Logo
Micaela Fanelli al lavoro per allargare il centrosinistra “dal basso”. Il Pd? “Sia più vicino alla gente”

La capogruppo dem in Consiglio regionale al lavoro per la prima di una serie di assemblee aperte alla partecipazione di cittadini, associazioni, movimenti e di chiunque si riconosca nel perimetro del centrosinistra. “Le proponiamo come iscritti e militanti del Pd, con l’obiettivo di aiutare a far crescere il peso e il ruolo del nostro partito, ma non da soli. Il Pd dev’essere meno conservatore e più coraggioso, serve un’alleanza sociale”

Sono giorni di lavoro intenso e grandi preparativi per l’assemblea pubblica che l’associazione Partecipa Molise ha lanciato per il prossimo 24 gennaio a Campobasso. Un altro domani, così s’intitola l’appuntamento, vede tra i protagonisti la consigliera regionale Micaela Fanelli, motore dell’iniziativa e capogruppo a Palazzo D’Aimmo del Partito Democratico (di cui è stata anche segretaria regionale).

Consigliera Fanelli lei, assieme ad altri (a proposito chi c’è nell’associazione?), ha lanciato l’iniziativa di una assemblea pubblica che guarda soprattutto all’area del centrosinistra. Area intesa non solo come partiti ma anche come associazioni e movimenti. Perché c’è questa necessità di ampliare la base?

“C’è un’impellente esigenza di partecipazione e mobilitazione democratica. Sia da parte di chi ha voglia di riaffermare il valore della democrazia in un contesto internazionale guidato da un sempre maggiore pan-Trumpismo; sia a livello nazionale, dove un patto scellerato regge il quadro di riforme su autonomia differenziata, premierato e giustizia; sia a livello locale, dove la discussione in Consiglio regionale con gli amministratori e il partenariato, è sempre più annichilita dall’accentramento politico e senza risultati di Roberti. In Molise, infatti, le grandi questioni, dagli indirizzi di programmazione a quelli in materia ambientale, dalle riforme dei trasporti o dei piani sociali, dagli acquisti di strutture sanitarie alle altre scelte in materia sanitaria, non sono note neanche agli stessi esponenti di maggioranza.Figuriamoci se possono essere occasione di confronto trasparente con gli attori sociali o con noi consiglieri di minoranza!
Da qui, la forte necessità di rilanciare un’azione dal basso. E tocca a noi progressisti e riformisti farlo! Tocca a noi esponenti del Pd per primi. Insieme agli altri, ma non dimenticando che abbiamo una storia che ci impone ogni giorno il tema di chi rappresentiamo, di quella connessione emotiva con la base che fa parte della nostra storia, ma deve far parte anche del nostro presente. E poi abbiamo la responsabilità della guida del campo riformista, e dobbiamo esserne consapevoli sempre, anche nei periodi, come questo, dove viviamo un rischio reale per la politica, quello di un ulteriore allontanamento dei cittadini. Un’astensione crescente dall’impegno. Per questo per la nostra proposta abbiamo scelto una parola semplice e carica di significati PARTECIPA! Con questo imperativo ci proponiamo un ulteriore obiettivo, quello di animare il congresso degli organismi locali del PD, nel quale serve mettere al centro i temi. Vogliamo rafforzare e far crescere il nostro partito offrendo un contributo di idee e di proposte. Ne faremo diverse venerdì, ma soprattutto a seguire; attraverso una serie di assemblee territoriali su diversi temi, ad iniziare da quello legato alle riforme istituzionali e del referendum per l’aggregazione della Provincia di Isernia all’Abruzzo, che va correttamente inquadrata nell’ascolto del territorio e nel bisogno di quasi seimila persone che chiedono la tutela dei propri diritti di cittadinanza e di essere più considerati. E anche se, personalmente, ho sempre creduto a riordini strutturali nel contesto internazionale, penso quindi ad un’Europa federale di macroregioni, allo stesso tempo resto convinta che non bisogna lasciare inascoltata quella parte di cittadini che cerca strade estreme pur di aver riconosciuti i propri bisogni, fino a una scissione con la provincia di Campobasso, che reputo dannosa per entrambi le parti. È chiaro, dunque, che il tema va affrontato in una più ampia prospettiva. Perché rischiamo di vedere il dito, il referendum proposto, e non la luna, che impone a tutta la sinistra, ad iniziare dal Pd, di avanzare una proposta di riforma complessiva delle istituzioni, che contrapponga all’autonomia differenziata un modello più moderno di articolazione territoriale. Occorre quindi un Pd più coraggioso e riformista, meno conservatore, più attento ai bisogni e a tracciare una rotta nuova rispetto alla stagnazione attuale del sistema politico a guida centrodestra. Da Roma questa stagione di riflessione è stata avviata; seguiamo la rotta con azioni proattive. La prima, un atto rivoluzionario: l’ascolto, le assemblee, la parola ai cittadini!”

L’obiettivo è quello di scrivere, o forse sarebbe più corretto dire, riscrivere, un’agenda sociale, economica e politica per il Molise. Quella che avete scritto nel suo partito, il PD, non va più bene?

“Le agende pubbliche, soprattutto in un contesto in continua e repentina trasformazione, richiedono aggiornamenti continui. Richiedono tagli sartoriali, che si devono cucire nei luoghi e nel tempo dato. Le tre transizioni (demografica, energetica/ambientale, tecnologica) impongono ricette nuove. Vanno aggiornate in base agli eventi e non c’è dubbio che assistiamo a degli accadimenti nazionali preoccupanti. Penso, ad esempio, alla riforma della giustizia, alla cancellazione di una serie di diritti territoriali per il Mezzogiorno e per le aree interne, completamente dimenticate anche nell’ultima Legge di bilancio e allo svilimento della sanità basata su calcolatrice e carte di credito. Penso ancora alla riforma del sociale, che si sta immaginando in Molise a danno dei sindaci che hanno la competenza sul tema. O al tema delle politiche industriali, delle imprese e del lavoro. Alle criticità dell’automotive che è diventata un’impellenza per l’agenda europea in questi ultimi mesi. Il Pd, quindi, ha la sua carta di valori, basati sulla costituzione democratica, fortemente solidali, ma l’agenda nell’attualità si riempie di nuovi e urgenti bisogni. E dobbiamo, come Partito Democratico, non solo farcene carico, ma evidenziarli ogni giorno, scuotere la scena politica. Chi governa ha l’esigenza opposta. In Molise, il centrodestra è contento se non si disturba il manovratore, se i consiglieri di opposizione sono silenti in Consiglio o sui giornali. Sta a noi questo importante lavoro di informazione, sensibilizzazione e mobilitazione. Sempre, anche ora che non ci sono scadenze elettorali. Anzi, soprattutto ora”.

L’assemblea del 24 dovrebbe essere, mi corregga se sbaglio, il primo di una serie di appuntamenti anche monotematici per l’agenda che sarà in fondo un po’ la vostra bussola. Ci può anticipare qualcosa su temi e contributi che arriveranno?

“Oltre il tema delle riforme istituzionali, ascolteremo, affronteremo e porteremo sul tavolo del confronto anche la questione delle politiche sociali e sanitarie, che devono arricchirsi del contributo che arriva dal basso dialogando con gli attori principali: cooperative, sindaci, associazioni che hanno competenza e polso della situazione. La Regione e la Giunta Roberti non lo stanno facendo, lo faremo noi. Senza dimenticare il grande tema dell’economia, in particolare la questione automotive e Stellantis particolarmente attuale in Molise, anche in prospettiva della mobilitazione del 5 febbraio a Bruxelles, per chiedere un fondo di debito comune in grado di sostenere la transizione ecologica, nel rispetto dei diritti e delle esigenze di lavoro del nostro territorio. Anche in questo caso, per squarciare il silenzio e l’immobilismo del centrodestra, che sembra rassegnato e incapace di governare il futuro dei nostri più importanti stabilimenti industriali. Avete sentito protestare Roberti, Di Lucente o altri rispetto alla cancellazione dei fondi PNRR? E rispetto all’attuale situazione? Muti. Così come l’emendamento Lancellotta, era una buona cosa, perché avrebbe risolto molti dei nodi della sanità, peccato non sia passato. È passata tutt’altra cosa. Una ipotesi di somma che forse ci verrà corrisposta se faremo una serie di ulteriori tagli. E mentre qualcuno fa finta che sia stato approvato il testo originario e qualcun altro plaude al miracolo dell’aiuto finanziario, noi abbiamo il dovere di informare i molisani. Andando sui territori. Lo faremo”.

L’invito a partecipare all’iniziativa è esteso al centrosinistra, ma chi immagina potrebbe sposare il progetto? Ha avuto già qualche adesione anche informalmente? Ci sarà il PD (o una parte del PD?)

“L’invito è esteso a tutti coloro che non si riconoscono più come soggetti passivi di un territorio che non trova più risposte soddisfacenti nell’azione politica del centrodestra. Proponiamo questa serie di assemblee come rappresentanti istituzionali, come iscritti e militanti del Pd, con l’obiettivo di aiutare a far crescere il peso e il ruolo del nostro partito. Non da soli, ma insieme ai cittadini, alle associazioni e agli amici del centrosinistra, che qui voglio tornare ad invitare il 24 gennaio, per iniziare a ricostruire un’alleanza sociale oggi più che mai indispensabile, se non vogliamo restare spettatori supini di un futuro che non ci piace. Anzi, che ci spaventa, così come impostato dal centrodestra. Dunque, oltre il perimetro della discussione interna congressuale, che pure va animata e richiede una celebrazione entro tempi stretti, puntiamo a ricostruire una rete territoriale più forte, raccogliendo i bisogni delle persone, rendendole protagoniste”.    (AD)

partecipa molise locandina