Dove la spiaggia scompare: erosione costiera minaccia turismo e territorio senza interventi all’orizzonte
La costa all’altezza della Torre spaccata continua a subire i danni dell’erosione, con il mare che avanza cancellando arenili, dune e mettendo a rischio attività turistiche. Mentre altri comuni molisani beneficiano di finanziamenti per la protezione del litorale, qui non è previsto alcun intervento concreto. Il grido d’allarme della comunità e degli operatori economici resta inascoltato, mentre il futuro di questo tratto di costa molisana è sempre più incerto.
La spiaggia di Petacciato, una delle gemme del litorale molisano, si sta trasformando in un simbolo del dramma ambientale che affligge la costa adriatica. Negli ultimi mesi, l’erosione costiera ha accelerato, cancellando metri di arenile e minacciando non solo l’ecosistema locale, ma anche l’economia turistica e le infrastrutture strategiche, come la Statale 16. Una battaglia impari contro un mare sempre più aggressivo, che non trova ancora risposte concrete.
Le immagini parlano da sole: dove un tempo sorgevano dune e si estendeva una spiaggia ampia e accogliente, oggi emergono muri di argilla e sabbia strappata via dalle correnti. Alla base della Torre Saracena, nota come “La Torre Spaccata”, il paesaggio è stato completamente stravolto. La battigia è praticamente scomparsa, lasciando il posto a blocchi di terra erosi dal mare. In questo scenario drammatico, sei attività turistiche, frutto di un investimento complessivo di due milioni di euro, rischiano di morire a breve.
La spiaggia che negli anni ’80 si estendeva per oltre 100 metri e che oggi, in alcuni tratti, si riduce a pochi centimetri. Gli imprenditori locali sono disperati. “Non possiamo combattere con il mare. Servono subito le scogliere”, è il grido d’allarme che si leva dai gestori delle strutture balneari, sempre più preoccupati per il futuro delle loro attività.
Nonostante l’evidente emergenza, Petacciato è rimasto escluso dai finanziamenti regionali per la protezione della costa. Mentre Termoli, Campomarino e Montenero di Bisaccia beneficiano di interventi strutturali già avviati, come barriere frangiflutti e rafforzamento delle scogliere, qui non è stato previsto alcun progetto concreto.
Nel febbraio 2023, infatti, sono iniziati i lavori per la protezione della costa molisana grazie a un finanziamento di 2 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC) 2014-2020. Gli interventi includono il riposizionamento di barriere sommerse e il rafforzamento delle scogliere già esistenti nei tratti più esposti del litorale tra Montenero, Termoli e Campomarino. L’obiettivo dichiarato è quello di stabilizzare le coste e proteggere non solo le spiagge, ma anche infrastrutture strategiche come la Statale 16 e i depuratori.
Per il futuro, la Regione ha stanziato ulteriori 8 milioni di euro provenienti dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) per il periodo 2024-2027, destinati a consolidare le opere esistenti e avviare nuovi interventi lungo tutta la costa. Il progetto si avvale di soluzioni combinate, che integrano tecnologie tradizionali con approcci innovativi: le barriere sommerse aiutano a dissipare l’energia delle onde, mentre i ripascimenti artificiali compensano la perdita di sedimenti. Si prevede inoltre il consolidamento degli argini fluviali per prevenire piene e proteggere le aree interne.
Nonostante l’importanza strategica di queste iniziative, Petacciato al momento non è contemplato nella programmazione. Il sindaco Antonio Di Pardo sottolinea la necessità di includere il territorio nel piano di protezione: “Mi auguro che la previsione di investimento per le barriere frangiflutti negli anni 2024-2027 venga al più presto estesa anche a Petacciato. Non possiamo più aspettare”.
Questo tratto di costa è oggi il simbolo del fragile equilibrio tra uomo e natura. Senza interventi urgenti e mirati, la perdita sarà irreversibile: un danno per l’ambiente, per l’economia locale e per la comunità che vive di turismo e di natura.









