Se l’acqua odora di benzina “è conseguenza delle chiusure”: Grim non ha più dubbi “ma noi abbiamo fatto tutto il possibile”
In una lunga ricostruzione sull’alterazione dell’acqua pubblica a Campobasso il gestore Grim prende atto che “da quando non sono state praticate più le chiusure dei serbatoi i fenomeni sono scomparsi”. La causa dell’odore ‘come di benzina’ sarebbe conseguenza di un risucchio di liquidi estranei alla rete (acque che ristagnano negli impianti di immobili pubblici o privati o in prossimità di rotture delle condotte, nel sottosuolo delle strade).
Grim, il gestore dei serbatoi comunali di Campobasse e altre decine di comuni molisani che hanno aderito alla società consortile, ha deciso di mettere ordine nella vicenda delle sospensioni di flusso idrico che da mesi attanagliano il capoluogo di regione e non solo.
In una lunga ricostruzione la società di via Tiberio, presieduta dal ragionere Massimo Saluppo, ha voluto accendere i riflettori sulle cause dell’alternazione della risorsa idrica di Campobasso che per i residenti di alcune strade della città è stata imbevibile dalla fine di novembre e fino a pochissimi giorni fa quando la sindaca Marialuisa Forte ha revocato le ordinanze di divieto di utilizzo dell’acqua potabile.

Il gestore ha deciso di rispondere “ai legittimi interrogativi posti dalla cittadinanza sulla qualità dell’acqua distribuita” partendo da una premessa: quando Molise Acque ha comunicato la riduzione delle forniture idriche che hanno costretto Grim a chiudere i serbatoi di notte (da settembre a dicembre 2024) la stessa aveva già fatto presente ai tavoli tecnici convocati dalla Regione Molise che questa misura avrebbe potuto avere effetti negativi sulla qualità dell’acqua.
E non ci è voluto molto che alla Grim arrivassero le prime segnalazioni: “Durante tale periodo – scrive oggi il gestore -, alcuni utenti serviti dai serbatoi di Cese Basso e di Monforte hanno segnalato alterazioni temporanee delle caratteristiche organolettiche dell’acqua (colore, odore e sapore) lamentando: “Acqua marrone che sa di ruggine” e “Acqua bianca””.
A fine novembre ulteriori segnalazioni dai residenti di via Cardarelli, via Petitti, via Orefici, via Larino (tutte utenze servite dalla rete Monforte), e piazza Pepe, c.so Bucci, piazza D’Ovidio, Villa Flora, via Marconi (servite dalla rete Cese Basso). “Acqua con odore, marrone e che sa di ruggine” è quanto riferito alla Grim che scrive: “Il fenomeno (riferendosi al colore e al sapore, ndr) è stato causato dagli ossidi di ferro rimossi dalle pareti interne delle vecchie tubazioni degli impianti interni, durante le fasi di turbolenza di aria ed acqua indotta dalle chiusure/aperture”. Mentre sarebbe colpa dell’aria entrata dopo la chiusura e discioltasi nell’acqua dopo la riapertura la causa dell’acqua bianca.
“In entrambi i casi sopra descritti non è compromessa la potabilità dell’acqua e non vi è rilevanza sanitaria”.

Per quanto riguarda l’odore ‘come di benzina’ di cui abbiamo parlato tante volte “il fenomeno è causato da sostanze odorigene apportate da liquidi estranei alla rete. Dopo la chiusura dell’alimentazione di una qualunque rete idrica – spiegano da Grim – , la pressione diventa nulla a causa dello svuotamento delle condotte, per mancato o insufficiente rientro d’aria. In queste situazioni si verificano naturalmente risucchi di “liquidi estranei alla rete” ossia di: acque che ristagnano negli impianti di immobili pubblici o privati (di adduzione, di acqua sanitaria, di riscaldamento; questo fenomeno di risucchio accade sempre se gli impianti non hanno valvole di ritegno efficienti ed efficaci); acque che ristagnano in prossimità di rotture delle condotte, nel sottosuolo delle strade o degli immobili privati e pubblici. Tali acque estranee possono causare l’alterazione della qualità della risorsa idrica”.
L’autorità competente e preposta ai controlli sanitaria è l’Asrem(leggi l’intervista di primonumero al direttore dell’Uoc di Igene Antonio Pesaturo) che a detta di Grim “ha agito secondo il principio di precauzione relativamente alle ultime segnalazioni (“acqua con odore”), non specificando tuttavia la pericolosità e tantomeno i rischi per la salute delle persone connessi all’uso dell’acqua, perché oggettivamente difficili da quantificare, stante anche la bassa intensità dell’odore e la bassa concentrazione delle sostanze odorigene che sono state rilevate nei campioni analizzati dall’Arpam”.
Per questa ragione Grim ha voluto procedere anche con propri controlli interni che hanno escluso “subito” la contaminazione dell’acqua alle fonti (sorgenti comunali) ed ha comunicato ai soggetti istituzionali coinvolti (Asrem, Sindaca, Egam) che la non conformità “acqua con odore” è la conseguenza delle chiusure, cioè dell’erogazione discontinua, ed in particolare ha comunicato sia le probabili cause delle alterazioni che le proprie azioni quotidiane di controllo e diagnostica”. Non a caso “gli utenti che hanno segnalato le alterazioni hanno riferito, ai tecnici impegnati nelle attività diagnostiche, che il problema “acqua con odore” era discontinuo, non presente tutti i giorni e percepito specialmente al mattino”.
Nei controlli fatti dal gestore sono emerse solamente due rotture rilevate (c.so F. Bucci e via Larino) poi riparate.
A rinforzo della tesi della Grim (che anche Primonumero aveva ipotizzato essendoci stata, mesi fa, una relazione a sostegno da parte della società Idrosfera incaricata sempre da Grim, ndr) il fatto che “da quando non sono state praticate più le chiusure dei serbatoi i fenomeni sono scomparsi”.
Le nevicate e le piogge (questo ha sostenuto Molise Acque) hanno fatto risalire lievemente i livelli delle sorgenti di adduzione tanto che dalla vigilia di Natale le chiusure non sono state più sollecitate “e la pressione relativa nelle condotte è sempre positiva e il suo valore elevato non consente l’ingresso di acque estranee e di aria”.
Le ordinanze sindacali sono state revocate dopo le ultime analisi dell’Arpa chieste da Asrem che ha comunque sollecitato ulterioiri approfondimenti.
In conclusione il gestore ritiene di aver correttamente applicato un principio di prevenzione (valutazioni dei rischi, controlli ispettivi, misure per mitigare i rischi individuati, buone pratiche idrotecniche, ecc..) “ai sensi del D.lgs. 18/2023 – Attuazione della direttiva (UE) 2020/2184 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16/12/2020, concernente la qualità delle acque destinate al consumo umano”.
Ne prendiamo atto. Ma resta il fatto che non ci si può affidare al caso meteorologico sperando nelle precipitazioni, quello che occorre – a livello regionale e di concerto con tutti gli attori coinvolti – sono investimenti sulle reti per ridurre le perdite e rendere più efficiente il sistema idrico molisano. (AD)


