Logo
D’Ovidio, tempi stretti per la demolizione: fondi a rischio. La primaria resta dov’è, cambia solo l’ingresso

Gli studenti ‘superstiti’ delle elementari che dovevano andare nei locali dell’ex Avvocatura potrebbero restare alla D’Ovidio cambiando semplicemente ingresso: non più su via Gorizia, ma su Piazza Della Repubblica. In questo modo si potrà almeno iniziare ad allestire il cantiere entro marzo perché il Comune deve rendicontare il 30 per cento dei fondi per la ricostruzione dell’istituto altrimenti rischia la revoca.

Qualche giorno fa operai incaricati dal Comune di Campobasso hanno supervisionato il ponte che collega i due corpi gemelli della scuola D’Ovidio: il collegamento, chiuso da anni perché non più sicuro, potrebbe essere riaperto per trasferirebanchi, sedie e suppellettili vari dalle aule che hanno il loro ingresso in via Gorizia in quelle vuote di Piazza Della Repubblica.

Sarebbe questa la soluzione tampone adottata da Palazzo San Giorgio, al posto del trasferimento nei locali dell’ex Avvocatura di via Garibaldi, per poter iniziare ad allestire il cantiere e dare finalmente corso alla demolizione del centralissimo istituto scolastico che sarà ricostruito nei prossimi due/tre anni coi fondi Pnrr e Cis intercettati dalla precedente Amministrazione 5 Stelle.

Studenti e personale del blocco principale della D’Ovidio, come è noto, hanno già lasciato la scuola che affaccia in Piazza Della Repubblica: il Comune ha rimesso a nuovo alcune aule inutilizzate del Pilla (via Veneto) dove stanno facendo lezione i ragazzi delle medie e preso in affitto il piano terra di un condominio in via Berlinguer per i piccoli dell’infanzia che venivano già da precedenti trasferimenti.

Gli ultimi da sistemare erano i bambini delle elementari che entrano a scuola dall’ingresso di via Gorizia e che erano destinati ad terminare l’anno scolastico in via Garibaldi. Ma più di qualcosa non è andato per il verso giusto e ora c’è la possibilità che restino nella loro scuola seppur spostandosi di pochi metri.

De benedittis

L’ex candidato sindaco Aldo De Benedittis ha parlato di “un fallimento dietro l’altro” ricordando che già è sfumata la possibilità di trasferire tutta la D’Ovidio nella scuola-ponte di Selvapiana (“il centrosinistra si è dovuto piegare alle volontà del cantiere civico di Pino Ruta” ha detto l’esponente di opposizione) e che oggi sfuma anche l’ipotesi ex Avvocatura “perché, secondo i tecnici, i locali non sono idonei”.

Piero Colucci, vicesindaco e assessore all’Edilizia scolastica, sostiene che il problema di quei locali non sia una questione di inidoneità (anche se erano emersi dei problemi che il Comune, giù da mesi, stava cercando di affrontare per adeguarli a scuola, ndr) quanto di scarso gradimento da parte di docenti e molti genitori preoccupati per il traffico e i parcheggi che mancano in quell’area della città. “Stiamo pensando ad una soluzione alternativa” ha detto l’assessore del Cantiere Civico non confermando (ma neppure smentendo) la possibilità che i ‘bambini-superstiti’ della D’Ovidio restino in quella vecchia e malmessa scuola cambiando solo l’ingresso che non sarà più su via Gorizia, ma su Piazza Della Repubblica.

Così facendo si potrà allestire il cantiere e iniziare a spendere il 30 per cento dei fondi che il Comune rischia di perdere se non  rendiconterà la spesa entro marzo. E’ una corsa contro il tempo, insomma: sulla D’Ovidio, lo ricordiamo, ci sono 21 milioni di euro di cui circa la metà per la ricostruzione della scuola (un unico edificio) e l’altra metà per ridisegnare i parcheggi e la mobilità di Piazza Della Repubblica che è strategica e a due passi dal Corso.

Per De Benedittis “l’attuale maggioranza sta rinnegando l’operato dei Cinque Stelle, sono incoerenti e divisa. In pochi mesi hanno già combinato abbastanza disastri, per rispetto dei cittadini dovrebbero avere il coraggio di dimettersi”.