Il ‘miracolo culturale’ di Larino: la stagione teatrale si è assicurata i sold out. Polverizzati in poche ore 255 abbonamenti
269 posti in platea ma la quasi totalità se la sono ‘assicurati’ gli abbonati, l’anno scorso meno della metà di stavolta. Non solo larinesi – costituiscono crca una metà – ma soprattutto di Termoli e dell’hinterland. “Vogliamo che il nostro teatro diventi un punto di riferimento culturale per l’intero territorio, abbandoniamo il campanilismo che ci contraddistingue”, così l’assessore Iolanda Giusti. “Larino ci meraviglia sempre”, dicono all’unisono i direttori artistici Sale e Licursi
255 abbonamenti alla stagione di prosa polverizzati in pochissimi giorni: è un piccolo miracolo quello di Larino e del suo Teatro Risorgimento. Un ‘miracolo’ targato Frentania Teatri, l’associazione che da due anni organizza il cartellone teatrale. Ed è stupefacente anche se si pensa che nel 2024 gli abbonamenti venduti sono stati all’incirca 120, meno della metà.
Con 269 posti a sedere (ma appunto 255 riservati a chi ha scelto di abbonarsi), la stagione teatrale che vede la direzione artistica di Giandomenico Sale – iniziata domenica scorsa con lo spettacolo del noto attore e doppiatore Luca Ward e che proseguirà fino ad aprile – si è praticamente assicurata il tutto esaurito per ogni singolo evento. È andata benone anche la campagna abbonamenti dellastagione Off, parallela a quella di prosa e diretta in questo caso da Nicolangelo Licursi, l’ideatore ed organizzatore del festival di teatro popolare itinerante Jamme Bbelle, fortunata esperienza che sta per partire con la sua 3° edizione. In questo caso per assicurarsi i 5 spettacoli in abbonamento – che propongono teatro dialettale, di nuove proposte e compagnie emergenti – sono stati circa 150 gli acquisti. Anche in questo caso il responso del botteghino – fisico e virtuale – è stato molto più che soddisfacente.
“Ha sorpreso anche me – così Giandomenico Sale – so che non è affatto facile riempire una sala, soprattutto di abbonati”. A complimentarsi per il risultato anche Stefano Sabelli, direttore artistico delle stagioni del Loto di Ferrazzano (dove pure c’è una bella realtà teatrale da anni), del Fulvio di Guglionesi e che lavora anche a Vasto. Premiante per Larino, probabilmente, anche la possibilità di poter rateizzare l’importo (120 euro). Così hanno scelto di fare una quindicina di persone. “Siamo stati tempestati di chiamate non appena abbiamo presentato la stagione e aperto agli abbonamenti. Dispiace ma domenica – per il primo spettacolo in cartellone – abbiamo dovuto chiudere le porte a tanti che avrebbero voluto essere in sala”. Un successo oltre le aspettative che il direttore poteva solo sperare, difficile però da immaginare anche se alcuni segnali positivi, alla fine della scorsa stagione, c’erano stati. “Anche nel 2024 abbiamo fatto il sold out praticamente sempre, ma gli abbonati non erano così tanti”. Un po’ di rammarico da parte degli ‘esclusi’ c’è, e gli organizzatori lo hanno colto. “A immaginarci che sarebbe andata così avremmo pensato a una seconda replica, di modo da ‘accontentare’ più persone”.
Stupisce forse apprendere che gli abbonati non sono solo larinesi – una comunità che notoriamente partecipa con entusiasmo alle varie iniziative culturali realizzate sul proprio territorio – ma “una metà è rappresentata da gente di fuori”. Che arrivano da Termoli, che come noto non ha un teatro, e zone limitrofe. Ma c’è anche qualche abbonato di Campobasso e perfino di San Salvo. Il segreto? Secondo Sale “sicuramente la programmazione fa tanto. Controproducente scegliere spettacoli di nicchia mentre – ed è quello che abbiamo fatto quest’anno – l’ideale è avere un giusto mix: il nome di richiamo e volto noto, alcuni testi importanti e conosciuti, e poi gli spettacoli più leggeri. Larino ha sicuramente un bel pubblico e di varie fasce d’età, che risponde bene. È una cittadina abituata a recarsi al teatro (il Risorgimento al di là di qualche anno di fermo per ristrutturazione è attivo da diverso tempo, ndr) e sicuramente la continuità dell’offerta teatrale premia”. Detto ciò, “questi numeri hanno sorpreso anche me”.
Sorpreso positivamente anche il ‘collega’ Licursi che dice come “Larino ci meraviglia sempre”. E lui, con Jamme Bbelle, di teatri e sale molisane ne sta girando parecchie. “Nella prima edizione del festival abbiamo toccato 14 località, nella seconda 10 e quest’anno 7. Abbiamo insomma stretto un po’ il cerchio concentrandoci sui posti dove abbiamo trovato maggiore interesse e anche una valida disponibilità da parte delle amministrazioni locali”. Neanche a dirlo, Larino c’è, come ci sono Casacalenda (“sono 100 posti ma la sala è sempre al completo”), c’è Guardialfiera, come c’è il Fulvio di Guglionesi (“teatro bellissimo, forse il più bello della zona. Beh, lì facciamo un po’ di fatica in più, ma portando compagnie locali la risposta è ottima”). Ci sono poi l’auditorium Giovannitti di Campobasso e quello di Difesa Grande a Termoli (“sempre un successone lì” nonostante in città siano rari i casi di sold out), poi c’è Sant’Elia a Pianisi, non più Santa Croce di Magliano ma la vicina San Giuliano di Puglia, quest’anno non si andrà ad Agnone. Tre anni fa la stagione teatrale – quella della ripartenza, anche dopo il Covid – fu il presidente della Uilt a organizzarla. Dall’anno scorso invece la collaborazione con Frentania Teatri. “Abbiamo messo a punto delle cose per migliorare, come fissare gli spettacoli alle 18 la domenica. In effetti ci è andata bene”.
La sensazione di Licursi, attore per passione e amante del teatro “che mi dà l’energia per fare altro”, è che soprattutto le aree interne – quelle a cui Jamme Bbelle guarda con particolare riguardo – quell’ora e mezza di ‘stacco’ dalla propria quotidianità e di spensieratezza sia un toccasana. “C’è voglia di ridere, rilassarsi, anche perché in certi paesi le occasioni di svago mancano. “D’altra parte anche Luca Ward sceglie – come ha detto domenica sera – i piccoli teatri di provincia più che i grandi centri”.

Giandomenico Sale, Nicolangelo Licursi e Iolanda Giusti insieme sul palco, fotografati da Guerino Trivisonno
Soddisfatta e rigenerata dal grande successo della ‘prima’ l’assessora alla Cultura (da 3 anni) di Larino Iolanda Giusti. “Significa tanto, perché dietro c’è da parte nostra tanto lavoro e vederlo premiato così ci fa capire che stiamo andando nella direzione giusta. Per la crescita, personale e sociale, della cittadinanza”. Una direzione perseguita anche con tanti altri eventi o mini-festival. Il ‘sogno’ di Larino per il ‘suo’ teatro è quello di farlo diventare un punto di riferimento culturale per tutto il territorio circostante. “È sicuramente un luogo di appartenenza per noi larinesi, ma vogliamo lo sia anche per gli altri molisani. Dobbiamo un po’ abbandonare il campanilismo”.
L’investimento, anche in termini economici, c’è stato in questi ultimi anni ma l’entusiasmo crescente sta dando ragione all’amministrazione Puchetti. “Col teatro siamo partiti un po’ in sordina tre anni fa con spettacoli di teatro amatoriale, poi con Giandomenico l’anno scorso abbiamo deciso di alzare un po’ il livello con la stagione di prosa e, visti i risultati…”. Quest’anno poi l’affidamento tramite gara pubblica alla Frentania Teatri – come spiega anche Sale – permetterà anche di andare oltre la stagione teatrale e di organizzare altri eventi collaterali, come dei laboratori di teatro sperimentale o coinvolgendo le scuole. In particolare si punta alla fascia adolescenziale, non facile da raggiungere. “Ci proveremo però. Ad esempio quest’anno abbiamo messo nel programma uno spettacolo con degli attori di Mare Fuori. Potrebbero fungere da richiamo per loro”.
L’assessora sottolinea come l’investimento continuerà. E già l’anno prossimo la novità potrebbe essere l’apertura della galleria al Risorgimento (al secondo piano), il che permetterebbe di avere una capienza di 44 posti in più.
Intanto chi può si goda la stagione 2025. Prossimo appuntamento il 19 gennaio con “E che domenica!” con la Compagnia “Gli Squinternati” che arriva da Rodi Garganico.








