Atti persecutori tra i banchi di scuola: processo simulato per gli studenti in Corte d’Appello
Gli avvocati-attori dell’associazione SenzAppello hanno simulato un processo per sensibilizzare i più giovani a prevenire e combattere ogni forma di violenza nella Giornata nazionale con il bullismo e il cyberbullismo
Offesa, insultata, umiliata e poi tutto è finito nelle chat: emoticon a ferire ancora di più, condivisioni dei contenuti tra amici convinti che a loro una cosa del genere non potrebbe mai capitare. L’incubo di Daria, nome di fantasia, non è terminato ancora. A due anni dal diploma la ragazza rivive gli anni terribili della scuola nel processo a carico di Kevin e Martina, i suoi persecutori, ritenuti i responsabili delle sofferenze patite dalla loro compagna di scuola.
E’ ispirato a una storia vera il caso affrontato questa mattina in Corte d’Appello a Campobasso. Un processo simulato molto simile alla realtà organizzato nella Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo. Ad ascolta le parti e il giudizio finale c’erano gli studenti dell’Istituto comprensivo Matese (ragazzi delle scuole medie di Vinchiaturo, San Giuliano del Sannio e Mirabello Sannitico) arrivati a Campobasso per partecipare all’iniziativa organizzata dagli avvocati-attori dell’associazione SenzAppello.


