LA PROPOSTA
|Molise, una proposta di legge per il ritorno del voto disgiunto: Massimo Romano rilancia il dibattito sulla legge elettorale
Secondo Romano, reintrodurre il voto disgiunto significherebbe ampliare il potere democratico dei cittadini, permettendo loro di esprimere preferenze più articolate e non necessariamente legate alle alleanze prestabilite dai partiti.
Il consigliere regionale Massimo Romano ha presentato una proposta di legge per reintrodurre il voto disgiunto in Molise, eliminato nel 2017 con la legge elettorale n. 20. Attualmente, gli elettori devono votare obbligatoriamente un candidato presidente e una lista a lui collegata, senza possibilità di scegliere separatamente.

Tornare al voto disgiunto in Molise: è questa l’idea alla base della proposta di legge regionale n. 57 presentata dal consigliere Massimo Romano (Costruire Democrazia), che punta a modificare l’attuale legge elettorale, la n. 20 del 2017. L’obiettivo è consentire agli elettori di esprimere due voti distinti: uno per il candidato alla presidenza della Regione e uno per una lista a lui non collegata.
Come funziona oggi la legge elettorale in Molise?
Dal 2017, anno di approvazione della legge regionale n. 20, il Molise ha eliminato il voto disgiunto. Il sistema attuale impone agli elettori di votare il candidato presidente e, obbligatoriamente, una delle liste a lui collegate. Questo meccanismo rafforza il legame tra i candidati alla presidenza e le liste di consiglieri, ma secondo alcuni limita la libertà di scelta degli elettori.
Prima del 2017, invece, il voto disgiunto era consentito: un cittadino poteva scegliere di sostenere un candidato alla presidenza della Regione e, contemporaneamente, votare una lista che non faceva parte della sua coalizione. Una possibilità che in alcune occasioni ha influito sugli equilibri politici, permettendo ai partiti non direttamente legati a un candidato di ottenere seggi in Consiglio regionale anche grazie ai voti espressi dagli elettori di un altro schieramento.
Perché reintrodurre il voto disgiunto?
Massimo Romano, nella relazione illustrativa della sua proposta di legge, spiega che il divieto attuale riduce la libertà di scelta degli elettori, obbligandoli a un voto “bloccato” in cui il sostegno a un candidato presidente è inscindibilmente legato alle liste collegate. Secondo Romano, reintrodurre il voto disgiunto significherebbe ampliare il potere democratico dei cittadini, permettendo loro di esprimere preferenze più articolate e non necessariamente legate alle alleanze prestabilite dai partiti.
“Il voto disgiunto – spiega il consigliere – consente di separare le due espressioni di consenso: da un lato la scelta del presidente della Regione, dall’altro quella per la lista di consiglieri, senza vincoli di coalizione. Così si evita il condizionamento imposto dalle attuali regole e si restituisce ai cittadini la possibilità di decidere in modo più libero”.
Il percorso della proposta
Ora la proposta di legge dovrà essere esaminata dalla Commissione consiliare permanente competente in materia, prima di essere discussa in Aula per l’eventuale approvazione. A decidere sarà il Consiglio regionale, che dovrà valutare se modificare nuovamente il sistema elettorale del Molise e ripristinare un meccanismo che, fino al 2017, era stato parte integrante delle consultazioni regionali.
Nel frattempo, il dibattito è aperto: la proposta di Romano potrebbe riaccendere la discussione tra chi ritiene che il sistema attuale garantisca maggiore stabilità e coerenza politica e chi invece lo considera un limite alla volontà popolare.


