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Gestione dell’acqua, tensione tra Molise e Puglia: Roberti chiede fondi per le dighe, il Pd porta il caso in Consiglio regionale

Acqua alla Puglia, il Molise chiede garanzie: Roberti disponibile ma servono fondi per le dighe. Il Pd frena con un’interrogazione urgente: ‘prima i molisani'”.

La richiesta della Puglia di poter attingere acqua anche dall’invaso del Liscione apre un nuovo fronte di scontro in Molise, con il governatore Francesco Roberti che si dice disponibile a valutare la concessione idrica, ma solo a condizione che vengano garantiti fondi per la messa in sicurezza degli invasi, e l’opposizione che alza la voce chiedendo chiarezza. Micaela Fanelli, capogruppo Pd, ha presentato un’interrogazione urgente in Consiglio regionale per ottenere risposte sulle strategie che la Regione intende adottare per tutelare i cittadini molisani e sui ristori che da anni il territorio attende.

“Prima di concedere altra acqua alla Puglia – dichiara la capogruppo Micaela Fanelli – la Regione Molise deve spiegare come intende garantire la sicurezza idrica della nostra regione e quali azioni ha messo in campo per ottenere le compensazioni mai riconosciute. Non è accettabile che mentre ai nostri cittadini vengono imposti razionamenti, mentre agricoltori e allevatori soffrono la carenza d’acqua, si apra alla richiesta pugliese senza avere certezze su garanzie e benefici per il Molise”.

L’interrogazione del Pd ripercorre gli accordi storici tra Molise e Puglia risalenti agli anni ’70, che prevedevano una quota di 20 milioni di metri cubi d’acqua riservata alla nostra regione, ma che, secondo Fanelli, non sono mai stati rispettati in termini di compensazioni economiche o infrastrutturali. Il tema della gestione delle risorse idriche è reso ancora più urgente dalla situazione critica in cui versano gli invasi molisani. Secondo i dati diffusi da Roberti, negli ultimi sessant’anni la capacità di accumulo di Occhito e del Liscione si è ridotta del 40% a causa della sedimentazione, riducendo così la disponibilità d’acqua e aumentando il rischio di esondazioni in caso di eventi estremi.

Per affrontare la questione, il presidente della Regione ha chiesto ai ministeri competenti fondi per il dragaggio degli invasi e il loro collegamento, in modo da poter convogliare l’acqua in eccedenza del Liscione, dove si è costretti ad aprire le paratiue per evitare allagamenti in caso di piogge abbondanti e prolungate, verso Occhito, per creare così una riserva strategica. “Abbiamo chiesto finanziamenti per migliorare la sicurezza delle dighe e per evitare il ripetersi di eventi disastrosi come l’alluvione del 2003, quando la necessità di svasare la diga del Liscione portò alla piena del Biferno con danni incalcolabili per l’industria locale”, ha spiegato Roberti durante un’intervista televisiva a un’emittente pugliese.

Il governatore insiste sulla necessità di un piano strutturale per la gestione delle acque e sottolinea come il problema non sia la disponibilità, ma i costi energetici del pompaggio, che Molise Acque non può sostenere senza adeguati finanziamenti. “L’acqua è un bene comune e il Molise è pronto alla collaborazione – ha detto Roberti – ma servono fondi per le infrastrutture e per garantire la stabilità degli approvvigionamenti anche ai molisani”.

Un punto su cui il Pd vuole risposte concrete. “Non possiamo permettere che il nostro patrimonio idrico venga gestito senza un chiaro piano di tutela e valorizzazione per il territorio – conclude Fanelli – Il Molise non può restare a secco mentre altri pianificano il proprio sviluppo con le nostre risorse”.