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I ‘nostri’ borghi senza culle: 14 nel 2024. “A rischiare di sparire sono soprattutto Molise e Abruzzo”

Repubblica ieri sui borghi a zero nascite: 358 nel 2023, 30 in più rispetto a 5 anni prima. Alcuni di questi sono in Molise, dove comunque il trend si registra anche nelle città più grandi della regione

Fra i 358 borghi “senza culle” nel 2023 (30 in più rispetto a 5 anni prima), argomento di un reportage pubblicato su Repubblica, il Molise c’è, esiste ed ha anche il suo caso simbolo. Provvidenti, piccolo centro del Molise centrale. Un posto speciale, immerso nel silenzio e nel verde, un’oasi di pace circondata da un panorama mozzafiato. Un borgo che racconta una storia simile a quella di tanti, troppi altri comuni ‘polvere’ molisani e non solo.

L’allarme sullo spopolamento è antico, datato e porta la voce di don Alberto Conti della Diocesi di Trivento che da almeno 30 anni chiede attenzione al tema, sostiene il bisogno di risposte e visioni programmatiche. Si sgola. Inascoltato visto che oggi la situazione è quella che fotografa l’Istat che certifica il dato molisano con la logica dei numeri.

“Siamo piccoli paradisi che rischiano di sparire” dicono i sindaci dei Comuni che da Nord a Sud, passando per il Molise certificano più decessi che nascite, cambi di residenza in altre regioni se non all’estero, studenti che partono e non ritornano.

Paesi dove la viabilità è complicata, dove i servizi essenziali continuano a ridursi all’osso per colpa della prevalente logica dei numeri, in un circuito vizioso che può portare solo alla lenta, graduale e inesorabile scomparsa. Da culle vuote a paesi fantasma, il passo è breve.

Calo demografico e politiche programmatorie e strategiche che non riescono ad incidere sul fenomeno che ha messo in allarme don Conti oltre 30 anni fa quando parlare di spopolamento era tema poco avvertito, coraggioso e forse anche mal visto da chi non aveva intuito il pericolo. Reale e concreto oggi.

“I luoghi a zero nascite – si legge su Repubblica – sono sparsi soprattutto tra Piemonte, Lombardia e Liguria, mentre sembrano immuni Puglia e Toscana. Ma a rischiare di sparire, più di altre, sono Molise e Abruzzo.

Oltre al problema dei servizi essenziali se ne aggiungono altri: essenziali non sono il sistema viario che spesso si interrompe per i tanti movimenti franosi che costellano le strade regionali, soprattutto quelle della viabilità interna? Non è un servizio essenziale la sanità, la distanza dal sistema ospedaliero, le difficoltà a trovare un lavoro ovviamente corrispondente alle aspettative e al percorso di studi, non avere ancora oggi un sistema ferroviario che dal capoluogo di regione possa portare nei grandi centri senza dover salire e scendere dal bus?

In quattro anni, dai 330mila 516 abitanti censiti nel 2020, il Molise è sceso ai 289.224 residenti certificati nel 2024. Campobasso, nel medesimo lasso di tempo, è passato da 217.362 a 298.988 residenti. E si tratta del capoluogo di regione, dove insistono uffici pubblici e c’è l’ospedale, la viabilità è di certo migliore di quella delle aree interne nonostante non sia ancora possibile utilizzare il treno.

A Termoli: dai 33mila 189 abitanti del 2020, ne sono certificati 31mila 957; Isernia da 83mila 154 è crollata a 79mila 236. Agnone, perla dell’Alto Molise, è passata da 4.966 abitanti a 4602 in quattro anni; Venafro da 11mila 155 a 10.768.

Provvidenti è di certo emblema dei borghi senza culle ma, solo per citare i Comuni meno densamente abitanti, a Molise vivono 145 persone (4 anni fa erano 157), a San Biase 134 (erano 153), a Castelpizzuto 131 (erano 156), a Castelverrino 93 (erano 104), a Conca Casale 162 (erano 171).

Tgr Molise ha fatto i conti: nel 2024 non si sono visti fiocchi, nè rosa nè azzurri, in 14 centri molisani. 9 in provincia di Campobasso e 5 in provincia di Isernia. Oltre a quelli citati poc’anzi, figurano anche Duronia, Sant’Angelo Limosano, Montemitro, Castelbottaccio, Civitacampomarano, San Polo Matese (in provincia di Campobasso) e ancora Acquaviva d’Isernia e Sant’Elena Sannia (in quella di Isernia).

Il trend – in ogni caso – si registra anche nelle città più grandi della regione e non è di certo rassicurante.

I borghi senza culla sembrano destinati ad aumentare nella regione dove, ad oggi, si contano 181 ultracentenari (secondo i dati Istat).

Ma la luce in fondo al tunnel si intravede: il Comune italiano con il maggior incremento di residenti stranieri rispetto al 2022 è San Biase: in Molise la popolazione di stranieri residenti al 31 dicembre 2022 ammontava a 12mila 464 persone. Dato cresciuto di 5mila 124 unità fino alla fine del 2023. Che non sia questa una prima ricetta antispopolamento?