Le chiusure notturne non ci sono più e l’acqua è di nuovo potabile ovunque. Timori per nuove erogazioni a singhiozzo
Nuovi elementi avvalorano il nesso ventilato mesi fa dalla società Idrosfera nel suo rapporto di indagine sulle cause della contaminazione da idrocarburi al centro storico e murattiano di Campobasso. Cosa succederà se Molise Acque (e Grim di conseguenza) disporrà nuove interruzioni del flusso idrico?
Il 9 gennaio la sindaca di Campobasso Marialuisa Forte ha revocato l’ordinanza che vietava l’uso dell’acqua a scopi potabili per le utenze di via Marconi, piazzetta Palombo, piazza Pepe, via Palombo e villa Flora.
Una decisione assunta su indicazione dell’Asrem dopo che l’Arpa, l’Agenzia per la protezione ambientale del Molise, ha certificato la conformità dell’acqua nell’ultimo prelievo effettuato il 7 gennaio nella fontana pubblica di villetta Flora. Qui da settimana c’era una transenna per evitare che qualcuno si dissetasse in quel punto centralissimo del capoluogo in cui l’odore ‘come di benzina’ è finalmente sparito.
Dal 9 gennaio, dunque, “l’acqua torna ad essere potabile in tutta la città” come ha detto Forte aggiungendo pure che “per evitare che il fenomeno si ripeta, si continuerà ad evitare di chiudere i serbatoi durante la notte”.
Emergenza finalmente risolta? Non è detto. Tanto che nessuna delle autorità preposte sembra pronta a metterci la mano sul fuoco. E non è escluso che il problema contaminazione si riproponga.
Il nodo della questione sembra essere proprio quello delle chiusure notturne che per mesi hanno attanagliato il capoluogo e tantissimi altri comuni. Oltre ai disagi per i cittadini e le inevitabili limitazioni per chi lavora, ad esempio, nella ristorazione, l’erogazione discontinua potrebbe aver compromesso la qualità dell’acqua. Lo sostiene da mesi la società Idrosfera incaricata dal gestore Grim a indagare sulle cause della contaminazione.
Lo ha ribadito pochi giorni fa il vertice dell’Amministrazione comunale auspicando che il flusso possa continuare a essere continuo. E non è forse un caso che il problema ‘odore non conforme’ a villetta Flora sia terminato dopo alcuni giorni di apertura diurna e notturna (inizialmente il flusso idrico era interrotto dopo le 23 come sul resto della città). Oggi che ci sia un nesso tra erogazione a singhiozzo e qualità dell’acqua lo sostiene anche il direttore dell’Unità operativa complessa di Igiene degli alimenti e della nutrizione Antonio Pesaturo il quale si è fatto l’idea che lo svuotamento dei serbatoi possa aver provocato l’ingresso nella rete di idrocarburi leggeri ‘simili ai lubrificanti’.
“La carenza di acqua ha creato un vuoto con una pressione negativa, se le abitazioni private e più vecchie del centro storico non sono dotate di valvole di non ritorno, cosa che io consiglierei vivamente, può capitare che nella condotta domestica venga ‘risucchiata’ anche l’acqua per il riscaldamento. Naturalmente non ho certezza di questa cosa, ma è probabile che le interruzioni idriche delle scorse settimane abbiano condizionato questo processo”.
Il direttore che opera per il dipartimento di prevenzione dell’Asrem è quello che ha firmato il suo invito al Municipio a revocare l’ordinanza di divieto di uso dell’acqua, lo stesso che ha anche disposto che l’Arpa faccia nuovi controlli nei punti di prelievo Cese Basso, Centro, zona via Petitti.
“Non possiamo escludere che il fenomeno della contaminazione da idrocarburi leggeri si ripresenti – ci spiega il direttore Pesaturo – quello che noi come Asrem possiamo fare è disporre ulteriori analisi nei punti di prelievo pubblici, non possiamo disporli nelle abitazioni private o nelle attività commerciali”.
Una precisazione di non poco conto: a Campobasso è stata particolarmente preoccupante – fin dal 27 novembre – la situazione in alcuni civici di via Petitti, tanto che lungo la vicina via Cardarelli è rimasta attiva una autocisterna della Protezione civile per gli approvvigionamenti. Acqua maleodorante per settimane anche in alcuni esercizi pubblici e commerciali di piazza Pepe e via Marconi che, possiamo solo presumerlo (perché non ci sono rapporti di prova Arpa a certificarlo), non è più tale. Grazie ancora alle mancate chiusure? Probabilmente sì.
Quando i campionamenti sono stati eseguiti non sarebbe stata Asrem a disporli bensì l’Arpa “perché – il direttore Pesaturo lo ribadisce – solo i punti di prelievo pubblici sono di nostra competenza”.
E poi va anche detto che prima del suo arrivo all’Uoc di Igiene c’era più personale, oggi l’organico è ridotto anche se non sono diminuiti i compiti del Dipartimento di prevenzione.
Ma al di là di tutto la cosa più importante da augurarsi è che il trend di risalita del livello delle sorgenti del Matese, la principale risorsa idrica della regione, prosegua. Molise Acque oggi dice che la situazione è migliorata grazie alle precipitazioni, specie quelle a carattere nevoso. Sicuramente non ci si può affidare al ‘caso meteorologico’ e bisognerebbe intervenire con investimenti sulle infrastrutture per assicurarsi acqua anche durante i periodi di siccità.


