matteo Salvini sulle fermate prive dei requisiti di sicurezza del trasporto pubblico molisano.

A darne notizia è la consigliera regionale del Pd, Alessandra Salvatore che ha voluto ringraziare per l’interessamento l’onorevole Casu e gli altri parlamentari del Pd (i co-firmatari dell’atto Marco Sarracino, Emanuele Anthony Barbagallo, Valentina Ghio e Marco Simiani) ricordando che anche lei, assieme ai colleghi del gruppo regionale Vittorino Facciolla e Micalela Fanelli aveva presentato una interpellanza al Presidente della Giunta molisana “volta a capire come si intendono tutelare i diritti di pendolari e conducenti”.

Da mesi il tema delle fermate fuorilegge sulla Ss 647 (e sulla statale 87) tiene banco: pericolose per i pendolari, studenti e lavoratori soprattutto, spada di Damocle per i conducenti degli autobus che rischiano multe e di perdere punti sulla patente, queste aree di sosta utilizzate da anni pur non rispettando le norme del Codice della Strada sono una croce per tutti.

Le fermate ai bivi per Lucito, Guardialfiera, Larino e Guglionesi, tanto per citare le più note sulla Bifernina, la principale arteria di collegamento stradale tra Termoli e Campobasso, sono autorizzate dalla Regione che le ha incluse nel Pea, il Piano di Esercizio Aziendale, pur avendo bisogno di una messa in sicurezza che è ancora attesa. E che il consigliere regionale delegato Roberto Di Pardo si è impegnato ad affrontare dopo che gli autisti della Sati, una delle concessionarie del Tpl molisano, si erano rifiutati di far scendere i pendolari in alcune fermate per evitare multe. Insomma, un caos che andrebbe risolto subito utilizzando fondi per la messa in sicurezza delle aree di sosta affinché diventino conformi alle prescrizioni del Codice della Strada.

“I conducenti non hanno alcuna colpa e lo abbiamo detto chiaramente: sono vittime anche loro, perché destinatari di sanzioni amministrative che gli sono state comminate per aver fatto scendere passeggeri in luoghi con caratteristiche tali da mettere a rischio la loro incolumità e quella dei passeggeri, come ci hanno riferito le organizzazioni sindacali. Nella nostra interpellanza – ricordava la consigliera Salvatore – ci siamo fatti portatori di entrambi gli interessi: da un lato quelli dei pendolari costretti a confrontarsi con l’incertezza di potere salire e/o scendere alle fermate esistenti lungo le SS 647 e 87, dall’altro quelli dei conducenti di autobus. Il consigliere delegato, Roberto Di Pardo, ci aveva dato rassicurazioni sul fatto che l’azienda Sati si era impegnata a tenere indenni i propri autisti da multe e da relative spese legali, in attesa della messa in sicurezza delle fermate in questione. Ma ad oggi non sappiamo se davvero ciò si è verificato e se è stato garantito il ripristino di tutte le fermate previste nel Pea . E, poiché il caso molisano non è isolato, è un bene che anche il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture sia stato interessato per evitare, sia a livello nazionale che locale, che si presentino fattispecie analoghe che mettano a serio rischio la sicurezza stradale e danneggino al tempo stesso passeggeri, lavoratrici e lavoratori come hanno scritto nella loro interrogazione i parlamentari del Pd”.