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Carlantino si ribella alla Puglia: “Referendum per unirci al Molise e portare con noi la diga di Occhito”

A causa degli accorpamenti delle dirigenze previsti dal piano di dimensionamento pugliese i cittadini di Carlantino avranno gli uffici scolastici a più di 30 km di distanza. Graziano Coscia, il primo cittadino, minaccia un referendum di annessione con la nostra regione: “Se Emiliano non ci vuole lo dica, così il paese e la nostra diga di Occhito li facciamo passare al Molise”

Minaccia un referendum di annessione alla nostra regione dalla vicina Puglia il sindaco di Carlantino, Graziano Coscia. La provocazione del primo cittadino, infuriato col governatore Michele Emiliano per le conseguenze del dimensionamento scolastico, è accompagnata da un avvertimento: far passare anche la diga di Occhito al Molise.

E’ quanto promette Coscia in una nota giunta alla redazioni molisane ieri mattina dopo settimane di lamentele raccolte tra i suoi concittadini sulla nuova mappa delle aggregazioni scolastiche definita a dicembre dalla Regione Puglia. Non sfuggirà ai lettori più attenti – e sicuramente non è sfuggito al sindaco Coscia – anche il dibattito sulla crisi idrica pugliese e quel progetto di portare acqua alla Capitanata con un tubo da dieci chilometri che dall’invaso del Liscione dovrebbe ristorare la sempre più asciutta diga di Occhito. Se ne è parlato molto anche pochi giorni fa e oggi il sindaco di Carlantino, comune della provincia di Foggia al confine tra Molise e Puglia, rimarca quanto l’invaso sia vitale per l’intera area.

Graziano Coscia sindaco Carlantino

A spingerlo a minacciare la ‘secessione’ è stato il piano di dimensionamento scolastico pugliese che costringerà studenti e loro familiari a dover percorrere oltre 30 km (circa 40 minuti di auto) per recarsi negli uffici scolastici di Casalnuovo Monterotaro, dove Carlantino ha gli uffici scolastici. Prima del dimensionamento la dirigenza era a Celenza Valfortore che si trova a 7 km da Carlantino, ma l’intervenuta soppressione ha piazzato la segreteria nell’Istituto Mandes che è molto più lontano. 

“Come spesso accade – ha commentato il sindaco -, anche il nostro ultimo appello è caduto nel vuoto. A questo punto stiamo valutando seriamente il referendum affinché Carlantino sia compreso nella provincia di Campobasso e passi dalla Puglia al Molise. Dei diritti delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi e delle loro famiglie si fa carta straccia, costringendo i genitori a percorrenze che d’inverno diventano ancora più lunghe a causa di pioggia, ghiaccio e neve. Senza considerare l’aggravio dei costi. Il messaggio che la Regione Puglia e il presidente Michele Emiliano lanciano con questo provvedimento è mortificante, perché accelera il già avanzatissimo processo di abbandono dei comuni delle aree interne della Puglia. La scuola è un diritto garantito dalla Costituzione, per tutti, anche per i nostri paesi. Per la Regione Puglia ormai siamo comuni lontani, marginali, una seccatura di cui si può fare a meno. Questo è inaccettabile”.

Proprio per queste considerazioni il primo cittadino carlantinese ha chiesto al governo regionale di tornare sui propri passi e riaprire la dirigenza scolastica di Celenza Valfortore.

“Se nei prossimi giorni non avremo risposte dall’ente regionale ci mobiliteremo attuando forme di protesta molto forti, compresa la richiesta referendaria per aderire alla provincia di Campobasso” ha annunciato Coscia.

La protesta del sindaco di Carlantino – leggiamo nel comunicato – ha pieno sostegno da parte del Molise (in realtà qui il tema annessione Carlantino a Campobasso non è stato mai discusso, ndr) e ha acceso una speranza anche per la sopravvivenza stessa della regione molisana e dell’intera provincia di Campobasso. Non solo, il passaggio di Carlantino alla piccola regione del Molise rappresenta per Campobasso un patrimonio enorme soprattutto per quanto riguarda le risorse idriche con il passaggio contestuale al Molise della diga di Occhito.

Ma se il sindaco Coscia dimostra di aver seguito con attenzione il dibattito sull’acqua (e speriamo anche quello sui mancati ristori decennali della Puglia al Molise), forse gli è sfuggito che anche a casa nostra non mancano problemi e proteste per gli accorpamenti delle dirigenze scolastiche. Si potrebbe quasi dire che a leggere le sue parole sui problemi delle aree interne, della viabilità e dei tagli alle scuole, sembra di sentir parlare un sindaco molisano.

Mal comune mezzo gaudio?